L’Aula consiliare ha approvato il “Testo Unico in materia di simboli identitari della Regione e onorificenze del Consiglio regionale” che racchiude in un unico documento compilativo le leggi regionali che si occupano dei simboli identitari della Regione e delle onorificenze del Consiglio regionale.
Sono quattro le leggi regionali accorpate nel Testo Unico approvato oggi. Il provvedimento riporta le disposizioni relative all’uso dello stemma e del gonfalone di Regione Lombardia (caratterizzati rispettivamente dalle riproduzioni di una croce curvilinea argentea e del carroccio su uno sfondo verde), regola le modalità di utilizzo della bandiera della Regione e della fascia di rappresentanza istituzionale e segno distintivo dei Consiglieri regionali, conferma la festa regionale lombarda (celebrata il 29 maggio di ogni anno nella ricorrenza della battaglia di Legnano del 1176) e disciplina le procedure per il conferimento dell’onorificenza del Consiglio regionale, ovvero l’ “Anello Sigillo Longobardo”, che può essere conferito a persone fisiche o giuridiche, nonché ad associazioni, residenti o aventi sede in Lombardia che si sono particolarmente distinte valorizzando il nome della Lombardia nel mondo.
“Questo provvedimento semplifica la vita ai lombardi e si inserisce in un lavoro di riordino normativo complessivo avviato dalla Commissione Affari Istituzionali volto a unificare e aggiornare il quadro normativo regionale consentendo a operatori e cittadini di avere a disposizione una normativa di immediata consultazione e caratterizzata da chiarezza, semplicità e qualità interpretativa. Si tratta del primo Testo Unico di cui ci siamo occupati come Commissione – ha spiegato il relatore Matteo Forte (FdI)– e con l’approvazione di questo Testo Unico sono state abrogate sette leggi. Contiamo di arrivare ad abrogare un’altra ventina di norme con gli altri due Testi Unici che la Commissione Affari Istituzionali ha in cantiere: quello sulla disabilità e quello sull’agricoltura”.
Nei suoi 55 anni di vita il Consiglio regionale della Lombardia ha prodotto più di 2500 leggi, abrogandone nel corso degli anni quasi 2000 grazie a processi di semplificazione e accorpamento.
La Lombardia è la regione col minor numero di leggi vigenti: oltre 500.
“Il voto favorevole del Partito Democratico è motivato dal fatto che si tratta di un provvedimento non innovativo ma riordina norme già esistenti, un’operazione compilativa che raccoglie in un’unica disciplina leggi diverse. Si rinnova però l’appello a concentrare l’impegno del Consiglio su problemi più urgenti come ad esempio la sicurezza urbana, l’housing sociale e i trasporti” ha sottolineato Angelo Orsenigo (PD).
Secondo Marisa Cesana (Forza Italia) “non si tratta di un mero esercizio di tecnica legislativa. Dare un aspetto unitario a questa disciplina denota maturità istituzionale, implica il saper tenere insieme la memoria e il presente, valorizzare il modo in cui Regione Lombardia si presenta al Paese. Riordinare significa rendere più accessibile e trasparente l’azione pubblica ai cittadini”.