Disabili e lavoro: in Lombardia inserimenti aumentati di 884 unità

In Lombardia i disabili inseriti in contesti lavorativi sono 4.369: sono 884 in più mettendo a confronto la rilevazione dell’anno 2016 con la precedente (anno 2013). Nello stesso arco temporale, le persone con handicap iscritte al collocamento mirato sono aumentate del 23,5%, passando da 59.851 a 73.895 unità. 
Sono alcuni dei dati contenuti nella ricerca “L’inserimento lavorativo dei disabili: ostacoli e opportunità”, condotta da PoliS-Lombardia e il Dipartimento di sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e presentata durante i lavori della Commissione consiliare Attività Produttive riunita in seduta congiunta con il Comitato paritetico di controllo e valutazione.

L’indagine è stata proposta dalla Commissione consiliare al Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione per monitorare gli effetti delle tre leggi regionali in materia: L.R., n. 13/2003, «Promozione all’accesso al lavoro delle persone disabili e svantaggiate», la L.R., n. 22/2006 «Il mercato del lavoro in Lombardia», e la L.R., n. 197 2007, «Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia». In particolare è stato approfondito il tema delle convenzioni di inserimento lavorativo, lo sviluppo di reti integrate nei diversi territori lombardi e l’utilizzo delle risorse del fondo regionale per l’occupazione dei disabili.

“Un’ottima ricerca – ha commentato Gianmarco Senna, Presidente della Commissione consiliare Attività produttive – che ha approfondito le modalità con cui le persone disabili vengono supportate dalla Pubblica Amministrazione nell’entrare nel mercato del lavoro, facendo emergere strumenti e percorsi adottati sul territorio, le buone pratiche ma anche le criticità”.

Questo percorso di indagine, chiamato missione valutativa – ha detto Barbara Mazzali, Presidente del comitato Paritetico di Controllo e Valutazione  – ambisce a fornire un contributo conoscitivo al Consiglio per individuare possibili spazi di intervento della Regione, finalizzati anche a ottimizzare l’impiego delle risorse del Fondo per l’occupazione dei disabili e migliorane l’efficacia delle politiche”.

Abbiamo ascoltato i risultati della ricerca – ha detto il Vicepresidente del Comitato Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti)  –  e avremo modo di analizzarli e approfondirli in una delle prossime sedute del Comitato. Il tema è importante e l’auspicio è che Regione Lombardia possa diventare ente di omogeneizzazione delle Convenzioni provinciali, cogliendo l’opportunità di consentire convenzioni con grandi strutture pubbliche, come gli ospedali, e di promuovere ancora di più la dote alternanza scuola e lavoro”.

La situazione in Lombardia

Secondo gli ultimi dati Istat in Lombardia vivono 413mila disabili (dai 6 anni in su) di cui, circa 77 mila sono in età lavorativa (15-65 anni), ma di questi il 29% risulta non idoneo al lavoro.

A livello generale, nella maggior parte delle province lombarde aumentano gli avviamenti lavorativi. A volte, come a Brescia, Pavia e Mantova, la variazione è piuttosto sostenuta:  +16,6% per Brescia, quasi il 50% in più per la seconda e addirittura un +73,5% per Mantova. Solamente per Bergamo e per Cremona il numero degli avviamenti diminuisce: -6,3% nel primo caso, -10,2% nel secondo. Un trend imputabile anche alla crisi economica e occupazionale che ha avuto ricadute per quanto riguarda l’assunzione dei lavoratori con disabilità. La stragrande maggioranza, pari al 56% del totale dei disabili che hanno fatto richiesta di lavoro, ha un’anzianità d’iscrizione superiore a 69 mesi.