Consiglio regionale: le mozioni discusse nella seduta pomeridiana

Seduta pomeridiana di Consiglio regionale dedicata alla discussione e all’esame di alcune mozioni: di seguito la sintesi.

Istituzione della Giornata regionale del Rispetto

Il 20 gennaio sarà la “Giornata del Rispetto”: l’Aula ha approvato a maggioranza la mozione presentata da Chiara Valcepina (Fratelli d’Italia) che prevede iniziative pubbliche volte alla promozione del principio del rispetto come fondamento irrinunciabile di ogni relazione umana.

Con questa iniziativa – spiega Chiara Valcepina vogliamo aprire, in tutte le istituzioni, uno spazio dedicato alla riflessione ed al confronto sui temi del contrasto alla violenza fisica e psicologica, alla prevaricazione, alla violazione dei diritti degli altri, al bullismo e al cyberbullismo. La ‘Giornata del Rispetto’ vuole essere un passo in avanti per il conseguimento di una nuova e più profonda consapevolezza: non si tratta solo di combattere il bullismo e le discriminazioni, ma di promuovere una società in cui il rispetto reciproco sia un valore fondamentale. Questo messaggio deve risuonare con forza in tutti i contesti sociali in cui il dialogo e la comprensione reciproca sono essenziali, a partire dalla politica che deve essere confronto di idee e priorità e non delegittimazione morale dell’avversario o insulto come scorciatoia. Il rispetto deve essere un valore sociale condiviso, a partire dal linguaggio politico. Il rispetto non è debolezza, ma un atto di forza”.

La “Giornata del Rispetto” sarà l’occasione per coinvolgere scuole, Comuni, attività di volontariato e famiglie in campagne informative e per costruire percorsi di formazione sulla costruzione di una cultura del rispetto.

La data scelta per questa ricorrenza, il 20 gennaio, è il giorno di nascita di Willy Monteiro, il giovane che il 6 settembre 2020 a Colleferro, nel tentativo di aiutare un amico vittima di un’aggressione, perse la vita a soli 21 anni.

La “Giornata del Rispetto” è istituita in coerenza con l’art. 4 della Legge nazionale del 17 maggio 2024, n.70.

Nel corso del dibattito sono intervenuti:

Nicolas Gallizzi (Noi Moderati): “La ‘Giornata del Rispetto’ non è un atto formale, ma un impegno solenne verso nuove generazioni nel nome di Willy Monteiro e contro ogni forma di violenza. Rispetto significa difesa dei principi essenziali della democrazia e lotta a ogni forma di discriminazione”.

Piefrancesco Majorino (PD) ha ricordato che la mozione nasce dalla drammatica morte di Willy Monteiro e dal suo gesto di coraggio “che ci spinge a interrogarci su cosa siano oggi bullismo e violenza perché dietro i casi di cronaca c’è un elemento di xenofobia e di intolleranza verso ogni forma di diversità”.

Onorio Rosati (AVS): “Il rispetto è il risultato di un processo culturale ed educativo. Non è un problema solo dei giovani, ma di tutta la società. Dobbiamo partire dalla constatazione che le differenze sono il dato di partenza nelle nostre comunità. Per questo è importante riempire di contenuti la ‘Giornata del Rispetto’”.

Gigliola Spelzini (Lega) ha sottolineato come nella mozione il rispetto “non è un concetto retorico o astratto, ma nasce prima di tutto dalla famiglia, la prima agenzia educativa, e poi da ruoli e regole chiare nella società. Senza rispetto non ci può essere dialogo”.

L’Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini ha ricordato le legge regionale del 2017 in materia di prevenzione dei fenomeni contro bullismo e cyberbullismo definendo il rispetto come “presupposto essenziale della connivenza civile, della coesione sociale e delle qualità delle relazioni. Investire sul rispetto significa investire nel futuro”.

 

Verifica delle modalità di accesso alle ZTL e alle aree pedonali controllate da dissuasori mobili (pilomat) per i titolari di Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE) nei Comuni capoluogo lombardi e interventi per la rimozione di pratiche discriminatorie e adesione alla piattaforma CUDE da parte dei Comuni lombardi
Approvate all’unanimità dall’Aula del Consiglio regionale due mozioni con oggetto rispettivamente la “Verifica delle modalità di accesso alle ZTL e alle aree pedonali controllate da dissuasori mobili (pilomat) per i titolari di Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE) nei Comuni lombardi e interventi per la rimozione di pratiche discriminatorie” e l’Adesione alla piattaforma CUDE da parte dei Comuni lombardi”: la prima presentata da Alessandra Cappellari (Lega), la seconda da Davide Casati (PD).
“In alcuni Comuni della Lombardia, l’accesso alle aree del centro storico regolato da dissuasori mobili (pilomat) non avviene tramite riconoscimento automatico della targa per i titolari di CUDE – sottolinea la prima firmataria della mozione Alessandra Cappellari -. La maggior parte delle volte questi ultimi sono costretti a fermarsi in carreggiata, citofonare o telefonare alla centrale operativa della Polizia Locale e attendere l’abbassamento manuale del dissuasore, con conseguenti disagi, intralcio alla circolazione e potenziali rischi per la sicurezza. È una discriminazione che va contro la tutela delle persone con disabilità che è competenza di ogni Regione. Chiediamo in questo senso una ricognizione per verificare le procedure effettivamente in uso in tutti i Comuni lombardi, a partire dai capoluoghi”.
Il documento presentato dalla Lega impegna la Giunta a incaricare gli assessorati regionali competenti affinché venga effettuata una ricognizione presso tutti i Comuni lombardi, a partire dai capoluoghi della Lombardia sulle modalità di accesso alle ZTL e alle aree pedonali controllate da pilomat per i titolari di CUDE e a verificare se siano in uso procedure che subordinano l’accesso dei disabili a chiamate telefoniche, citofonate, prenotazioni preventive o valutazioni discrezionali, in contrasto con la normativa nazionale. Si sollecita inoltre a promuovere con urgenza, nell’ambito delle proprie competenze, le azioni istituzionali più idonee nei confronti dei Comuni lombardi, a partire dai capoluoghi, in situazioni in contrasto con la normativa nazionale, affinché sia garantito ai titolari di CUDE l’accesso automatico alle ZTL e alle aree pedonali, comprese quelle dotate di dissuasori mobili, mediante il riconoscimento della targa, senza limiti orari e senza necessità di ulteriori adempimenti; in tal senso, si chiede l’impegno a promuovere il principio di accessibilità universale, assicurando che le misure di tutela delle aree pedonalizzate non si traducano in ostacoli o discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità. Nella mozione, infine, si invita ad aggiornare il Consiglio regionale sugli esiti della verifica e sulle eventuali azioni intraprese.
“Nonostante la Piattaforma Unica Nazionale Informatica CUDE sia stata istituita nel 2021 per consentire il riconoscimento automatico e la tracciabilità dei permessi di circolazione rilasciati ai titolari del CUDE – ha evidenziato il Consigliere Davide Casati -, a settembre 2024 solo 191 Comuni della Lombardia risultavano attivi sulla piattaforma, a fronte di oltre 1500 Comuni presenti in Lombardia. È necessario quindi che Regione Lombardia sensibilizzi e promuova l’adesione dei Comuni a questa piattaforma e diventi capofila anche nel garantire i diritti di tutti i cittadini”.
Il testo della mozione a firma Davide Casati impegna pertanto la Giunta a promuovere una campagna informativa e formativa regionale rivolta ai Comuni lombardi, finalizzata a diffondere la conoscenza circa l’importanza dell’adesione alla piattaforma CUDE e i benefici correlati per la mobilità delle persone con disabilità; a fornire, in tal senso, supporto tecnico-amministrativo ai Comuni che ancora non abbiano aderito, anche attraverso la collaborazione con ANCI Lombardia e con la struttura informatica regionale, per agevolare l’attivazione dei servizi sulla PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati) e il completamento della procedura di adesione prevista dal Ministero; a monitorare periodicamente lo stato di adesione dei Comuni lombardi alla piattaforma nazionale e a mappare i Comuni aderenti, i Comuni attivi e il numero di codici univoci emessi per i cittadini lombardi.
Durante il dibattito sono intervenuti i Consiglieri Paola Bulbarelli (FdI), Marco Carra (PD), Lisa Noja (Italia Viva) e Paola Pizzighini (M5S) esprimendo parere favorevole a entrambe le mozioni.
L’Assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e alle Pari opportunità Elena Lucchini ha sottolineato infine che “la Regione non può indurre i Comuni a uno specifico modello organizzativo, ma può certamente promuovere buone prassi nei comuni di tutta la Regione sostenendo la loro adesione alla piattaforma nazionale e quindi anche l’effettiva attuazione della parità dei diritti per ogni cittadino”.

Prevenzione e rafforzamento politiche regionali di prevenzione e vaccinazione contro il Papillomavirus (HPV)
Le politiche regionali di prevenzione e vaccinazione contro l’HPV
sono state al centro del dibattito consiliare. Sono state presentate, discusse e approvate due mozioni: una di Lombardia Migliore e l’altra di Forza Italia.
Promuovere campagne di recupero della vaccinazione anti HPV fino ai 30 anni, prevedere la somministrazione del vaccino nell’ambito della Farmacia dei Servizi, agevolando l’accessibilità e prossimità territoriale, rafforzare le campagne di comunicazione istituzionale, sono gli impegni della mozione presentata da Martina Sassoli, nella quale viene evidenziato che l’obiettivo di Regione Lombardia sia quello di “raggiungere una copertura di almeno il 70% della popolazione target, che permette di ottenere i maggiori benefici in termini di salute pubblica”.
Il documento invita inoltre a integrare l’offerta vaccinale femminile in occasione dei programmi di screening cervicale e, per la popolazione maschile, attraverso i canali vaccinali territoriali.
Le istituzioni – ha sottolineato Sassoli hanno la possibilità di sensibilizzare la cittadinanza con iniziative simboliche. Dobbiamo cogliere questa grande opportunità e prevedere di illuminare le facciate di Palazzo Pirelli e Palazzo Lombardia ogni 4 marzo, Giornata mondiale per la lotta contro il papilloma virus. Spingere sulla prevenzione significa combattere malattie oncologiche che hanno costi elevatissimi in termini di anni di cura oltre che economici. Dopo le farmacie, sarà poi importante entrare nelle scuole e nei luoghi di aggregazione per rivolgersi ai giovani”.
L’illuminazione dei palazzi regionali è tra le richieste anche del documento presentato da Giuseppe Licata, che propone di estendere la vaccinazione gratuita al compimento dei trent’anni per tutte le donne non vaccinate o con ciclo incompleto.
L’estensione della vaccinazione – ha spiegato Licataè una misura di prevenzione primaria fondata su evidenze di efficacia clinica e sostenibilità. Si tratta di ridurre sofferenze, salvare vite e spendere meglio le risorse pubbliche. La Regione ha già compiuto passi importanti ma oggi dobbiamo fare di più per abbracciare una fascia di popolazione precisa. Chiediamo anche di inserire tale estensione nel nuovo Programma regionale di prevenzione e ad attenzionare il tema in sede di Conferenza Stato-Regioni in occasione dell’esame del nuovo Piano nazionale di prevenzione”.
La prevenzione – ha detto Gigliola Spelzini (Lega) – è fondamentale anche sul fronte giovanile. La nostra Regione non può non spendersi su questo tema, perché questa vaccinazione salva vite”.
Per Paola Bulbarelli (FdI) “ci deve essere attenzione ampia e trasversale e serve una responsabilità condivisa. La politica vaccinale costruita da Regione Lombardia è coerente ed efficace: introdurre la prossimità e promuovere l’accessibilità attraverso canali territoriali significa superare le disuguaglianze”.
Per Nicolas Gallizzi (Noi Moderati) “quella che affrontiamo oggi è una sfida sanitaria. Il papilloma è un nemico silenzioso e la vaccinazione è uno strumento sicuro ed efficace: è nostro dovere che sia accessibile e diffuso in modo capillare”.
Nel testo manca completamente il riferimento alla scuola”, ha sottolineato Carmela Rozza (PD), motivando il suo voto di astensione. “Se il target sono i giovani – ha continuato – il luogo dell’informazione è la scuola: è qui che bisogna fare educazione e prevenzione e da qui bisogna partire per arrivare alle famiglie e ai giovani”.
Per dichiarare il suo voto di astensione è intervenuto anche il Consigliere Pietro Macconi (FdI).

 

Adeguata disponibilità di parcheggi per automobili presso le stazioni ferroviarie e i punti di intermodalità per mezzi pubblici di trasporto e parcheggi gratuiti vicino alle stazioni ferroviarie e agli hub intermodali.
È quanto chiede la mozione, approvata dal Consiglio regionale e presentata da Jacopo Dozio (FI) con l’obiettivo di agevolare i pendolari.
Chiediamo alla Giunta – ha spiegato il primo firmatario – di confrontarsi con i gestori delle reti ferroviarie al fine di favorire un’adeguata copertura di parcheggi auto vicino alle principali stazioni e punti di interscambio, verificando la presenza di una quota di posti gratis e non soggetti a indicazioni di sosta con tempo limitato, proporzionata agli utenti del trasporto pubblico. Garantire questa possibilità significa favorire l’uso del treno e facilitare la vita di chi sceglie i mezzi di trasporto per spostarsi sul territorio”.
Il documento chiede anche di favorire la riqualificazione delle aree adiacenti alle stazioni o ai centri di interscambio, con l’obiettivo di mettere a disposizione parcheggi per auto, prevedendo una quota di stalli gratuiti fruibile dagli utenti del servizio ferroviario.
“Bisogna evitare di fare cassa sulla pelle dei pendolari –
ha detto Alessandro Corbetta (Lega) –. La mozione va nella direzione giusta e stimola la Regione a fare delle proposte. Dobbiamo favorire i cittadini e metterli davvero in condizione di usare i mezzi pubblici”.
Per Pietro Macconi (FdI): “La lobby dei parcheggi sfavorisce l’uso del trasporto pubblico e lo stesso costo dei parcheggi rappresenta un onere. Sosteniamo questa mozione che propone soluzioni adeguate”.
La mozione – ha continuato Jacopo Lobati (FI) – pone l’accento su un tema importante. Il trasporto pubblico va implementato ed è importante che ci siano parcheggi gratuiti accessibili a tutti”.
Contrario il Pd che chiedeva il rinvio del tema in Commissione.
Per Gigi Pontila mozione non affronta le problematiche connesse al trasporto pubblico, contiene indicazioni generiche e non soluzioni concrete. Sarebbe stato meglio approfondire il tema in Commissione arrivando alla definizione di una proposta di risoluzione condivisa”.
Se si fosse voluto discutere seriamente di questo tema – ha concluso Simone Negri (PD) – sarebbe stato corretto portarlo in Commissione. Si fa intervenire la Regione, non si riconosce l’autonomia ai Comuni e non si riflette sul fatto che i cittadini non prendono i mezzi, perché aumentano i disservizi e il costo dei biglietti”.

 

Sostegno al principio del consenso libero, attuale ed esplicito nella definizione dei reati di violenza sessuale

L’Aula del Consiglio regionale ha respinto la mozione che chiedeva a Regione Lombardia il sostegno al principio del consenso libero, attuale ed esplicito nella definizione dei reati di violenza sessuale, presentata da Paola Bocci (PD).

La maggioranza ha spiegato il suo voto contrario attraverso le dichiarazioni di Maira Cacucci (FdI) e di Alessandra Cappellari (Lega) che hanno definito “la mozione presentata una strumentalizzazione politica che origina fraintendimenti”. Inoltre, entrambi i Consiglieri hanno sottolineato che “l’emendamento dell’articolo 609 bis del Codice Penale dello scorso 28 gennaio in Commissione Giustizia del Senato a firma Bongiorno ha lo specifico obiettivo di rendere la norma concretamente più efficace nelle Aule dei Tribunali, perché il principio del dissenso è più facilmente dimostrabile in un’Aula giudiziaria che non il principio del consenso: non solo tutela le vittime di reato, ma ci permette di perseguire quei reati subiti da quelle persone che si trovano nelle condizioni di non riuscire a esprimere il consenso”. Anche l’Assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e alle Pari opportunità Elena Lucchini ha confermato la contrarietà della Giunta regionale alla mozione presentata dalla minoranza sottolineando “il costante impegno di Regione Lombardia in questi anni nella tutela delle vittime di reato e nella promozione e nel sostegno di percorsi di prevenzione”.

Nel documento illustrato in Aula si chiedeva l’impegno della Giunta regionale a sostenere il principio del consenso libero, attuale ed esplicito quale elemento centrale nella definizione dei reati di violenza sessuale, in coerenza con la Convenzione di Istanbul. Si invitava inoltre a promuovere, nelle politiche regionali e nei piani di contrasto alla violenza di genere, una cultura della libertà e dell’autonomia delle donne, attraverso progetti educativi nelle scuole e negli enti locali fondati proprio sulla centralità del consenso e del rispetto. Il testo inoltre sottolineava la necessità di “ribadire, in tutte le sedi istituzionali e tramite la Conferenza Stato-Regioni, che il principio “senza consenso libero e attuale è violenza” rappresenta la condizione minima per un ordinamento rispettoso dell’autodeterminazione e della libertà sessuale di ogni persona”. Si chiedeva quindi alla Giunta di sollecitare il Parlamento e il Governo affinché siano recepiti integralmente gli standard della Convenzione di Istanbul e le raccomandazioni della CEDU, senza indebolire la definizione del consenso, adottando il testo originario di riforma del codice penale in materia di normativa sulla violenza sessuale, approvato dalla Camera, senza modificarlo in senso restrittivo, evitando arretramenti sul tema fondamentale della tutela delle vittime, ritornando quindi alla formulazione approvata all’unanimità dalla Camera dei Deputati. Si sollecitava, infine, la Giunta a monitorare l’evoluzione del procedimento legislativo e gli sviluppi dell’iter parlamentare, dandone riscontro al Consiglio e alla Commissione competente.