Approvata dal Consiglio la modifica della legge sul servizio idrico

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (con 40 voti a favore, astenute le opposizioni con 27 voti)  il provvedimento sul servizio idrico integrato. Il testo si compone di un solo articolo e modifica la attuale legge (la 26 del 2003) per  adeguarla alla normativa statale e comunitaria.

La legge, illustrata dal relatore Luca Marsico (FI) Presidente della Commissione Ambiente, stabilisce “un collegamento più lineare fra le attività di gestione delle acque destinate al consumo e gli atti di pianificazione urbanistica dei Comuni” e  “individua nel PTA (Piano territoriale delle acque) lo strumento principale  di riferimento (con efficacia vincolante sugli atti delle amministrazioni territoriali)”. Il testo rende anche esplicite le funzioni di ARPA nel  monitoraggio delle caratteristiche qualitative e quantitative delle acque superficiali e sotterranee per meglio definire “i profili di responsabilità”.  Si chiarisce che le disposizioni non comportano impatto sugli assetti organizzativi né maggiori oneri. La durata dell’affidamento della gestione dei servizi passa da venti a trent’anni, anche per facilitare l’accesso al credito da parte dei gestori. Si stabilisce anche che gli eventuali incentivi per le opere infrastrutturali  attinenti al servizio saranno subordinati all’effettivo adempimento degli obblighi di pianificazione.
Fra gli interventi in Aula, positivo il giudizio di Lara Magoni (Lista Maroni) (“un provvedimento che favorirà la riduzione degli sprechi e le perdite degli acquedotti e che rafforza il ruolo dell’ARPA come autorità di controllo”) e della Lega Nord, che sottolinea, con l’intervento di Dario Bianchi, l’importanza di aver portato a trenta anni il periodo di affidamento dei servizi.
L’astensione è stata invece annunciata negli interventi delle opposizioni. Per Laura Barzaghi (PD) si tratta di un “necessario  provvedimento di manutenzione che giunge tuttavia in ritardo, tre anni dopo il  referendum del 2011” e che sarebbe stato più efficace se avesse recepito anche alcune disposizioni del decreto “Sblocca Italia”, quali per esempio la fusione degli ATO della città di Milano e della relativa area metropolitana.
Secondo Paolo Micheli (Patto Civico) si è persa invece l’occasione di costituire un unico ATO a Milano e hinterland, mentre Giampietro Maccabiani, per il M5S, ribadisce il giudizio di tardività del  provvedimento.
Il risultato recepisce anche le sollecitazioni dei gruppi consiliari,  ha sottolineato l’Assessore Claudia Terzi, che ha anche  annunciato la costituzione di un Gruppo di lavoro per  un testo di legge il più condiviso possibile, che affronti sinergicamente il tema delle acque nel suo complesso.