Via libera al documento che propone nuove regole per lo svolgimento delle
attività libero-professionali del personale sanitario
Milano, 18 giugno 2026 – Stop al vincolo di esclusività per il personale sanitario: è quanto prevede il progetto di legge al Parlamento “Disposizioni in materia di attività libero-professionale delle professioni sanitarie” approvato a maggioranza nella seduta di oggi della Commissione Sanità presieduta da Patrizia Baffi (Fratelli d’Italia).
Rendere strutturale la possibilità per i professionisti sanitari dipendenti del Servizio sanitario nazionale (SSN), infermieri, ostetriche, tecnici sanitari e professionisti della riabilitazione, di esercitare la libera professione al di fuori dell’orario di servizio, superando definitivamente il vincolo di esclusività.
Il provvedimento, composto da tre articoli, interviene in un contesto segnato da una crescente carenza di personale e da una ridotta attrattività delle professioni sanitarie, dovuta a retribuzioni spesso non adeguate, prospettive di crescita limitate e scarsa valorizzazione delle competenze acquisite. Secondo l’impostazione della proposta, il vincolo di esclusività risulta non più coerente con le esigenze di un sistema che deve integrare sempre di più ospedale e territorio, garantendo continuità assistenziale e risposte personalizzate ai bisogni dei cittadini.
“Questo provvedimento risponde all’evoluzione del sistema sociosanitario, colmando un gap normativo nazionale – spiega Emanuele Monti (Lega), relatore del PLP -. Vogliamo offrire una risposta concreta a migliaia di professionisti che chiedono da anni di poter svolgere attività libero-professionale. Questo permetterebbe di valorizzare il loro lavoro, integrare redditi spesso insufficienti e garantire ai pazienti una maggiore continuità assistenziale anche dopo le dimissioni. L’obiettivo finale di questa iniziativa legislativa è aprire un confronto parlamentare per arrivare a una soluzione stabile che rafforzi il SSN, valorizzi le competenze e migliori l’accesso alle cure”.
“Questa proposta – ha sottolineato Patrizia Baffi – nasce da un principio semplice: valorizzare tutte le professioni sanitarie e adeguare il Servizio sanitario nazionale ai bisogni reali delle persone. Superare in modo strutturale il vincolo di esclusività significa riconoscere autonomia e dignità professionale a migliaia di operatori, migliorare la continuità delle cure tra ospedale e territorio, contribuire alla riduzione delle liste d’attesa e rendere più attrattivo il lavoro nel sistema pubblico“.