Garantire il diritto alla salute anche alle persone senza dimora, favorendo l’accesso alle cure primarie e riducendo il ricorso improprio ai Pronto Soccorso. È questo l’obiettivo del progetto di legge “Disposizioni per garantire l’assistenza primaria ai cittadini senza dimora” approvato all’unanimità nella seduta di oggi pomeriggio dalla Commissione Sanità presieduta da Patrizia Baffi (Fratelli d’Italia).
“Con questa proposta, che si fonda sul principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo, volevamo affermare un principio semplice ma fondamentale: il diritto alla salute non può dipendere dalla condizione abitativa di una persona. Garantire l’accesso all’assistenza primaria ai cittadini senza dimora significa tutelare la dignità delle persone più fragili, prevenire situazioni di emergenza sanitaria e rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse pubbliche, riducendo il ricorso improprio ai Pronto Soccorso e rafforzando la medicina territoriale” ha spiegato Davide Casati (PD), relatore del progetto di legge depositato a novembre del 2023 dal Partito Democratico a prima firma del Capogruppo Pierfrancesco Majorino.
“Abbiamo scelto un approccio serio, concreto e sostenibile – ha sottolineato il correlatore Christian Garavaglia (Fratelli d’Italia) -. Il diritto alla salute va garantito anche alle persone più fragili, ma per farlo servono strumenti realmente applicabili, una chiara organizzazione territoriale e il pieno coinvolgimento dei servizi già attivi. Con i nostri emendamenti abbiamo contribuito a rendere il testo più solido, più ordinato e più efficace“.
Il provvedimento, composto da sette articoli, mira a colmare una delle principali criticità che interessano le persone prive di una residenza anagrafica stabile: la difficoltà di accedere ai servizi sanitari territoriali e, in particolare, all’assistenza del medico di assistenza primaria.
La proposta prevede che i cittadini italiani senza dimora, presenti nel territorio regionale, possano essere iscritti in appositi elenchi tenuti dalle ASST (Aziende Socio-Sanitarie Territoriali), condizione necessaria per accedere all’assistenza primaria erogata dai medici di assistenza. primaria e dai pediatri di libera scelta. L’obiettivo è garantire un’effettiva presa in carico sanitaria di queste persone, promuovendo percorsi di prevenzione, cura e continuità assistenziale.
La legge individua le Case di Comunità, come uno dei punti di accesso prioritari per garantire l’assistenza sanitaria primaria alle persone senza fissa dimora.
Un altro punto qualificante del testo riguarda il coinvolgimento del mondo del Terzo Settore. Regione Lombardia sarà, infatti, chiamata a stipulare specifici protocolli d’intesa con realtà che operano quotidianamente a supporto delle persone senza dimora, favorendo l’informazione sui diritti sanitari, supportando i cittadini nelle procedure di iscrizione agli elenchi delle ASST e garantendo l’accesso alle prestazioni sanitarie. I protocolli d’intesa potranno essere sottoscritti con gli enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
La proposta istituisce, infine, una Cabina di Regia regionale con il compito di monitorare l’attuazione della legge, individuare eventuali criticità e proporre soluzioni per semplificare l’accesso ai servizi sanitari. La Cabina di Regia sarà composta dall’Assessore al Welfare o suo delegato, da tre rappresentanti delle ASST, da tre rappresentanti delle ATS, da due rappresentanti dei Comuni indicati da Anci Lombardia e da tre rappresentanti degli Enti del Terzo Settore.
L’investimento del progetto di legge ammonta a 1 milione e 125 mila euro su tre anni (2026, 2027 e 2028).
Il testo normativo sarà discusso e sottoposto al voto dell’Aula nella seduta di martedì 30 giugno.