Residuo fiscale, internazionalizzazione e moneta complementare

Il residuo fiscale della Lombardia, vale a dire la differenza tra quanto versa allo Stato sotto forma di tributi e quanto riceve come servizi, è di 47 miliardi di euro.
Il dato emerge da uno dei tre studi messi a punto da Éupolis, l’ente di ricerche regionale, illustrati stamattina nel corso di una seduta congiunta delle Commissioni Bilancio e Attività Produttive presiedute da Alessandro Colucci (NCD) e Angelo Ciocca (Lega Nord), alla presenza del Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo.
Oltre allo studio sul residuo fiscale, sono stati illustrate anche le ricerche sull’autonomia regionale e sul sistema di moneta complementare. Il policy paper dedicato all’autonomia regionale lombarda dopo un’approfondita descrizione del rapporto tra Stato e Regioni e delle modalità di spesa pubblica, si focalizza in particolare sulla internazionalizzazione delle imprese come leva strategia per il rilancio della crescita economica all’interno dell’evoluzione normativa dei rapporti Stato-Regione (“nel 2013 – si legge nel rapporto – l’effetto cumulato delle manovre di finanza pubblica, succedutesi dal 2008 al 2013, ha portato una riduzione complessiva delle spese in conto corrente delle Regioni di oltre 13 miliardi di euro”). Nello specifico emerge che le legislazioni nazionali di emergenza degli ultimi anni con provvedimenti di finanza pubblica hanno operato “una sostanziale erosione dell’autonomia regionale riscrivendo i rapporti tra centro e periferia che si rispecchia nelle proposte di riforma costituzionale avanzate”. Ciò ha provocato la riduzione di un terzo della capacità di bilancio regionale (esclusa la sanità). A farne le spese più di tutti – avvertono le ricerche, tre volumi per un totale di 187 pagine – è stato il sistema produttivo che prima invece poteva contare su un sostegno concreto e oggi accusa il colpo soprattutto nel settore dell’internazionalizzazione.
I documenti evidenziano che le regioni del Nord hanno complessivamente un residuo fiscale di 74 miliardi, con la Lombardia che da sola ne vanta quasi il 70%. I residui fiscali negativi si concentrano soprattutto al Sud, in particolare in Sicilia e Campania. Gli studi si soffermano su quello che il presidente di Éupolis, Giancarlo Pola ha definito oggi come “autonomia ferita”. “E’ in atto un sostanziale processo di accentramento delle competenze, dove lo Stato eventualmente concede autonomia ed è sempre pronto a riprendersela. Sono convinto che una riforma costituzionale pesantemente restrittiva della potestà legislativa regionale non può che deprimere la società e l’economia, riducendo di fatto gli spazi di liberta” ha commentato il presidente Cattaneo.
Tutto questo – ha evidenziato il Vice Presidente della Commissione Attività produttive Carlo Malvezzi (NCD) – unito al depotenziamento delle Camera di Commercio ha finito per mettere a rischio quella rete di relazioni che accompagnavano le nostre imprese sui mercati internazionali e che erano e sono invece necessarie perché la nostre non sono grandi imprese ma piccole e medie imprese, dunque hanno bisogno di sostegno e supporto”. Su questo fronte, il policy paper si concentra anche sugli effetti e sulle possibili applicazioni della legge 11/2014 con cui, tra le altre cose, “la Regione promuove il mercato e l’internazionalizzazione (…) consolidando nel territorio l’attività di ricerca e sviluppo”.
Per il Vice Presidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) “residuo fiscale e autonomia sono fortemente connessi: non solo si riceve poco in proporzione a quanto si versa, ma adesso quel poco lo si vuole far diventare un niente o poco più. Ecco perché l’obiettivo sempre più chiaro da raggiungere diventa adesso quello della piena autonomia regionale”. Spunti di riflessione e richieste di approfondimenti sono arrivati da Stefano Buffagni del Movimento 5 Stelle, Miche Busi del Patto Civico, Luca Gaffuri del PD e Fabio Rolfi della Lega Nord.