Il 24 maggio 1915, dal Forte Verena, sull'Altopiano di Asiago, parte un primo colpo di cannone verso le fortezze austriache situate sulla Piana di Vezzena: l'Italia – che aveva inoltrato la dichiarazione di guerra il giorno prima – inizia ufficialmente le operazioni militari nella Prima guerra mondiale. Ai primi fanti del Regio Esercito che varcarono il confine nella medesima data è dedicata la prima strofa de ‘la canzone del Piave’.
Il primo conflitto bellico ‘globale’ della storia, costò un incredibile tributo di sangue. Si stimano circa 10 milioni di morti, fra questi 600 mila italiani. Oltre 80 mila dei quali lombardi, 10 mila della sola Milano. La nostra regione fu teatro di aspre battaglie, i luoghi della ‘Grande Guerra’ sono essenzialmente legati a due tematiche: la ‘Linea Cadorna’ e la ‘Guerra Bianca’. La prima, nota anche come ‘Frontiera Nord’, è un complesso di opere di difesa costruite lungo le Alpi per impedire un'eventuale invasione austro-ungarica attraverso il territorio svizzero. 72 km di trincee, 88 postazioni di artiglieria, 400km di mulattiere per un'opera che però, non venne mai utilizzata.
La Guerra Bianca invece riguarda i combattimenti avvenuti tra italiani e austriaci lungo il confine con il Trentino. Una guerra di logoramento combattuta spesso oltre i 2.000 metri tra ghiacci, nevi e valanghe.
Oggi, grazie anche all’impegno di Regione Lombardia, questi posti sono stati valorizzati e possono essere meta di vista. Percorrere questi sentieri punteggiati da costruzioni di difesa militare, forti, opere trincee e strade significa ripercorrere luoghi che sono la testimonianza del lavoro, della fatica e dei sacrifici che questi manufatti portano con sé come monito a tutti per comprendere i segni umani e devastanti che ogni guerra lascia.
Il progetto del ‘Parco Tematico La Guerra Bianca: il suo territorio, le sue genti’, finanziato da Regione Lombardia, è stato realizzato dall’Associazione della Guerra Bianca in Adamello e raccoglie le testimonianze materiali relative al tratto di fronte che va dal Passo dello Stelvio al Lago di Garda e coinvolge il territorio di Sondrio, Bergamo e Brescia. Le peculiarità ambientali e la scarsa presenza umana hanno preservato quei luoghi da manomissioni, conservando grande quantità di manufatti bellici quali testimonianze del conflitto. In particolare il progetto ha avuto come obiettivo il recupero di percorsi storici di collegamento tra i manufatti militari e la valorizzazione dell’area attraverso una offerta culturale integrata di beni e servizi. Da segnalare il museo di Temù (Brescia). La ricostruzione minuziosa di questi spazi e la presenza di oggetti e testimonianze dell’epoca vi proporranno una profonda riflessione sulle tragiche conseguenze della guerra.
La ‘Linea Cadorna’ è un Parco culturale integrato e valorizza la linea di fortificazioni realizzata dal Generale Cadorna. Si stende per circa 240 km dalla sponda lombarda del lago Maggiore al Pizzo del Diavolo, attraversa le province di Varese, Como, Lecco, Sondrio, Bergamo e lungo il confine italo-svizzero. Le fortificazioni di varia tipologia sono ben conservate e per la maggior parte fruibili. Per il censimento e la mappatura di tutta la Linea Cadorna sono stati usati moderni strumenti di pianificazione ambientale.
Il Monte Generoso ebbe un ruolo cruciale nella realizzazione della Linea Cadorna e ancora oggi si può seguire un facile itinerario alla scoperta di ben dodici livelli di trincee che si snoda fino al confine con la Svizzera. Il Monte Pravello (Varese), oltre a presentare un ambiente naturale particolarmente suggestivo, è interessante per le sue numerose testimonianze storiche: trincee e gallerie, cunicoli e bunker sono visibili ancora oggi, a testimonianza delle difficili condizioni dei soldati al fronte.
All'interno del ‘Parco Spina Verde’ è invece possibile trovare i resti monumentali della Linea Cadorna, ovvero le opere di fortificazione permanente volute dal generale Cadorna per difendere lo Stato Italiano da una possibile invasione tedesca attraverso la Svizzera neutrale. Lungo i sentieri si incontrano nidi di mitragliatrici, camminamenti, gallerie, cunicoli, antichi depositi di armi e munizioni e abbeveratoi costruiti dal Genio Militare nel 1917.
Il ‘Forte Montecchio Nord’, realizzato in pochi mesi tra il 1912 ed il 1914, a ridosso della Prima Guerra Mondiale, è una delle grandi opere fortificate, non più in uso a scopi militari e musealizzata dal 2009, su cui si impernia il complesso sistema difensivo della Frontiera Nord verso la Svizzera, impropriamente noto come Linea Cadorna. Forte Montecchio fu concepito e realizzato dal Regno d’Italia a protezione di un eventuale possibile attacco in forze attraverso la Confederazione Elvetica proveniente dalla Germania o dall’Austria-Ungheria con la funzione di sbarrare l'accesso settentrionale al lago di Como, una delle più importanti porte d'accesso a Milano ed alla Pianura padana, in corrispondenza della confluenza di Valtellina e Valchiavenna, interrompendo contemporaneamente, in un unico punto, le direttrici dello Spluga, del Maloja, del Bernina, dello Stelvio attraverso la linea Tonale-Aprica. Forte Montecchio Nord è collocato strategicamente nel punto di convergenza di ben cinque di queste direttrici, il cui controllo era teso ad impedirne lo sbocco verso Milano.
Il Forte è posizionato a 275 metri s.l.m. a nord di Colico. La struttura è formata da due blocchi distinti: il piano dove si trovano le quattro artiglierie, e il ricovero destinato agli alloggi della truppa. I due blocchi sono collegati da un camminamento coperto di circa 140 m di lunghezza. L'area destinata al ricovero si trova nella parte più bassa del forte a 258 m s.l.m.; in questo spazio, ricavato grazie al parziale sbancamento di una parte della collina, trovava posto la camerata destinata alla truppa, un unico locale riscaldato in grado di ospitare circa 40 uomini e altrettante brandine e armadietti per gli effetti personali.
A maggio del 2016 è stato presentato il progetto di restauro delle cupole corazzate e di valorizzazione del complesso del Forte, sostenuto da Regione Lombardia in collaborazione con il Museo della Guerra Bianca in Adamello.
Per approfondimenti:
https://www.museoguerrabianca.it/
http://www.museiperlastoria.com/ita/index.php