Agricoltura, ‘vespa samurai’ per fermare l’invasione delle ‘cimici killer’

La ‘guerra’ è fra ‘killer’ e ‘samurai’. Non siamo però in un manga giapponese, ma nelle campagne lombarde. Gli ‘assassini’ sono piccini, ma letali. Vengono da lontano e portano un nome orientale: marmorate asiatiche o brune cinesi. Sul loro ‘passaporto’ c’è scritto Halyomorpha halys,  Ma sono note come cimici marroni, variante d’importazione rispetto agli animaletti verdi cui siamo normalmnete abituati. L’odore sgradevole che emanano quando vengono schiacciate, non è nulla rispetto ai danni che producono in agricoltura. Qualche dato, è stato offerto nei giorni scorsi da Cia-Agricoltori Italiani Est Lombardia e vedono Mantova come la provincia più colpita con danni stimati di 5 milioni di euro. Seguono Brescia con 4 milioni di euro e Cremona con 3 milioni di euro. A fare le spese della loro voracità soprattutto pereti, meleti, piantagioni di kiwi, pesche e nettarine. I danni vanno dal 30% all’80%, ma si registrano casi di aziende che lamentano la perdita dell’intera produzione. Danni maggiori alle colture non protette da reti, ma attacchi si registrano anche negli impianti totalmente chiusi.

Pare però ci possa essere un ‘supereroe’ in grado di contrastare queste incursioni sui nostri campi. Non veste il kimono e non usa la katana, ma si chiama ‘vespa samurai’, all’anagrafe Trissolcus japonicus. Originaria dell’Asia orientale ma ormai presente anch’essa in Europa e America, l’insetto – così nominato per l’origine giapponese e l’aggressività degna dei leggendari guerrieri del Sol Levante – sconfigge l’avversaria alla radice, depositando le uova direttamente in quelle della cimice e uccidendole appena le proprie larve si sviluppano.

Ora arriva il via libera ad arruolarle in questa guerra contro i terribili predatori. A renderlo noto è il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, dal Solone del Biologico (SANA) di Bologna, nell'annunciare l'entrata in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del d.P.R. 5 luglio 2019 n. 102 che introduce le norme necessarie a prevedere i criteri per l’immissione sul territorio di specie e di popolazioni non autoctone, fortemente sollecitato ai tavoli istituzionali per contrastare la diffusione dei gravi attacchi che insetti alieni come la cimice stanno provocando alle produzioni. Prandini ha anche chiesto un incontro urgente al Ministro dell'Ambiente Sergio Costa che, sentiti il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute, deve ora autorizzare l'immissione in natura su richiesta delle Regioni.

Avanti sì, ma con giudizio e soprattutto facendo molta attenzione a possibili danni collaterali. Questa la posizione dell’Assessore all’agricoltura Fabio Rolfi. Regione Lombardia si sta infatti occupando da tempo del problema e l’esponente della Giunta Fontana ha ricordato che Palazzo Lombardia “ha fatto una convenzione con il servizio fitosanitario per studiare gli antagonisti naturali della cimice asiatica come la vespa samurai, ma non solo. L’introduzione degli antagonisti riguarda tutte le province lombarde con frutteti, ma dobbiamo – ha dettousare molta cautela nell’inserire gli antagonisti perché a loro volta potrebbero fare danni alla catena degli insetti e essere dannosi per l’uomo. Attualmente – ha concluso l’assessore – l’unico rimedio sono le reti. Siamo vicini agli agricoltori: dopo i bandi 2017 e 2018 infatti, anche per il 2019 abbiamo attivato un bando a sostegno della ‘Prevenzione dei danni da calamità naturali di tipo biotico’  la disponibilità complessiva è di 3 milioni di euro. Abbiamo finanziato 119 domande su 127 con un contributo concesso di 4.186.000 euro”.