Modifiche Piano Cave provincia di Varese relative all’ATEC2 nei Comuni di Travedona Monate e Ternate:

parere favorevole in Commissione Ambiente in ottemperanza a sentenza TAR

Milano, 17 aprile 2019 – Via libera in Commissione Ambiente alle modifiche del Piano cave della provincia di Varese relativa all'ATEC2 nei Comuni di Travedona Monate e Ternate, in ottemperanza alla sentenza del TAR che aveva parzialmente accolto il ricorso e le richieste della ditta Holcim Italia SpA.

Al termine dell’istruttoria tecnica per la modifica del Piano e del processo di VAS, il Comitato tecnico consultivo regionale per le attività estrattive di cava ha dato parere favorevole all’ampliamento dell’ATE in direzione sud, con abbattimento del setto separatorio tra la cava e la miniera S.Marta. Viene inoltre riconosciuta la possibilità, nelle successive fasi di approvazione del progetto di coltivazione della cava, di discostarsi dalle prescrizioni indicate “in modo non significativo e per documentate esigenze tecniche” e viene sottolineata la necessità che il progetto di recupero dell’ATE tenga conto e si raccordi con quello della miniera S.Marta.

Si conclude così una vicenda lunga oltre un decennio e che risale all’approvazione del Piano cave di Varese nel 2008, nel quale era compreso l’ATEc2 situato nei Comuni di Travedona Monate e Ternate.

La ditta Holcim Italia SpA, interessata alla coltivazione dell’ATEc2, aveva presentato ricorso al TAR di Milano, contro Regione Lombardia e Provincia di Varese, a seguito del mancato accoglimento delle osservazioni della ditta che, durante la fase istruttoria regionale, aveva dichiarato che il volume previsto dal Piano non garantiva il soddisfacimento del fabbisogno ventennale di calcare dello stabilimento asservito dalla cava, come invece prevedrebbero i criteri per la formazione dei Piani cave. La Holcim aveva chiesto un aumento del volume estraibile fino a 7.980.000 metri cubi, con conseguente ampliamento areale dell’ambito verso sud, verso est e verso ovest.

Durante la fase istruttoria in Giunta regionale le osservazioni erano state parzialmente accolte; il Consiglio regionale tuttavia aveva poi stralciato le proposte di ampliamento areale e volumetrico.

Il TAR, con la sentenza n. 5015 del 27 ottobre 2009, aveva accolto parzialmente le richieste, giudicando non adeguatamente motivato lo stralcio operato dal Consiglio regionale in fase di approvazione, in riferimento a un aumento areale e volumetrico fino a un volume pari a 6.780.000 metri cubi. La sentenza citata è passata in giudicato a gennaio 2016.

Con apposita nota il 21 giugno 2016 la ditta Holcim Italia SpA aveva pertanto chiesto alla Regione Lombardia di ottemperare alla sentenza del 2009, dando così inizio al percorso dell’istruttoria tecnica e del relativo processo di VAS.

 

 

Aurelio Biassoni
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