“Il nostro obiettivo è chiaro: intervenire prima che la malattia produca complicanze gravi e costi sanitari elevati. Per questo chiediamo di completare l’integrazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, migliorare la qualità dei dati, valutare l’istituzione di un Registro regionale dell’obesità e rafforzare la Rete Diabetologica regionale”.
Lo ha sottolineato Silvia Scurati (Lega) presentando in Aula mozione che prevede iniziative per la prevenzione e il contrasto di diabete e obesità e per la promozione di corretti stili di vita approvata all’unanimità dal Consiglio regionale nella seduta di questo pomeriggio.
La mozione nasce dal lavoro dell’Intergruppo consiliare “Diabete, obesità e stili di vita” nato nel luglio del 2024 su iniziativa di Claudia Carzeri (Forza Italia), Carmela Rozza (PD), Silvia Scurati (Lega) e Alessia Villa (Fratelli d’Italia).
“L’obesità e il diabete rappresentano due emergenze sanitarie in crescita, con un impatto molto rilevante sulla salute pubblica e sui costi del sistema sanitario ed entrambi i fenomeni sono fortemente correlati e influenzati dagli stili di vita – ha spiegato Silvia Scurati -. L’obesità è una condizione che comporta gravi ripercussioni sulla salute: aumenta il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, diabete di tipo due, apnee notturne, artrosi, alcuni tumori, depressione, infertilità femminile, asma e complicanze metaboliche. Una gestione efficace del diabete richiede una presa in carico integrata e continuativa dei pazienti fondata sulla diagnosi precoce, sull’educazione terapeutica, sul monitoraggio glicemico, sulla continuità delle terapie e sul supporto psicologico. Per questo è necessario rafforzare la rete territoriale e la sinergia fra medicina generale, specialisti, servizi sociali e associazioni di pazienti secondo le indicazioni del Piano Socio-Sanitario Integrato della Lombardia 2024-2028 che individua nella prevenzione e nella promozione della salute elementi cardine per la sostenibilità e l’efficacia del sistema regionale di welfare”.
La mozione mette al centro la prevenzione che deve partire dal territorio, mettendo in rete medici di medicina generale, Case di Comunità, specialisti, farmacie e scuole e puntando su screening più diffusi, educazione alimentare, promozione dell’attività fisica e sostegno alle famiglie, con particolare attenzione ai giovani.
Il documento affronta anche temi fondamentali come l’accesso uniforme ai dispositivi di automonitoraggio, il potenziamento della rete del piede diabetico, l’integrazione tra diabetologia, cardiologia e nefrologia e il contrasto all’abusivismo professionale nel campo della nutrizione.
Grande attenzione è rivolta anche alla scuola, con il rafforzamento delle reti che promuovono salute, programmi continuativi di educazione alimentare, potenziamento delle scienze motorie e sviluppo delle “Palestre e Associazioni per la Salute”, in collaborazione con Comuni e associazioni sportive.
In Lombardia i cittadini con diabete di tipo due sono poco più di 700 mila, circa il 30% della popolazione adulta è in sovrappeso e quasi il 10% è obesa, con tassi in aumento soprattutto nelle fasce più giovani (dati del sistema di sorveglianza PASSI – Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia); circa il 23% dei bambini di 8-9 anni risulta in sovrappeso o obeso, ovvero quasi uno su quattro (dati Sistema di sorveglianza “Okkio alla Salute”); circa 500.000 persone sono affette da diabete mellito, con una prevalenza stimata del 5,1% della popolazione (dati del Piano regionale della prevenzione della Lombardia); in Lombardia ci sono circa 12.000 pazienti con il piede diabetico con alta complessità e nel 2024 ci sono stati oltre 6.000 ricoveri in 92 strutture.
L’impatto economico del diabete sul servizio sanitario lombardo è stimato in 800 milioni di euro annui tra costi diretti (farmacie, visite, ospedalizzazioni) e indiretti (assenza del lavoro, disabilità, perdita di produttività)
Il testo della mozione prevede un articolato sistema di misure per la gestione e la prevenzione di obesità e diabete per adeguare le politiche regionali alla Legge 3 ottobre 2025, n. 149 che riconosce l’obesità come malattia cronica.
- Digitalizzazione e Fascicolo Sanitario
L’obiettivo è completare l’integrazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, rendendo disponibili in modo strutturato tutti i dati clinici su diabete e obesità, migliorare la condivisione delle informazioni tra medici e specialisti. Si valuta, inoltre, l’istituzione di un Registro regionale dell’obesità per rafforzare monitoraggio e programmazione sanitaria.
- Rete territoriale e medici di base
Si consolida il ruolo di medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta nella diagnosi precoce e nella gestione delle cronicità e si punta a potenziare le Case di Comunità e gli ambulatori diabetologici, soprattutto nei territori periferici. Previsti strumenti per ridurre l’abbandono terapeutico e un maggiore accesso ai dispositivi di automonitoraggio (glucometri, sensori, microinfusori).
- Scuola, prevenzione e stili di vita
Più educazione alimentare e motoria nelle scuole e campagne permanenti sugli stili di vita salutari. Piena attuazione della normativa regionale sui disturbi della nutrizione e maggiore integrazione con i percorsi su obesità e diabete. Potenziate le scienze motorie e promosse “Palestre per la Salute” accessibili a tutti.
- Screening e diagnosi precoce
Screening uniformi su tutto il territorio per diabete tipo 1 e celiachia in età pediatrica e rafforzamento dei controlli per il diabete tipo 2 nelle fasce a rischio. Introdotti modelli di stratificazione del rischio per interventi più mirati e personalizzati.
- Nutrizione e disturbi alimentari
Accesso più facile alle visite nutrizionistiche nel servizio pubblico e rete dei disturbi alimentari integrata con i percorsi per obesità e diabete. Promosse iniziative di educazione alla spesa consapevole e prevenzione precoce.
- Obesità e terapie
Attuazione concreta della nuova legge sull’obesità con percorsi uniformi e multidisciplinari. Valorizzate endoscopia e chirurgia bariatrica in una rete organizzata e sicura. Monitorato l’uso dei farmaci per garantire appropriatezza, efficacia e sostenibilità.
- Complicanze e integrazione specialistica
Maggiore integrazione tra diabetologia, cardiologia, nefrologia e neurologia per prevenire complicanze cardiovascolari, renali e cognitive. Rafforzati screening e follow-up nei pazienti più fragili.
- Rete del Piede Diabetico
Piena operatività della rete regionale con accesso uniforme ai diversi livelli di cura. Aggiornato il percorso diagnostico-terapeutico e rafforzate le équipe multidisciplinari. Potenziata la prevenzione, anche con presidi ortopedici e servizi di podologia nei territori.
- Equità e inclusione
Riduzione delle barriere economiche e sociali che limitano l’accesso alle cure. Interventi mirati per sostenere le fasce più vulnerabili e ridurre le disuguaglianze territoriali.
- Associazioni e ricerca
Coinvolgimento strutturato delle associazioni dei pazienti e collaborazione con reti europee di ricerca. Sostegno a programmi educativi dedicati a bambini e adolescenti con diabete.
- Lotta all’abusivismo
Collaborazione con Ordini professionali e autorità competenti per contrastare l’abusivismo in ambito nutrizionale e sanitario, a tutela della salute dei cittadini.
Nel corso del dibattito sono intervenuti:
Claudia Carzeri (Forza Italia): “Oggi il malato cronico rappresenta la spesa sanitaria più alta. Intervenire prima che intervenga la cronicità è necessario e urgente per ridurre i costi della sanità e reinvestire risorse in ricerca e prevenzione. Determinate è il progetto delle ‘Palestre della salute’ perché crediamo che lo sport siamo il ‘farmaco’ in grado di prevenire molte condizioni patologiche”.
Nicola Di Marco (M5S): “Un testo frutto di un lavoro di dialogo bipartisan per affrontare in modo strutturale una grossa criticità della nostra società. La salute si costruisce tramite gli stili di vita. Per questo la politica sanitaria non può limitarsi alla gestione della malattia conclamata, ma è necessario investire anche nella sensibilizzazione e nella promozione di stili di vita sani”.
Nicholas Gallizzi (Noi Moderati): “Questa mozione è una sfida sociale ed economica. Oltre 500mila persone vivono con il diabete e sono sovrappeso, allarmanti sono poi i dati che riguardano i bambini: quasi 1 su 4 è in sovrappeso o obeso. Questa malattia costa 800milioni di euro all’anno al nostro sistema sanitario regionale. Investire vuole dire garantire il welfare di domani”.
Luca Paladini (Patto Civico): “Più del 60% per cento delle persone che soffrono di diabete non si cura. È un male silenzioso che presenta ferocemente il conto e che necessita di correzioni nello stile di vita e di cure farmacologiche importanti. Il lavoro di questi due anni andrà incontro a una vasta fascia di popolazione che, nonostante sia colpita da questa malattia, non è correttamente informata per curarsi come deve”.
Carmela Rozza (PD): “Il valore di questa mozione è la capacità di affrontare a 360° il tema del diabete, dell’obesità e della prevenzione proponendo una rete sanitaria e sociale con vantaggi evidenti per la salute dei cittadini e per spesa sanitaria. Il prossimo step è l’individuazione delle risorse economiche necessarie”
Alessia Villa (Fratelli d’Italia): “La forza di questa mozione è nella sua completezza. Il documento chiede di completare l’integrazione e l’operatività del Fascicolo Sanitario Elettronico, assicurando il caricamento sistematico e strutturato di referti, esami, valutazioni nutrizionali e piani terapeutici, di valutare l’istituzione di un Registro regionale dell’obesità per migliorare qualità e disponibilità dei dati, di rafforzare il ruolo dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta nella diagnosi precoce e nella gestione integrata delle cronicità metaboliche, di potenziare i servizi nelle Case di Comunità, contrastando l’abbandono terapeutico con sistemi di richiamo attivo e follow-up digitali e ampliando l’accesso ai dispositivi di automonitoraggio. Oggi la Lombardia compie un passo avanti importante per tutelare la salute dei cittadini e costruire un futuro più sostenibile per le prossime generazioni”.