Un girasole per Alessandro, scomparso campetto da basket in via Dezza a Milano

Il Consiglio regionale ha voluto condividere la reazione spontanea di centinaia di cittadini al gesto di chi ha strappato i fiori deposti dalla mamma

Strappare un girasole è stato un gesto di disumanità. Riempire quel campetto di girasoli è stata, invece, la risposta più bella di Milano: silenziosa, composta, profondamente umana. In quel fiore che ritorna c’è la memoria di Alessandro, ma ci sono anche i valori dello sport e l’idea di una città che non accetta l’indifferenza e sceglie, ogni volta, di stare dalla parte del rispetto e della solidarietà”.

Con queste parole il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani, in apertura della seduta d’Aula, ha voluto ricordare questa mattina la tragica vicenda di Alessandro, un quindicenne scomparso per un arresto cardiaco nel maggio del 2017 sul campetto da basket posto in via Dezza a Milano.

Dopo la scomparsa di Alessandro, la mamma, Laura, come risposta al dolore della perdita aveva iniziato a deporre ogni giorno sulla recinzione del playground un girasole, il fiore preferito del figlio. In otto anni ne ha lasciati oltre 200.

Alla fine di novembre dello scorso anno, però, un ignoto ha rimosso i fiori lasciati dalla famiglia per presunte “ragioni di decoro”, scatenando una reazione spontanea, la cosiddetta “protesta dei girasoli”, che ha portato centinaia di cittadini a recarsi sul posto per lasciare un girasole in ricordo di Alessandro.

Attraverso la testimonianza del papà di Alessandro in Aula – ha sottolineato Luca Paladini (Patto Civico), che ha promosso l’iniziativa di oggi in Aula – abbiamo dato valore al senso di comunità che è il compito più alto della politica. La storia di Alessandro racconta come il ‘decoro’, pretesto per quel gesto di disumanità, rappresenti un uso distorto delle parole. Ma racconta anche come possano nascere e svilupparsi politiche virtuose intorno a una tragedia. Milano, con una reazione spontanea e civile, ha deciso da che parte stare: dalla parte dell’umanità. E oggi è arrivata anche la risposta del Consiglio regionale”.

Il Presidente Romani e Luca Paladini unitamente agli altri componenti dell’Ufficio di Presidenza hanno consegnato al papà di Alessandro, Giorgio Meszely, un girasole e la medaglia di Sant’Ambrogio.

Con la straordinaria reazione della città di Milano al gesto disumano di chi ha strappato i fiori, il girasole è diventato simbolo di empatia, solidarietà e gentilezza da parte di chi nella nostra società è saturo di atti fi arroganza e violenza – ha spiegato Giorgio Meszely -. Anche sulla spinta di questo enorme tsunami giallo di gentilezza, rappresentato dai girasoli, abbiamo deciso di trasformare il dolore in azione concreta”.

Dopo la sua morte, gli amici di Alessandro hanno fondato l’associazione “The Dab Game” che sostiene lo sport di base a Milano intervenendo sulla manutenzione e la messa in sicurezza di spazi e strutture sportive. Da una delle passioni di Alessandro, il baseball, è nata l’idea un progetto unico in Italia: la creazione, nel campo Kennedy, di un impianto per il softball per non vedenti che dovrebbe esse completato nel corso dell’anno. Un altro progetto prevede l’installazione di defibrillatori (DAE) in tutti i playground della città e l’organizzazione, in collaborazione con l’Ospedale Niguarda, di corsi primo soccorso BLSD soprattutto per i giovani che su quei campi vanno a giocare.