Sì della Commissione Attività Produttive alla nuova legge sul mondo artigiano

Il Presidente Marcello Ventura: “Un progetto di legge che ha l’obiettivo di rafforzare la competitività, la qualità e il futuro del sistema artigiano lombardo”

Milano, 12 febbraio 2026 – Semplificare e aggiornare le normative vigenti perché siano al passo con i tempi e con l’evoluzione che ha coinvolto il settore artigianale lombardo: è questo l’obiettivo del progetto di legge “Politiche regionali in materia di artigianato”, approvato oggi dalla Commissione Attività produttive presieduta da Marcello Ventura (FdI).

 

Il progetto di legge sull’artigianato è il frutto di un percorso serio e strutturato svolto da questa Commissione – ha sottolineato il Presidente Ventura -, basato sull’ascolto e sul confronto costante con associazioni di categoria, rappresentanze del mondo produttivo, enti e stakeholder che ha portato a rendere la norma più chiara, efficace e aderente alla realtà delle imprese artigiane lombarde”.

 

Il settore artigiano che, a livello nazionale è disciplinato dalla legge quadro n°443 del 1985, è anche di competenza legislativa regionale. In quest’ottica il nuovo provvedimento va a sostituire e integrare l’ultima normativa regionale in materia approvata nel 1989, recependo le emergenti necessità di un settore strategico per la Lombardia.

 

Il mondo artigianale negli ultimi anni è cambiato e si trova ad affrontare nuove sfide come quelle della sostenibilità, della digitalizzazione, delle difficoltà di accesso al credito e del ricambio generazionale – ha spiegato la Vice Presidente e relatrice Silvia Scurati (Lega) -. Questo provvedimento nasce dalla volontà dell’Assessorato allo Sviluppo economico di Regione Lombardia di semplificare e riordinare la normativa regionale che disciplina un settore trainante in Lombardia, riaffermando la necessità di riconoscere e valorizzare la qualità artigiana”.

 

Il progetto di legge è composto da 22 articoli che, oltre a individuare i principi generali in base ai quali le attività vengono classificate come “attività artigianali”, introducono e promuovono strumenti di sostegno all’accesso al credito delle imprese artigiane come fondi e convenzioni, contributi per lo sviluppo della digitalizzazione, iniziative per la valorizzazione dell’artigianato di qualità per avvicinare i giovani a questa professione e per incentivare il passaggio generazionale.
Viene inoltre riconfermato il ruolo della Consulta tecnica per l’artigianato (composta dalle associazioni di categoria, Unioncamere e ANCI) nella programmazione regionale. Il riconoscimento di “Qualità Artigiana” viene infine ampliato a tutte le imprese artigiane, non solo a quelle operanti nei settori artistico, manifatturiero e della trasformazione alimentare.

 

L’artigianato rappresenta quasi il 30% per cento del tessuto produttivo lombardo, un mondo che spazia dalla meccanica, al legno mobilio, all’alimentare, all’abbigliamento, alla gomma-plastica, al tessile, alla carta editoria fino ad arrivare al settore dei minerali non metalliferi e varie, delle pelli-calzature e del siderurgico con svariate piccole e medie imprese.

I dati relativi al quarto trimestre dell’anno 2024 indicano che i settori maggiormente in difficoltà sono il settore siderurgico, della gomma plastica e quello dei minerali non metalliferi. Decisiva soprattutto la contrazione della domanda interna. Decisamente migliori i risultati per il settore alimentare, che già tra il 2022 e il 2023 aveva registrato un andamento positivo. Il settore nel 2024 ha confermato la propria performance positiva, con una crescita della produzione del 3,7% e del fatturato del 3%.

 

Nel corso del dibattito è intervenuta la Consigliera Chiara Valcepina (FdI) che ha spiegato di “avere deciso di ritirare alcuni emendamenti presentati a sua firma, che riguardavano l’introduzione della contrattazione collettiva di secondo livello nel mondo delle imprese e la partecipazione delle rappresentanze sindacali alla Consulta tecnica, per riformularli in occasione del passaggio finale in Aula del progetto di legge”.

“In sede di votazione in Consiglio Regionale – ha commentato il Consigliere Paolo Romani (PD) – presenterò un emendamento a mia firma che chiede che anche la Commissione Attività Produttive sia chiamata a esprimere un parere preventivo a quello della Consulta tecnica dell’artigianato sulle modalità per il riconoscimento della Qualità Artigiana”.