Barriere architettoniche, approvato all’unanimità il rapporto finale del CPCV

Presidente Mangiarotti: “I PEBA devono diventare uno strumento strategico per la programmazione urbanistica e sociale dei Comuni”

Approfondire gli esiti di quanto intrapreso da Regione Lombardia per incentivare l’eliminazione delle barriere architettoniche negli spazi pubblici attraverso l’adozione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) da parte dei Comuni. Il PEBA è lo strumento chiave che consente al Comune di rilevare la presenza di ostacoli in edifici e spazi pubblici e di programmare gli interventi per il loro superamento.

È questo l’obiettivo della missione valutativa “Gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli spazi pubblici” illustrata oggi dai relatori Marisa Cesana (Forza Italia) e Onorio Rosati (AVS) e approvato oggi all’unanimità dal Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione (CPCV) del Consiglio regionale della Lombardia. Le missioni valutative sono iniziative volte ad analizzare l’attuazione delle leggi regionali e a valutare gli effetti delle politiche con modalità che garantiscano la terzietà e l’imparzialità dell’analisi.

Lo studio è frutto della collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e di Matematica (DICATAM) dell’Università di Brescia, della Direzione regionale Generale Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, delle Province lombarde e della Città Metropolitana di Milano che hanno fornito dati e informazioni.

In Lombardia alla fine 2018 solo il 6% dei Comuni risultava essere dotato di un PEBA (in linea con il dato nazionale tra il 5% e il 6%). Per fornire un supporto concreto ai Comuni, la legge regionale 14/2020 ha introdotto un pacchetto di misure innovative, basate su quattro pilastri principali: l’istituzione del Registro Telematico Regionale (RTR) per il monitoraggio; la definizione di Linee guida tecniche per la redazione dei PEBA; l’erogazione di contributi economici per contribuire ai costi di redazione dei Piani; il criterio preferenziale attraverso il riconoscimento dell’adozione del PEBA come elemento premiante per l’accesso ad altri bandi di finanziamento regionali. Regione Lombardia ha previsto contributi economici, perché i Comuni potessero dotarsi delle competenze professionali necessarie a redigere i PEBA. Tra il 2021 e il 2023, ha stanziato complessivamente circa 6 milioni di euro attraverso tre strumenti principali: il Bando PEBA 2021, il Bando Opere 2022 e il Bando PEBA 2023.

Il Comitato Paritetico sottolinea come la strategia regionale ha permesso di smuovere il prolungato stallo nell’adozione dei PEBA da parte dei Comuni lombardi – ha sottolineato il Presidente del Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione Claudio Mangiarotti (Fratelli d’Italia) -. I Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche devono diventare uno strumento strategico per la programmazione urbanistica e sociale dei Comuni. Il report evidenzia anche delle criticità, ma questa è proprio la funzione della missione valutativa: fornire un patrimonio informativo sul quale lavorare per aumentare l’efficacia dell’azione amministrativa. In quest’ottica cogliamo la suggestione dello studio per una revisione complessiva della legge regionale che disciplina le politiche di accessibilità secondo un quadro definito ormai quasi quarant’anni fa e proporremo alla Commissione Sostenibilità Sociale una riflessione sulla possibilità di dar forma ad un nuovo provvedimento legislativo che tenga conto dei mutamenti intervenuti e capitalizzi le migliori esperienze oggi disponibili. Nelle prossime settimane il CPCV sottoporrà il rapporto finale di oggi alla Commissione Sostenibilità Sociale e all’Assessorato al Welfare con le possibili azioni correttive per migliorare il supporto ai Comuni nell’adozione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, trasformando le criticità in opportunità concrete per rendere gli spazi pubblici sempre più accessibili“.

Il Bando PEBA 2021 ha raccolto 215 domande di partecipazione. Sono stati finanziati i PEBA di 204 Comuni dove vivono 456.706 abitanti pari al 2,76% della popolazione residente in Lombardia. Al Bando PEBA 2023 hanno aderito 316 Comuni con un aumento del 47% grazie all’ampliamento del requisito demografico da 5 mila a 20 mila abitanti che con il Bando PEBA 2025 è stato portato fino a 70 mila abitanti (Al Bando PEBA 2018 avevano aderito solo 56 Comuni). Sono stati finanziati i PEBA di 280 Comuni dove vive 1.336.972 abitanti pari al 7,92% della popolazione residente in Lombardia. La provincia che ha registrato la maggiore adesione al Bando PEBA 2021 è risultata Brescia con il 33%, mentre Cremona con il 53% è stata la prima nel Bando PEBA 2023.

Nel 2021 sono stati erogati complessivamente oltre780mila euro, a fronte di un costo consuntivo di 1,771 milioni euro; nel 2023, gli importi erogati sono stati circa 1,218 milioni di euro, a fronte di un costo consuntivo dei progetti finanziati di oltre 2,8 milioni. Il rapporto tra importo liquidato e costo complessivo dei PEBA si attesta dunque al 44% per il 2021 e al 43,3% per il 2023, valori leggermente inferiori alla soglia del 50% stabilita nei Bandi.

Al Bando Opere 2022 hanno partecipato 64 Comuni lombardi fino a 5 mila abitanti. Di questi sono stati 48 i Comuni finanziati. Il bando ha messo a disposizione dei Comuni 3 milioni di euro a fondo perduto. Di questi 1.845.036 euro (circa il 60%) sono stati finanziati, mentre i Comuni partecipanti in totale hanno cofinanziato un importo pari a 988.661 euro, con percentuali di cofinanziamento che vanno dal 10% al 75%.

A fronte di questi numeri il report fornisce alcune indicazioni strategiche per le future policies di Regione Lombardia: rendere il PEBA un documento obbligatorio e parte integrante del Piano di Governo del Territorio; aumentare i contributi e modularne l’importo in base alla dimensione demografica del Comune; continuare ad ampliare la platea dei Comuni; introdurre un applicativo informatico standardizzato per la redazione e l’aggiornamento dei PEBA; istituire un albo regionale di tecnici competenti specializzati nella redazione dei PEBA; offrire un servizio di assistenza tecnica ed amministrativa ai Comuni, in particolare per quelli con meno di 5 mila abitanti; intensificare i programmi di formazione per i tecnici comunali e le amministrazioni; tendere obbligatoria la revisione e l’aggiornamento continuo dei PEBA nel RTR nel quale attualmente è presente il 32,4% dei Comuni lombardi.

Conclusioni

Lo studio conclude che le azioni promosse da Regione Lombardia attraverso i Bandi PEBA 2021 e 2023 e il Bando Opere 2022, precedute dall’emanazione delle Linee Guida e l’istituzione del Registro Telematico (RTR) dei PEBA, hanno innescato un processo virtuoso grazie al quale una quantità non trascurabile di Comuni (circa il 32%) con popolazione fino ai 20.000 abitanti si sono dotati di PEBA.

Per la programmazione futura degli interventi i ricercatori hanno evidenziato l’importanza di incrementare la partecipazione ai bandi regionali riconsiderando l’entità del finanziamento, superando il concetto di soglia demografica e favorendo l’associazione dei Comuni. Tra le proposte suggerite anche quelle di offrire assistenza tecnica e supporto continuo ai Comuni, soprattutto a quelli più piccoli e in carenza di personale, sia in fase di redazione che di attuazione dei Peba, di introdurre un applicativo informatico standardizzato che aiuti nella mappatura e nell’aggiornamento dei Piani e di intensificare le attività di formazione e informazione per le amministrazioni.

Lo studio propone di valorizzare lo strumento del Registro telematico come strumento di monitoraggio non limitato a fini amministrativi ma diretto anche ad informare e comunicare, coinvolgendo i cittadini, che ne sono i beneficiari ultimi, sull’avanzamento e lo stato di attuazione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere architettoniche del loro territorio.