Commissione Sanità approva quarta parte riforma sociosanitaria

Data della notizia: 
Mercoledì, 15 Novembre, 2017
riforma

Riformulare la disciplina della formazione degli specializzandi universitari in strutture sanitarie per consentire la graduale autonomia della loro attività in totale sicurezza e sotto sorveglianza. Definire il protocollo d'intesa che regola i rapporti tra le Università e il Servizio Sanitario Regionale. Regolare i rapporti con il personale universitario conciliando l'attività di formazione con quella di cura.

Queste le finalità della quarta parte della riforma regionale del sistema socio-sanitario relativa al ruolo e al rapporto con le Università approvata oggi a maggioranza dalla Commissione consiliare Sanità, presieduta da Fabio Rolfi, Lega Nord). Hanno votato a favore FI, Lega Nord, Lista Maroni, Lombardia Popolare e Fratelli d’Italia; contrari PD, Patto Civico e M5S; astenuto Fuxia People.

Due gli aspetti qualificanti della norma sottolineati dal Vice Presidente della Commissione, Angelo Capelli (Lombardia Popolare), relatore del provvedimento. “Innanzitutto – ha spiegato Capelli - per la prima volta viene introdotta, in via sperimentale, la possibilità di una autonomia progressiva durante il percorso di formazione dei medici specializzandi Inoltre, viene creata la rete formativa con al centro i poli universitari ma, in una logica aperta, di possibile utilizzo di tutti quei punti di eccellenza che possono contribuire alla formazione del percorso professionale di specialità”.

Il provvedimento, che interviene negli articoli 29,31,33 e 34 della legge regionale n.33 del 2009, prevede un periodo sperimentale di 5 anni complessivi (i primi 3 anni impiegati per la verifica della sperimentazione, i successivi due per individuare eventuali interventi correttivi) al termine dei quali la Regione, in collaborazione con il ministero della Salute, valuterà i risultati conseguiti.

La Commissione, con voto unanime, ha stabilito inoltre di stralciare la parte relativa alle attività dei servizi necrofori e cimiteriali, inizialmente compresa nel testo, che sarà invece oggetto di uno specifico progetto di legge.

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