Al MUST di Vimercate l’inaugurazione de “La dama col liocorno” di Raffaello

Presidente Federico Romani: “La Brianza non è solo terra di sviluppo, innovazione, lavoro e impresa, ma è anche di storia, di arte e di cultura”

“Ci sono opere che, a distanza di cinque secoli, continuano a interrogarci. La Dama col liocorno di Raffaello Sanzio è una di queste: un capolavoro e un caposaldo della storia dell’arte, che abbiamo il privilegio di accogliere qui, in Brianza. Un capolavoro che ha cambiato identità, che è rimasto nascosto per secoli e che oggi torna a guardarci com’era. Da oggi, la Dama col liocorno ci interrogherà qui, a Vimercate: all’interno di una rassegna che conta sul patrocinio del Consiglio regionale della Lombardia, consapevoli del suo grande valore, del prestigio e dell’importanza che questa mostra riveste per il nostro territorio. Perché la Brianza non è solo terra di sviluppo, lavoro, impresa e ricerca, ma è anche culla di storia, di arte e di cultura, come dimostra “Il Divino Raffaello”, uno dei tanti eventi significativi che rendono lustro alla vocazione culturale brianzola”.

Lo ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani, intervenendo questa mattina al MUST di Vimercate all’inaugurazione della mostra “Il Divino Raffaello – La dama col liocorno“, uno degli appuntamenti artistici più importanti dell’autunno brianzolo, avvenuta alla presenza del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

La mostra è allestita nell’ambito della rassegna “La grande arte in Brianza”, patrocinata dal Consiglio regionale della Lombardia e promossa dalla Fondazione Costruiamo il Futuro con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, in collaborazione con Galleria Borghese di Roma e il Museo del Territorio di Vimercate: sarà aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19, fino all’11 dicembre. La prenotazione è consigliata nei giorni feriali e obbligatoria nel fine settimana. Accanto all’esposizione è previsto anche un concorso rivolto alle scuole lombarde, con 20mila euro di premi.

L’iniziativa si inserisce per il quarto anno consecutivo nel ciclo di esposizioni dedicate alla diffusione della “grande arte” in Brianza, che nel 2023 ha visto protagonista l’opera di Marco d’Oggiono La Madonna del Latte proveniente dalla Pinacoteca Ambrosiana, in mostra al Comune di Oggiono; nel 2024 “Il Narciso” di Caravaggio da Palazzo Barberini-Gallerie d’Arte Antica di Roma esposta a Merate; nel 2025 l’opera di Tiziano “Venere che benda Amore” a Carate Brianza proveniente da Galleria Borghese.

La Dama col liocorno, esposta per quest’occasione in Lombardia per la prima volta in assoluto, è stata realizzata tra il 1505 e il 1506 quando Raffaello aveva soltanto 22 anni e viveva a Firenze. Nata come olio su tavola, l’opera è stata trasferita su tela durante il restauro del 1934. È un’opera pregna di simbolismo. Chi sia la giovane donna non lo sappiamo con certezza. Il rubino e la perla al collo, e il piccolo liocorno tra le braccia – l’animale leggendario che si lasciava avvicinare solo da una fanciulla pura – fanno pensare a un ritratto nuziale: un messaggio di purezza e di fedeltà.
La storia di questo dipinto è sorprendente. Per secoli l’opera è rimasta nascosta sotto un’altra identità: la dama era stata trasformata in Santa Caterina d’Alessandria, con la ruota dentata e la palma del martirio, e il liocorno era scomparso. Secondo alcuni studiosi, questa trasformazione potrebbe essere stata opera dello stesso Raffaello. A lungo il quadro fu ritenuto opera del Perugino. Fu Roberto Longhi, nel 1927, a intuire che sotto la Santa si celasse un Raffaello. Il restauro del 1934 confermò la sua tesi: gli esami radiografici riportarono alla luce il volto originale della dama e svelarono un ultimo segreto. Sotto il liocorno, in una prima versione, Raffaello aveva dipinto un cagnolino.

“La Grande Arte in Brianza” negli anni scorsi ha richiamato complessivamente circa 75mila visitatori. Ora, i riflettori si accendono sul ’Divino’, con una tavola che custodisce una storia di misteri, attribuzioni e riscoperte.