Milano, 10 febbraio 2026 – Ferma condanna delle violenze verificatesi a Torino durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna lo scorso 31 gennaio e piena solidarietà alle Forze dell’Ordine impegnate nelle attività di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. È la richiesta comune contenuta nelle quattro mozioni approvate nella seduta di oggi pomeriggio del Consiglio regionale.
La mozione presentata da Alessandro Corbetta (Lega), approvata a maggioranza, chiede anche di promuovere iniziative normative volte a superare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli operatori delle Forze dell’Ordine coinvolti in interventi di servizio e sostenere, nel percorso di definizione del nuovo decreto del Governo in materia di sicurezza, la posizione della Regione Lombardia a favore di un rafforzamento delle tutele procedurali per chi opera per la sicurezza pubblica.
“Gli operatori della sicurezza sono chiamati ad agire sempre più spesso in contesti di elevato rischio, assumendo decisioni in pochi istanti e in condizioni di forte stress – ha sottolineato Alessandro Corbetta – come accaduto lo scorso 26 gennaio, nel quartiere Rogoredo di Milano, quando un cittadino di nazionalità marocchina è deceduto durante un servizio antidroga della Polizia. In situazioni di questo tipo l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli agenti coinvolti comporta pesanti ricadute personali, professionali e mediatiche. Per questo riteniamo sia necessario rafforzare le tutele per chi opera in divisa: ciò non significa introdurre impunità, ma riconoscere la specificità e la complessità dell’azione di polizia. Le istituzioni abbiano il dovere di affermare con chiarezza che chi garantisce la sicurezza dei cittadini non può essere lasciato solo mentre svolge il proprio servizio e deve avere le necessarie tutele legali”.
La mozione presentata da Davide Caparini (Lega), approvata a maggioranza, chiede piani straordinari di prevenzione antiterrorismo e di contrasto a fenomeni eversivi e violenti connessi a gruppi anarchici, antagonisti e black bloc in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Il testo, inoltre, prevede Il testo chiede: un rafforzamento preventivo delle attività di intelligence, monitoraggio e prevenzione; un coordinamento permanente tra forze di polizia, prefetture, autorità locali e organismi di sicurezza nazionale durante tutto il periodo olimpico; misure straordinarie di controllo del territorio nelle aree sensibili, nei luoghi di gara e nelle principali città lombarde interessate dall’evento; la possibilità di procedere alla chiusura dei centri sociali che risultino frequentati stabilmente da pregiudicati, da persone colpite da DASPO o che si siano rese protagoniste di episodi di violenza contro le Forze dell’Ordine o di danneggiamenti al patrimonio pubblico; massima allerta per il perdurante livello di minaccia connesso al terrorismo di matrice jihadista.
“Siamo di fronte a un’evidente escalation di violenza. In occasione dei giochi olimpici – spiega Davide Caparini – Milano e la Lombardia costituiscono obiettivi sensibili sotto il profilo della sicurezza a causa di possibili azioni da parte di frange anarchiche, antagoniste e gruppi riconducibili ai cosiddetti ‘black bloc’. Per questo l’evento olimpico richiede un livello di prevenzione superiore rispetto all’ordinaria gestione dell’ordine pubblico. In questo scenario si inserisce la necessità di procedere al censimento e al controllo dei centri sociali presenti sul territorio regionale, già protagonisti in diverse occasioni di episodi di violenza urbana, danneggiamenti e scontri con le Forze dell’Ordine e che possono presentare un contesto favorevole a possibili infiltrazioni terroristiche di matrice islamica. Non esiste democrazia se non c’è tutela per le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine”.
La mozione presentata da Jacopo Dozio (Forza Italia), approvata a maggioranza, esprime ferma condanna per gli episodi di guerriglia accaduti a Torino e solidarietà incondizionata alle Forze dell’Ordine chiamate a garantire l’incolumità dei cittadini e la tutela dell’ordine pubblico.
“Episodi come quelli accaduti a Torino – spiega Jacopo Dozio – rappresentano segnali di una degenerazione sociale che le istituzioni, a ogni livello, devono fermamente condannare. Situazioni di guerriglia urbana, devastazioni e aggressioni a esponenti delle Forze dell’Ordine pongono in discussione le stesse fondamenta dello Stato democratico e di diritto. Quanti sono investiti di responsabilità istituzionali, politiche e sociali sono chiamati a esprimere sostegno, con ogni mezzo a disposizione, alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine nella loro missione di tutela e di difesa dello Stato, delle sue istituzioni e dei cittadini. Questa non può essere una battaglia di destra e di sinistra, ma deve essere l’esercizio di un diritto di civiltà che va oltre ogni schieramento ideologico”.
La mozione presentata da Christian Garavaglia (Fratelli d’Italia), approvata a maggioranza, chiede di sostenere la posizione di Regione Lombardia nella predisposizione del decreto sicurezza da parte del Governo, rafforzando le misure di tutela per il personale delle Forze dell’Ordine impiegato nei servizi di ordine pubblico; di promuovere azioni di sicurezza urbana integrata, in collaborazione con gli enti locali, finalizzate a prevenire e contenere episodi di violenza in occasione di eventi pubblici; di sostenere gli sgomberi dei centri sociali non autorizzati.
“Il diritto di manifestare – sottolinea Christian Garavaglia – costituisce un principio fondamentale dell’ordinamento democratico, ma deve essere esercitato nel rispetto della legge e delle Forze dell’Ordine, senza in alcun modo degenerare in atti di violenza e devastazione urbane. Ogni aggressione da parte di gruppi di delinquenti nei confronti delle Forze dell’Ordine impegnate nel mantenimento dell’ordine pubblico rappresenta un attacco alla democrazia e allo Stato”.
Respinta a maggioranza la mozione presentata da Carmela Rozza (PD) che chiedeva l’avvio di indagini Interpol al fine di identificare i violenti estremisti che hanno raggiunto Torino da tutta Europa in occasione del corteo per Askatasuna dello scorso 31 gennaio e di reperire, in sede di Conferenza Stato-Regioni e con il Governo, lo stanziamento immediato di risorse destinate alla copertura integrale delle spese legali per tutti i componenti delle Forze dell’Ordine sottoposti a procedimenti giudiziari connessi all’attività di servizio.
Nel corso del dibattito sono intervenuti:
Nicola Di Marco (Movimento 5 Stelle)
“Condanniamo tutti gli episodi di violenza e di guerriglia urbana di queste settimane ed esprimiamo solidarietà alle Forze dell’Ordine che, con queste mozioni, sono strumentalizzate dal centrodestra. I testi presentati dalla maggioranza sono un atto di autodenuncia rispetto a ciò che non ha fatto il Governo Meloni negli ultimi quattro anni: risorse e organici delle Forze dell’Ordine, tempi della giustizia, certezza della pena”.
Matteo Forte (Fratelli d’Italia)
“Non possiamo ignorare il clima in cui le proteste antisistema avvengono: le manifestazioni come quella di Torino o a Porta Romana a Milano sono state una strumentalizzazione politica che ha alimentato il vento di odio contro le Forze dell’Ordine. Per questo l’obiettivo delle nostre mozioni è quello di mettere al centro del dibattito un problema politico: il brodo di cultura politico che favorisce le violenze”.
Gian Mario Fragomeli (PD)
“Oggi in Aula abbiamo assistito a una discussine stucchevole che ha messo in evidenza una evidenza spaccatura del centrodestra sulla sicurezza che ha presentato cinque mozioni diverse. Noi abbiamo messo al centro la tutela delle Forze dell’Ordine e la condanna degli aggressori, invece le mozioni della maggioranza strumentalizzano la questione della sicurezza che questo Governo non è in grado di garantire da quattro anni”.
Sergio Gaddi (Forza Italia)
“La sicurezza, minimo comune denominatore delle mozioni, è una priorità assoluta perché è un tema che comporta conseguenze concrete. C’è un clima di sostanziale impunità che mette le Forze dell’Ordine di fronte a regole di ingaggio che, in troppe situazioni, legano le mani delle donne e degli uomini in divisa. Il limite è ciò che succede davvero: serve maggiore tutela delle forze dell’ordine, non di chi è protagonista di azioni violente. In certe situazioni dobbiamo considerare un limite alla tutela degli aggressori per non limitare la capacità di azione delle nostre Forze dell’Ordine”.
Luca Marrelli (Lombardia Ideale)
“La storia si ripete. A Torino si è verificato un episodio di violenza organizzata contro chi indossa una divisa, un attacco allo Stato. Le violenze di queste settimane, nel capoluogo piemontese e a Milano, confermano come la sicurezza sia un bene primario da tutelare. Abbiamo bisogno di legge più severe e tutele maggiori per le donne e gli uomini delle Forze dell’Odine per rispondere alla paura diffusa nelle società e alle condizioni di impunità diffusa”.
Lisa Noja (Italia Viva)
“Le violenze di Torino sono atti criminali inaccettabili, vigliacchi e contrari ai principi della nostra democrazia. Lo sgombero di Askatasuna è un atto legittimo e le occupazioni illegali non devono e non possono essere tollerate. Ciò deve valere sempre, anche per CasaPound. Le mozioni del centrodestra sono sgangherate, strumentali e demagogiche. Di fronte alle violenze di piazza non serve propaganda o divisione, ma coesione.
Luca Paladini (Patto Civico)
“Queste mozioni, tra le righe, insinuano il dubbio che la stragrande maggioranza di cittadini che hanno manifestato pacificamente siano conviventi con i violenti. Il dissenso deve essere accettato e non strumentalizzato: non possiamo condannare il diritto delle minoranze di avere opinioni diverse rispetto a quelle della maggioranza”.
Paola Pollini (Movimento 5 Stelle)
“Si tratta di mozioni strumentali. La politica deve limitarsi a fare politica per garantire la sicurezza dei cittadini e tutelare le Forze dell’Ordine nello svolgimento delle loro attività”.
Ivan Rota (Forza Italia)
“Le mozioni descrivono la nostra posizione a fianco delle Forze dell’ordine senza se e senza ma rispetto a chi ha messo le donne e gli uomini in divisa sul banco degli imputati, garantendo l’impunità degli aggressori”.
Carmela Rozza (PD)
“A seguito degli episodi di violenza verificatisi a Torino, con scontri che hanno causato numerosi feriti tra le forze, è imprescindibile riaffermare il sostegno alle Forze dell’Ordine e la ferma condanna di questi episodi. Nessun operatore delle Forze dell’Ordine deve trovarsi da solo in balia di gruppi di delinquenti e rischiare la vita. Le violenze da parte di frange violente organizzate e a volto coperto sono un attacco alla democrazia e a chi quotidianamente garantisce la sicurezza dei cittadini, mettendo al contempo a rischio anche l’incolumità degli stessi manifestanti presenti pacificamente”.
Onorio Rosati (AVS)
“Nelle mozioni del centrodestra c’è un convitato di pietra: il nuovo decreto sicurezza approvato dal Governo. Invece di intervenire a posteriori, bisogna provare a fare qualcosa a monte, a partire dalla gestione delle piazze e dalla formazione degli agenti. Pur sottolineando la solidarietà nei confronti delle Forze dell’Ordine, penso che queste mozioni abbiano due obiettivi: preparare il terreno all’approvazione del decreto sicurezza e attaccare alla magistratura”.
Silvia Scurati (Lega)
“Le istituzioni non devono arretrate di fronte alla violenza organizzata perché non possiamo normalizzare la illegalità: lo Stato deve difendere chi difende la legge. Questo perché la violenza, come avvenuto a Torino e a Milano, non è mai dissenso, ma è negazione del principio stesso della democrazia. Contrastare la violenza organizzata non è una posizione ideologica, non significa comprimere le libertà, ma dare a tutti la possibilità di manifestare in sicurezza. Con queste mozioni noi scegliamo di stare dalla parte delle istituzioni e da parte di chi le difende, garantendo la sicurezza delle Forze dell’Ordine e dei cittadini”.
L’Assessore alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa ha definito la sicurezza come una “priorità assoluta dei cittadini italiani: negli scontri di piazza di queste settimane le vittime sono le persone in divisa che operano per difendere la vita dei cittadini”.