In Commissione Agricoltura audizioni sui danni causati dalla Popillia Japonica

Presidente Massardi: “Popillia japonica minaccia concreta per il florovivaismo lombardo. Bene il lavoro fatto, ora servono più risorse e interventi strutturali"

Le audizioni che abbiamo tenuto in Commissione hanno confermato con chiarezza quanto la diffusione della popillia japonica rappresenti una minaccia seria e crescente per il comparto florovivaistico lombardo. Il confronto con Assofloro, Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri, Fondazione Minoprio, ERSAF e il Servizio fitosanitario regionale ha evidenziato criticità concrete, facendo emergere la necessità di rafforzare ulteriormente gli strumenti di prevenzione e contrasto”.

Lo ha sottolineato il Presidente della Commissione Agricoltura, Montagna e Foreste Floriano Massardi (Lega) al termine delle audizioni con le principali associazioni di categoria e gli enti tecnici sul futuro del florovivaismo e, in particolare, sui danni causati dalla Popillia Japonica. Si tratta di una specie invasiva, il cosiddetto scarabeo giapponese, un insetto infestante che ogni estate torna a farsi vedere nei giardini, nei prati e nei parchi della Lombardia.

Regione Lombardia ha già introdotto risorse importanti, come dimostrano i 3,7 milioni di euro stanziati per sostenere le aziende agricole colpite da insetti invasivi, ma è evidente che serve un salto di qualità, con più fondi, più prevenzione e strumenti operativi ancora più efficaci – ha proseguito il Presidente Massardi –. Parliamo di interventi concreti come reti antinsetto, sistemi di controllo delle larve e tecnologie per i trattamenti, fondamentali per difendere le produzioni e il lavoro delle nostre imprese”.

Difendere il florovivaismo e l’agricoltura lombarda da minacce come la Popillia japonica significa tutelare un settore strategico per il nostro territorio. La Commissione continuerà a lavorare per rafforzare la strategia regionale e garantire risposte sempre più efficaci alle aziende e agli operatori” ha concluso Floriano Massardi.