Presentato in Consiglio Regionale il cortometraggio “La luce nella crepa”

Presidente Romani: “I caregiver sono una risorsa preziosa per le famiglie e per la comunità. Le istituzioni hanno il dovere di sostenerli con misure concrete”

Milano, 13 ottobre 2026 – Si è tenuta questa mattina nell’Aula Consiliare di Palazzo Pirelli la proiezione del cortometraggio “La luce nella crepa”, promosso da Salute Donna ODV in occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico e nell’ambito del mese dedicato alla prevenzione.

L’iniziativa accende i riflettori sulla figura del caregiver familiare: un ruolo fondamentale nel percorso di cura dei pazienti oncologici, ma spesso invisibile e privo del necessario riconoscimento sociale e istituzionale.

 

Diretto da Anselma Dell’Olio e sceneggiato da Manuela Jael Procaccia, il cortometraggio, liberamente ispirato a una storia vera e curato da Pro Format Comunicazione con la produzione di MP Film, vede tra gli interpreti Chiara Caselli, Valeria Milillo, Francesco Foti, Lorenzo Morselli, Alex Di Giorgio e la partecipazione amichevole di Anna Villarini. Attraverso la vicenda delle sorelle Luisa e Carla, il film racconta le difficoltà quotidiane, le incomprensioni, ma anche la profonda umanità di chi assiste ogni giorno una persona cara colpita dalla malattia.

 

“La storia raccontata da ‘La luce nella crepa’ ci ricorda che dietro ogni percorso di malattia ci sono persone che, ogni giorno, si prendono cura di chi amano, spesso mettendo in secondo piano la propria vita e i propri bisogni – ha dichiarato il Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia Federico Romani –. Il loro impegno è una risorsa preziosa per le famiglie e per l’intera comunità e non può essere lasciato soltanto alla responsabilità individuale. Le istituzioni hanno il dovere di riconoscere questo ruolo e di tradurre tale riconoscimento in forme concrete di sostegno. In Lombardia abbiamo compiuto passi importanti in questa direzione, anche con il recente aggiornamento della normativa regionale, ma dobbiamo continuare a lavorare per rafforzare i servizi di prossimità, offrire momenti di sollievo e contrastare la solitudine di chi assiste”.

 

“Questo cortometraggio nasce per dare luce alla figura del caregiver, che spesso vive nell’ombra – ha spiegato Anna Maria Mancuso, Presidente di Salute Donna ODV –. Nasce per rivolgersi alle istituzioni, chiedendo un sostegno necessario per le persone che si dedicano alla cura dei malati. Il loro carico emotivo e fisico è immenso e può portare a sentirsi inadeguati o soli. È fondamentale imparare a chiedere aiuto e a ritagliarsi spazi per sé: in quella “crepa” che la malattia apre nelle famiglie, bisogna lasciare entrare la luce e capire cosa di bello e di buono si può ancora fare per sé e per la persona che si cura. Insomma, bisogna riuscire a trovare la bellezza, il piacere, l’amore nonostante tutto e, nonostante la malattia”.

 

Al termine della proiezione è intervenuta anche Gigliola Spelzini, coordinatrice dell’Intergruppo consiliare dedicato ai bisogni dei pazienti oncologici ed oncoematologici lombardi: “Siamo di fronte a storie vere e a un dolore reale, che toccano da vicino chi si prende cura dei propri cari. Come istituzioni dobbiamo fare tutto il possibile per supportare le famiglie in questi momenti difficili. L’impegno dell’Intergruppo è quello di continuare a sensibilizzare l’intera Assemblea e di lavorare per ottenere risultati concreti che garantiscano il massimo benessere e supporto ai pazienti e ai loro caregiver lungo tutto il percorso di malattia”.

 

L’impegno delle Istituzioni lombarde a supporto dei caregiver familiari si inserisce nel solco tracciato dalla recente Legge Regionale n. 13 dell’11 giugno 2026 (“Testo unico per l’inclusione sociale e la tutela delle persone con disabilità o in condizioni di fragilità”). La norma riconosce ufficialmente il caregiver familiare come soggetto attivo e fondamentale nell’integrazione con i servizi sociali, sociosanitari e sanitari territoriali. Tra i punti qualificanti della legge rientrano il coinvolgimento diretto del caregiver nella definizione del Piano Assistenziale Individuale (PAI), la promozione di percorsi formativi dedicati, l’attivazione di servizi di supporto psicologico e l’integrazione con strumenti operativi quali la Misura Sollievo e la Misura Sostegno, pensate per alleggerire il carico assistenziale e garantire interventi concreti a tutela dell’intero nucleo familiare.