Seduta pomeridiana di Consiglio regionale dedicata alla discussione di alcune mozioni: di seguito la sintesi.
Nuovi parapetti Lungolago di Como
Approvata a maggioranza dal Consiglio regionale la mozione presentata da Sergio Gaddi (Forza Italia) che invita la Giunta a “dare la massima priorità alla valenza estetica del progetto del nuovo parapetto per il lungolago di Como e alla sua piena compatibilità paesaggistica e ambientale, dando esecuzione ai suggerimenti della Soprintendenza”.
Il testo propone di valutare nuove alternative progettuali più coerenti con il profilo architettonico e con il contesto ambientale e di verificare la presenza di eventuali vincoli relativi alle specificità tecniche che possano essere derogate in considerazione delle particolarità del lungolago.
“Il progetto conosciuto come ‘nuovo lungolago’ o ‘progetto paratie’ va ripensato – ha sottolineato Sergio Gaddi -. La città di Como è conosciuta e apprezzata a livello internazionale soprattutto per la bellezza del paesaggio che prende forma nell’unicità identitaria del suo lago. I parapetti presentati lo scorso 13 maggio non si integrano in alcun modo nel contesto ambientale e risultano del tutto incompatibili con l’estetica del lungolago; La proposta progettuale ipotizzata è stata accolta molto negativamente dall’opinione pubblica, dalla stampa e da numerosi e qualificati architetti. Serve ripensare il progetto, ipotizzando anche la fattibilità della posa dei parapetti storici. I parapetti devono esserci, ma devono essere belli”.
Nel corso del dibattito è intervenuto Angelo Orsenigo (PD) che ha ricordato che “il progetto dei parapetti del Lungolago di Como, partito nel 2023, si è fermato a maggio 2025 con la presentazione del prototipo di parapetti che ritengo non sia compatibile con il contesto del lago di Como. Da allora l’opera è rimasta incompiuta a causa di un rimpallo di responsabilità tra Comune di Como e Regione Lombardia. Si tratta di tempo prezioso rubato alla bellezza del lago di Como. Per questo ritendo che si debba accelerare e che andrebbero rimessi i parapetti storici che si inseriscono meglio nell’ambiente, pensando a una soluzione non scontata”.
Omogenizzazione e sostegno alle attività dei medici di assistenza primaria (MAP), ex medici di medicina generale (MMG) e pediatri di libera scelta (PLS) operanti nel S.S.R.
Il tema dei medici di medicina generale è stato oggetto di dibattito della seduta del Consiglio regionale della Lombardia. Due le mozioni abbinate presentate all’assemblea lombarda, una a firma Carlo Borghetti (PD), l’altra illustrata da Christian Garavaglia (FdI). L’Aula ha respinto la mozione della minoranza che presentava una serie di aspetti tra i quali l’incentivazione all’associazionismo tra medici di medicina generale e l’implementazione dell’utilizzo di tecnologie come la telemedicina, sfruttando a pieno le risorse del PNRR e ha, invece, approvato a maggioranza la mozione proposta dal Consigliere di Fratelli di Italia e illustrata da Patrizia Baffi (FdI) che chiede l’omogenizzazione e il sostegno alle attività dei medici di assistenza primaria (MAP), ex medici di medicina generale (MMG) e pediatri di libera scelta (PLS) operanti nel Sistema Sanitario Regionale.
“Premesso che i medici di assistenza primaria e i pediatri di libera scelta rappresentano la prima linea di interfaccia dei pazienti con il SSR per tutte le esigenze sanitarie non urgenti, costituendo un punto di riferimento in grado di indirizzare i pazienti stessi verso l’eterogeneità dei servizi disponibili in ambito sociosanitario e che Regione Lombardia ha attivato numerose iniziative per affrontare le criticità attuali– ha sottolineato la Consigliera Patrizia Baffi (FdI) –, nel testo della mozione chiediamo di proseguire e rafforzare le azioni di Regione Lombardia a supporto dell’attività dei medici e dei pediatri in ambito di Cure Primarie, dando seguito al percorso già avviato con gli Accordi Integrativi Regionali del 2024”.
Il documento inoltre impegna la Giunta a incentivare la costituzione di modelli di aggregazione dei Medici di Assistenza Primaria/Pediatri Libera Scelta, in coerenza con i modelli definiti dalla normativa di riferimento e dagli accordi collettivi nazionali; a proseguire il potenziamento delle sinergie tra la componente delle cure primarie, e le ATS/ASST per armonizzare le Cure Primarie su tutto il territorio regionale e per realizzare una sanità più di prossimità. Si invita inoltre a sollecitare la conclusione del progetto di unificazione e integrazione dei sistemi informatici in uso dei vari operatori del Sistema Sanitario Regionale in una piattaforma unica, in attuazione con quanto delineato nella DGR 5589 del 30/12/25.
Nel corso del dibattito sono intervenuti i Consiglieri Nicola Di Marco (M5S), Nicolas Gallizzi (Noi Moderati), Emanuele Monti (Lega), Luca Paladini (Patto Civico), Massimo Vizzardi (Gruppo Misto). È intervenuto anche l’Assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso che ha sottolineato che “nel contesto giuridico amministrativo in cui sono inseriti i medici di medicina generale, Regione Lombardia sta già portando avanti le iniziative aggregative e organizzative necessarie per andare incontro alle esigenze dei cittadini lombardi contenute nella mozione presentata dal Partito Democratico”. “Sono delibere già in atto – ha proseguito l’Assessore al Welfare – che la Giunta si impegna a portare avanti con determinazione”.
Nuovo Ponte San Michele tra Paderno d’Adda (LC) e Calusco d’Adda (BG)
Continuare a presidiare e coordinare il tavolo tecnico attivato lo scorso mese di dicembre tra RFI, Regione Lombardia ed enti locali per seguire la progettazione del nuovo ponte tra Paderno d’Adda (LC) e Calusco d’Adda (BG) e per perfezionare lo studio di traffico di area vasta di competenza di R.F.I.
Questa è la richiesta della mozione illustrata da Gian Mario Fragomeli (PD) e abbinata a quella proposta da Jacopo Dozio (Forza Italia) in merito al progetto sul nuovo ponte. Le mozioni sono state riformulate e approvate entrambe all’unanimità.
L’intervento, promosso da Rete Ferroviaria Italiana (R.F.I.), rientra nella prima fase del progetto di potenziamento della linea Seregno – Carnate – Ponte San Pietro – Bergamo e prevede l’adeguamento del collegamento viario, sia sulla pianificazione del traffico regionale che su un possibile e futuro sviluppo del traffico di merci. Il nuovo ponte sorgerà tra le stazioni di Paderno-Robbiate e Calusco, sostituendo l’attuale ponte ad arco in ferro a traffico misto, del quale è prevista la chiusura al traffico nel 2030, termine entro il quale dovrà essere portata a termine l’opera sostitutiva.
Lo studio di R.F.I., che analizza la rete infrastrutturale dell’area che include i poli urbanizzati di Bergamo, Treviglio, Monza e Brianza definita in termini viabilistici dall’asse della SS470 ad est, della A4 a sud e della SS36 ad ovest, è volto a verificare la sostenibilità trasportistica complessiva del nuovo intervento individuando le ulteriori opere da integrare nel progetto per risolvere le situazioni di criticità rilevate durante il dibattito pubblico.
Nelle mozioni si chiede alla Giunta di invitare le Province di Lecco, Bergamo e Monza e Brianza a costituire tavoli con gli Enti coinvolti, con i Consiglieri regionali eletti nei territori di riferimento e con un rappresentante della Direzione Generale Infrastrutture e Opere pubbliche per condividere e monitorare l’avanzamento dell’iter in corso.
“Condividendo le proposte dei Consiglieri e la riformulazione concordata, segnalo che Regione Lombardia, anche a seguito delle richieste del territorio, ha chiesto ufficialmente a R.F.I. di svolgere uno studio del traffico ben più ampio di quanto non aveva già effettuato in occasione della fase di pianificazione preliminare del progetto. Il tavolo tecnico su questo più ampio studio del traffico è già stato insediato, ha già iniziato ad operare e sarà non solo integrato, ma prenderà atto di tutto il lavoro che le Province vorranno svolgere insieme ai Consiglieri regionali” ha dichiarato l’Assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche Claudia Maria Terzi.
Nel corso del dibattito, oltre ai primi firmatari, sono intervenuti i Consiglieri Giacomo Zamperini (FdI), Jonathan Lobati (Forza Italia) e Davide Casati (PD).
Proposta di accordo con il Mercosur e tutela del settore agroalimentare italiano
Esprimere contrarietà all’attuale versione dell’Accordo europeo col Mercosur e attivarsi nei confronti del Governo nazionale affinché la posizione dell’Italia sull’accordo si esprima tenendo conto delle criticità evidenziate dal comparto agricolo. Sono gli impegni contenuti nella mozione del Movimento Cinque Stelle (prima firmataria Paola Pollini) e respinta dal Consiglio regionale.
Le perplessità sollevate nel documento riguardavano, in particolare, aspetti normativi del tutto differenti in tema di tutela ambientale, benessere animale, sicurezza alimentare.
I rischi sono legati in particolate al pericolo di concorrenza sleale per l’agricoltura europea, a causa di standard sanitari più bassi nei paesi sudamericani, di importazione di prodotti a prezzi più bassi, di deforestazione e di sfruttamento lavorativo. Nel documento veniva anche sottolineato come inizialmente la posizione italiana fosse tendenzialmente contraria, in linea con altri Paesi europei, e come tale orientamento si sia ribaltato nel tempo con l’introduzione di clausole di salvaguardia, considerate però insufficienti dalle associazioni di categoria.
“Il voto favorevole dell’Italia – ha sottolineato Paola Pollini – è stato decisivo per il raggiungimento della maggioranza qualificata e mi chiedo come questa posizione si coniughi col documento approvato lo scorso ottobre dal Consiglio regionale, che impegnava la nostra Istituzione a difendere in tutte le sedi opportune la competitività della filiera agroalimentare, opponendosi a politiche dannose o penalizzanti per il comparto agricolo. Questo accordo più contro che pro”.
Per Massimo Vizzardi (Misto): “Non possiamo fingere che l’accordo non sia stato votato anche dal Governo italiano. Le preoccupazioni degli agricoltori sono reali e sarebbe sbagliato non ascoltale. Al punto della partita in cui ci troviamo, possiamo solo impegnarci a governarla, con controlli rigidi ed efficaci strumenti di intervento. La nostra forza sono la qualità, la sicurezza e la tracciabilità”.
“Siamo di fronte a scelte che hanno conseguenze sulla vita sociale ed economica – ha detto Silvia Scurati (Lega) – e questa versione dell’accordo rischia di scaricare il problema sul comparto agroalimentare, che è fondamentale per la nostra Regione. Vanno tutelate qualità e piena tracciabilità. La solidarietà agli agricoltori passa attraverso la tutela delle aziende agricole”.
“L’accordo – ha continuato Carlo Bravo (FdI) – è una scelta commerciale ambiziosa, un’opportunità per l’agroalimentare italiano e un’intesa che crea una vasta area di libero scambio. Ogni scelta va affrontata senza pregiudizi e può rappresentare un sistema vantaggioso ma è necessario governare il processo per salvaguardare i nostri prodotti e le nostre filiere. Vanno garantite reciprocità di condizioni e sicurezza alimentare dei cittadini. Tutelati produttori e consumatori”.
“Con l’introduzione di misure severe e divieti, la qualità dei nostri prodotti è aumentata tantissimo negli ultimi anni – ha sottolineato Marco Carra (PD) –. Ci sono regole e vincoli nazionali ed europei che devono trovare corrispondenza nei paesi con cui si stringono accordi, altrimenti si rischia di non garantire sicurezza e salute. Bisogna fare di più di quanto fatto finora. Siamo al fianco degli agricoltori: da una parte riconosciamo le opportunità offerte dall’accordo, dall’altra non ci nascondiamo i timori per la nostra agricoltura che rischia di essere penalizzata”.
Per Onorio Rosati (AVS) “Sottoscrivere il Mercosur e bocciare questa mozione significa assumersi una grave responsabilità. Si tratta di Stati che hanno standard completamente diversi sia per quanto riguarda la sicurezza alimentare e ambientale che sotto il profilo del rispetto dei diritti”.
Il Consigliere regionale Giovanni Malanchini (Lega), che aveva chiesto il rinvio della discussione o in alternativa di trovare un accordo per votare un testo condiviso, ha spiegato: “Abbiamo riserve su questo accordo. Per noi il tema della reciprocità è fondamentale, ma questo principio in pratica non sarà mai rispettato dai Paesi Mercosur. Mi è dispiaciuto che l’opposizione non abbia voluto trovare un’intesa”.
“Servono regole che valgono per tutti – ha puntualizzato Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale) -. L’accordo è un’opportunità di scambio ma bisogna imporre limiti e clausole di salvaguardia più efficaci. Gli agricoltori di noi si fidano e abbiamo il dovere di ottenere maggiori rassicurazioni”.
“Scegliamo la strada della responsabilità: la politica ha il compito di governare e non di subire i processi – ha sottolineato Fabrizio Figini (Forza Italia) -. Ci fidiamo del lavoro del nostro Governo e delle Istituzioni: sono state poste garanzie chiare e la politica vigilerà”.
“L’accordo è un passaggio cruciale e la Regione vigilerà a tutela dei prodotti, dei produttori e dei consumatori. Equità e reciprocità sono principi da rispettare e l’Assessorato si impegnerà a monitorare le fasi di attuazione e a sostenere le produzioni locali”, ha concluso il Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, Mauro Piazza.
Riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti – attuazione della legge n. 33/2023
L’Aula del Consiglio regionale della Lombardia ha respinto la mozione firmata dal Consigliere Davide Casati (PD) che chiedeva la riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in attuazione della legge n. 33/2023. Una proposta nata, come ha sottolineato il primo firmatario Casati (PD) “da un documento trasmesso lo scorso 20 novembre da enti e associazioni di categoria della bergamasca, ma un tema che riguarda tutte le realtà territoriali che ogni giorno si confrontano con i bisogni degli anziani non autosufficienti in costante aumento che chiedono alla Regione di farsi portavoce presso il Governo di un intervento normativo non più rinviabile per riprendere il percorso di riforma secondo lo spirito e gli indirizzi della legge n. 33/2023 che sta accusando pesanti ritardi che rendono, di fatto, la legge del 2023 incompiuta”.
Nel corso del dibattito sono intervenuti i Consiglieri Diego Invernici (FdI) che ha precisato che “molti obiettivi contenuti nella mozione siano già parte integrante delle politiche sociali regionali e nazionali e che l’ultimo bilancio regionale prevede un forte investimento su queste politiche”. Contributi alla discussione in Aula sono pervenuti anche dai Consiglieri Pierfrancesco Majorino (PD), Paola Pizzighini (M5S) e Silvia Scurati (Lega).
L’Assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini ha infine dichiarato che “l’assistenza agli anziani non autosufficienti è un tema rilevante a cui l’assessorato di sua competenza dà importanza quotidianamente e per cui sono in atto azioni mirate sia da parte di Regione Lombardia che da parte del governo nazionale”.