Al centro della seduta della Commissione Speciale Antimafia presieduta da Paola Pollini (M5Stelle) la presentazione del Piano strategico di legislatura sui beni confiscati da parte dell’Assessore regionale alla Sicurezza e alla Protezione Civile Romano La Russa.
La Lombardia è tra le prime Regioni italiane per beni confiscati alla criminalità organizzata: oltre 3mila immobili. Il Piano mira alla valorizzazione e al riutilizzo sociale di questi immobili sottratti alla criminalità, coinvolgendo gli enti locali e del Terzo Settore.
“È senz’altro stato fatto un buon lavoro con i diversi soggetti auditi tra il 2024 e il 2025, ma i numeri ci dicono chiaramente che ci sono ancora troppi ritardi e lacune che una Regione come la Lombardia non può permettersi – ha sottolineato la Presidente della Commissione Paola Pollini -. Bisogna capire perché gli enti locali non riescano o non vogliano prenderli in carico e come la Regione possa sostenerli davvero”.
Come è emerso dal Piano, nel 2025 ci sono stati 158 beni inoptati, ovvero immobili o aziende sottratti alla criminalità organizzata che, dopo la confisca definitiva, non sono stati richiesti dagli enti locali o da enti del Terzo settore per finalità istituzionali o sociali, rimanendo così nel patrimonio della Regione.
Il Codice Antimafia (art. 48, D.Lgs. 159/2011) prevede che le Regioni debbano predisporre una piattaforma con tutti i dati dei beni confiscati affinché gli enti e i cittadini possano avere un quadro trasparente della situazione e delle destinazioni d’uso, qualora interessati, e per consentire ai Comuni di adempiere ai loro obblighi di pubblicazione. “Il fatto che questa piattaforma non sia ancora attiva –prosegue Paola Pollini– implica un grave ritardo e mina la credibilità delle politiche regionali sui beni confiscati”.
La pubblicazione mira a favorire il riutilizzo sociale dei beni confiscati, destinati prioritariamente a finalità istituzionali o sociali.
La Commissione ha confermato la sua volontà a proseguire con determinazione questo percorso sinergico di ascolto e proposte, ampliando la platea degli stakeholder, trovando nuovi canali e metodi per spiegare le modalità di assegnazione e gestione, così da accompagnare i Comuni nel processo della presa in carico di questi beni, perché diventino luoghi al servizio delle comunità lombarde.