Il Consiglio approva la legge di riordino in materia di artigianato

La relatrice Silvia Scurati: “Un provvedimento che affronta al meglio le nuove sfide di un settore in trasformazione”

 

Milano, 24 febbraio 2026 – Nuovi strumenti di sostegno all’accesso al credito delle imprese artigiane come fondi e convenzioni, contributi per lo sviluppo della digitalizzazione, iniziative per la valorizzazione dell’artigianato di qualità per avvicinare i giovani a questa professione e per incentivare il passaggio generazionale

 

Sono le principali novità previste dalla leggePolitiche regionali in materia di artigianatoapprovata oggi in Consiglio regionale e che, inoltre, amplia il riconoscimento di “Qualità artigiana” a tutte le imprese artigiane, non solo a quelle operanti nei settori artistico, manifatturiero e della trasformazione alimentare. Il provvedimento riconferma inoltre il ruolo della Consulta tecnica per l’artigianato (composta dalle associazioni di categoria, Unioncamere e ANCI) nella programmazione regionale.

 

“L’artigianato è un comparto strategico per il territorio lombardo. Questo provvedimento nasce dalla volontà dell’Assessorato allo Sviluppo economico di Regione Lombardia di semplificare e riordinare la normativa regionale riaffermando la necessità di riconoscere e valorizzare la Qualità artigiana –ha spiegato la relatrice Silvia Scurati (Lega)-. Il mondo artigianale negli ultimi anni è cambiato e si trova ad affrontare nuove sfide come quelle della sostenibilità, della digitalizzazione, delle difficoltà di accesso al credito e del ricambio generazionale”.

 

In fase di votazione, è stato approvato un emendamento a firma Paolo Romano (PD) che prevede che, oltre alla Consulta tecnica per l’artigianato, anche la Commissione Attività Produttive sia chiamata a esprimere un parere preventivo per un’eventuale modifica dei requisiti e dei criteri di riconoscimento di “Qualità artigiana”.

 

L’Assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi è intervenuto per sottolineare “l’importanza dell’approvazione di questo nuovo testo legislativo più semplice e più chiaro che permette agli artigiani di avere meno problemi nell’interpretazione delle norme”.

 

Il settore artigiano che, a livello nazionale è disciplinato dalla legge quadro n°443 del 1985, è materia anche di competenza legislativa regionale. In quest’ottica il nuovo provvedimento va a sostituire e integrare l’ultima normativa regionale in materia approvata nel 1989, recependo le emergenti necessità di un settore trainante per il tessuto produttivo di Regione Lombardia.

L’artigianato rappresenta quasi il 30% per cento del tessuto produttivo lombardo, un mondo che spazia dalla meccanica, al legno mobilio, all’alimentare, all’abbigliamento, alla gomma-plastica, al tessile, alla carta editoria fino ad arrivare al settore dei minerali non metalliferi e varie, delle pelli-calzature e del siderurgico con svariate piccole e medie imprese.

I dati relativi al quarto trimestre dell’anno 2024 indicano che i settori maggiormente in difficoltà sono il settore siderurgico, della gomma plastica e quello dei minerali non metalliferi. Decisiva soprattutto la contrazione della domanda interna. Decisamente migliori i risultati per il settore alimentare, che già tra il 2022 e il 2023 aveva registrato un andamento positivo. Il settore nel 2024 ha confermato la propria performance positiva, con una crescita della produzione del 3,7% e del fatturato del 3%.

 

Nel corso del dibattito in Aula sono intervenuti i Consiglieri:

Luca Marrelli (Lombardia Ideale): “E’ una legge molto importante che ha lo scopo di rafforzare la competitività di un settore fondamentale per la Lombardia basato su un patrimonio di tradizioni familiari che necessitano di essere trasferite tra generazioni”

Matteo Piloni (PD): “Con questa legge ci assumiamo un impegno importante, quello di passare dalle parole ai fatti e la prima occasione concreta sarà l’assestamento di bilancio di luglio che dovrà prevedere una serie di investimenti per questo settore che è in difficoltà”.

Paola Pizzighini (M5Stelle): “E’ sicuramente un buon punto di partenza, anche se restano delle lacune da colmare, come per esempio il fatto di non avere previsto una maggiore partecipazione nelle sedi decisionali delle rappresentanze sindacali”

Paolo Romano (PD): “La nascita di questa legge è senz’altro positiva e va a colmare un ritardo legislativo su cui siamo tutti in colpevole ritardo. E’ un provvedimento fatto di buoni principi e propositi, a cui dovranno fare seguito responsabilità e impegni concreti”

Onorio Rosati (AVS): “Sicuramente è stato necessario intervenire per riorganizzare un quadro normativo molto datato, ma in questo testo si sono dimenticati alcuni aspetti importanti come la contrattazione di secondo livello che include misure di welfare e di sostenibilità sociale del lavoro che renderebbero questo settore, anche con retribuzioni più eque, più attrattivo per le giovani generazioni”.

Ivan Rota (FI): “I nostri artigiani rappresentano un modello anche nel mondo. Questa semplificazione normativa è senz’altro un atto dovuto anche per tutelare questa categoria”

Silvia Snider (Lega): “L’artigianato è un motore per la nostra Regione, soprattutto per la crescita dei territori montani. Ribadiamo in questo senso la necessità di mantenere alto il sostegno alle imprese artigiane soprattutto per le zone al confine”

Chiara Valcepina (FdI): “Un lavoro importantissimo che coinvolge un settore esemplare, non solo per numeri e percentuali, ma soprattutto in termini di qualità del lavoro e trasmissione dei saperi che rendono tanti prodotti artigianali lombardi espressione della nostra eccellenza produttiva. Anche il percorso di valorizzazione della sostenibilità sociale è importante e deve essere intrapreso in tutti i settori, non deve riguardare solo il settore artigiano”.

Marcello Ventura (FdI): “Un impianto normativo equilibrato, chiaro ed efficace che tiene insieme allo stesso tempo varie esigenze con una prospettiva di lungo periodo. Uno strumento concreto per sostenere l’artigianato lombardo, risultato dell’ascolto e del confronto costante con tutti gli stakeholder coinvolti”.