Consiglio regionale: le mozioni discusse nella seduta del 17 febbraio

Defibrillatori sui treni regionali, solidarietà al popolo curdo e costituzione della Regione nel procedimento penale relativo alla tragedia di Crans Montana

Seduta pomeridiana di Consiglio regionale dedicata alla discussione di alcune mozioni: di seguito la sintesi.

Installazione di defibrillatori sui treni a gestione regionale
Dare seguito, in accordo con Trenord, a quanto previsto dalla delibera regionale che prevede l’installazione di defibrillatori automatici esterni (DAE) su tutti i treni a gestione regionale e avviare un’interlocuzione con Rete Ferroviaria Italiana (RFI) affinché l’installazione dei DAE sia disposta in tutte le stazioni del territorio lombardo. È questo l’invito alla Giunta presente nella mozione illustrata da Luca Paladini (PD) e approvata all’unanimità dall’Aula.
Nel 2025 Trenord ha registrato un numero di passeggeri pari a 205 milioni per 780.000 corse complessive, ogni anno in Italia circa 60.000 cittadini muoiono in conseguenza di un arresto cardiocircolatorio improvviso. La rapidità e l’efficacia delle procedure di soccorso possono rivelarsi un’arma efficace per la sopravvivenza delle persone colpite da arresto cardiaco. Con questa mozione chiediamo che vengano inseriti gradualmente i DAE all’interno di tutti treni della flotta di Trenord e avviati corsi di formazione di primo soccorso per il personale” ha spiegato Luca Paladini.
Regione Lombardia, in collaborazione con l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (AREU) ha messo a punto un piano per favorire la più rapida e capillare diffusione dei DAE, l’implementazione dei percorsi di formazione e il massimo ampliamento della platea dei potenziali utilizzatori. La formazione all’esecuzione delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare di base e all’uso del DAE è raccomandata per il personale che opera in luoghi di aggregazione cittadina o ad alto afflusso turistico e di pubblico (es. aeroporti, stazioni marittime, stazioni ferroviarie, porti, aerei, navi, treni, metropolitane, stadi, musei, teatri, centri fieristici, centri commerciali, ipermercati, hotel, stabilimenti balneari, stazioni sciistiche). Tra il 2022 e il 2023 Regione Lombardia ha provveduto all’installazione dei DAE in tutte le stazioni gestite da Ferrovie Nord (125 in totale). Ma nonostante le raccomandazioni previste dalla normativa nazionale e dalla delibera regionale per favorire l’installazione dei DAE a bordo dei treni, il protocollo attuale per la gestione dei casi di arresto cardiaco prevede unicamente la sosta nella prima stazione utile, lo sbarco del passeggero colpito e l’intervento dei sanitari.
Nel corso della discussione sono intervenuti i Consiglieri Alfredo Simone Negri (PD), Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale), Luca Ferrazzi (Misto), Martina Sassoli (Lombardia Migliore), Silvia Scurati (Lega), Ivan Rota (Forza Italia) e il Sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio regionale Mauro Piazza.

Costituzione di Regione Lombardia nel procedimento penale relativo al disastro di Crans-Montana (Confederazione Svizzera) e attivazione di azioni istituzionali a tutela dei cittadini lombardi coinvolti
I fatti di Capodanno di Crans Montana sono stati al centro del dibattito consiliare con la mozione di FdI (primo firmatario Barbara Mazzali) approvata in Consiglio regionale.
Il documento impegna la Giunta a valutare con urgenza la costituzione della Regione Lombardia come parte civile nel procedimento penale in Svizzera e a istituire un Fondo speciale per le famiglie delle vittime e i sopravvissuti.
Le istituzioni hanno il dovere morale di non restare a guardare. Non permetteremo che il dolore delle famiglie lombarde sia lasciato solo di fronte alla complessità di un processo estero” ha sottolineato Barbara Mazzali, che ha aggiunto: “Vogliamo essere accanto ai nostri concittadini, per assicurarci che ogni responsabilità venga accertata e che la sicurezza non sia mai più sacrificata in nome del profitto. Nessuna famiglia lombarda deve sentirsi sola o indifesa fuori dai nostri confini. La nostra presenza nel procedimento penale servirà a gridare che la Lombardia esige verità, chiarezza e piena trasparenza”.
Pierfrancesco Majorino (PD) ha sottolineato che il Partito Democratico ha votato con convinzione questo documento perché “abbiamo bisogno di non dimenticare e il dovere di non lasciare soli i ragazzi e le ragazze che stanno affrontando le cure con l’aiuto straordinario di medici, infermieri e operatori sanitari. L’istituzione di un fondo di sostegno è importantissima perché non vorremmo che col passare del tempo queste persone e le loro famiglie vengano lasciate a sé stesse”.
Per Giulio Gallera (Forza Italia) “è importante mettere in campo tutte le nostre autorevoli competenze. Sono necessarie risorse per garantire ai sopravvissuti di curarsi al meglio. Il tema dei risarcimenti è cruciale: che Regione chieda allo Stato risorse straordinarie previste per le emergenze”.
Il sistema lombardo ha dato una risposta di altissimo livello e di grande umanità – ha detto Silvia Scurati (Lega) – ed è giusto che oggi ci sia un riscontro sul piano istituzionale e diplomatico. Questa mozione rappresenta un monito a non abbassare la guardia e a pretendere giustizia. Dobbiamo fare tutto quello che possiamo anche dal punto di vista istituzionale e politico”.
“Vogliamo essere al fianco della Svizzera – ha spiegato
Maira Cacucci (FdI) – per aiutarla a evidenziare le responsabilità in una situazione drammatica. Non vogliamo alzare la voce ma nemmeno abbassare lo sguardo. La mozione rappresenta un’occasione di supporto per le autorità svizzere e un abbraccio ai sopravvissuti e alle famiglie delle vittime. La Regione sia costantemente al loro fianco”.
“Di fronte a questa tragedia –
ha continuato Martina Sassoli (Lombardia Migliore) – Regione Lombardia, attraverso il Presidente Fontana, l’Assessore Bertolaso e il sistema sanitario, ha mostrato efficienza, puntualità e senso di responsabilità. Davanti al dolore abbiamo risposto con competenza e dedizione. Questa mozione ci fornisce la possibilità di ringraziare medici, infermieri e operatori sanitari e di garantire alla Regione la possibilità di essere davvero presente”.
Il Sottosegretario con delega all’Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, Mauro Piazza, nel confermare la presenza e il sostegno della Regione, ha anche anticipato che giovedì prossimo a Palazzo Lombardia verrà consegnato il Premio Rosa Camuna al team di professionisti intervenuti nelle prime ore successive all’emergenza.
In dichiarazione di voto, sono intervenuti anche Nicolas Gallizzi (Noi Moderati) e Fabrizio Figini (Forza Italia).

Solidarietà al popolo curdo e tutela della popolazione civile nel Rojava
Il Consiglio regionale esprime solidarietà nei confronti della popolazione curda del Rojava (nota anche come Amministrazione Autonoma della Siria del Nord-Est);  sollecita il Governo italiano e le istituzioni dell’Unione Europea ad adoperarsi per tutelare la popolazione civile del Rojava e per il riconoscimento di un percorso politico basato sul dialogo e sul rispetto dei diritti umani.
È quanto previsto nella mozione presentata da Onorio Rosati (AVS) e approvata all’unanimità, nella quale si sottolinea come la difesa dei diritti umani, l’autodeterminazione dei popoli e la tutela delle minoranze costituiscano principi universali che devono orientare anche l’azione delle istituzioni territoriali.
Il voto unanime di oggi – ha detto Rosati – è un bel segnale a difesa di un popolo che chiede di potersi autodeterminare e riconosce il valore politico, sociale e simbolico della lotta dei curdi”.
Il Sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, era intervenuto in Aula per sottolineare l’importanza del tema e del documento, chiedendo però di sostituire l’impegno rivolto alla Giunta con una presa di posizione da parte del Consiglio regionale. Modifica che è stata accolta dal primo firmatario Rosati.
Durante il dibattito sono intervenuti Matteo Forte (FdI), Luca Paladini (Patto Civico), Paolo Romano (PD), Massimo Vizzardi (Misto), Alessandro Corbetta (Lega) e Alberto Mazzoleni (FdI).

È stata infine ritirata la mozione del PD (prima firmataria Miriam Cominelli) che chiedeva alla Giunta di attivarsi presso il Governo e la Conferenza Stato-Regioni per tutelare le Comunità montane del nostro territorio e garantire continuità nei sostegni economici, nei servizi e nelle politiche di sviluppo sostenibile. Le nuove norme, classificando i Comuni montani sulla base di parametri altimetrici e di pendenza, ne comportano una significativa riduzione. Solo in Lombardia, secondo i firmatari della mozione, la perdita di status interesserebbe almeno 70 amministrazioni.
“A fronte del Provvedimento nazionale che continua a considerare i parametri geografici dei Comuni senza tenere in considerazione le difficoltà socioeconomiche che hanno molti Enti locali, pur non rientrando nelle caratteristiche di Comune montano, ritiriamo questa mozione, ma come Partito Democratico ci riserviamo di predisporre successivi atti dedicati alle difficoltà socioeconomiche di queste realtà. Si rischia di negare il riconoscimento della condizione montana a comunità che, pur collocate a quote inferiori o con morfologia meno accentuata, vivono in condizioni di oggettivo svantaggio strutturale, con gravi ripercussioni in termini di coesione sociale e di tenuta dei territori” ha spiegato Miriam Cominelli.