Consiglio regionale: le mozioni discusse nella seduta del 23 giugno

Centri di permanenza per il rimpatrio e misure di sostegno per i fondi agricoli in aree svantaggiate i temi dei documenti approvati

Quattro le mozioni discusse nel corso della seduta odierna di Consiglio regionale: di seguito la sintesi

Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR) in Lombardia
Esprimere la contrarietà di Regione Lombardia alla chiusura dei CPR a cominciare da quello di via Corelli a Milano; sollecitare un intervento normativo nazionale chiaro e organico che definisca in modo puntuale le regole di funzionamento di queste strutture; garantire un adeguato sistema di monitoraggio, che assicuri il rispetto delle leggi e la tutela della dignità e della salute degli ospiti e degli operatori del personale.
Approvata dal Consiglio regionale, presieduto da Federico Romani, la mozione (primo firmatario, Marco Bestetti FDI) in cui viene confermato come il sistema dei CPR sia fondamentale per il contrasto all’immigrazione irregolare.
Le criticità gestionali denunciate presso il CPR di Milano – ha detto Bestetti – non possono giustificare la chiusura di una struttura strategica per il contrasto dell’immigrazione irregolare né possono essere utilizzate come pretesto per smantellare il sistema dei rimpatri o per mettere in discussione un caposaldo per il contrasto dell’immigrazione clandestina. Non si possono ignorare le conseguenze sulla sicurezza, sulla corretta gestione dei flussi migratori e sull’ordine pubblico. Si devono al contrario stimolare opportune iniziative per garantire una gestione più rigorosa, efficiente e controllata: se ci sono state violazioni o irregolarità andranno accertate e corrette ma non possono diventare alibi per chiudere questi centri”.
Per manifestare contrarietà al documento sono intervenuti Onorio Rosati (AVS), Luca Paladini (Patto Civico), Pierfrancesco Majorino e Paolo Romano (PD).
Per Rosati e Paladini i CPR rispondono a una politica migratoria sbagliata. “In questi centri – hanno sottolineato – i diritti umani vengono quotidianamente calpestati: i CPR non hanno ragione di esistere sia per le violazioni costantemente messe in atto sia per l’incapacità gestionale di prevenirle”. “La mozione andrebbe ritirata – ha continuato Majorino – perché è sbagliata e non affronta la vera questione, ossia la mancanza di rapporti bilaterali che rendono difficile il rimpatrio. Il CPR è uno strumento che ha fallito”.
Sostegno alla mozione è arrivata invece da Christian Garavaglia (FDI) che ha sottolineato che questi centri sono un pilastro fondamentale per il contrasto dell’immigrazione clandestina, e da Silvia Scurati (Lega): “Il problema non sono i CPR ma chi li gestisce. Si può chiedere al Ministero di rivedere le regole e ottenere un monitoraggio migliore ma la chiusura è un passaggio politico e demagogico senza senso”.
Il Sottosegretario all’Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale Mauro Piazza, nel dare il parere favorevole della Giunta, ha confermato il sostegno della Regione alla linea politica sui rimpatri, evidenziando l’importanza di garantire il rispetto della legalità e dei valori costituzionali.

Attuazione della normativa nazionale relativa alle dichiarazioni sostitutive per la conduzione di fondi agricoli in aree svantaggiate
Voto favorevole alla mozione promossa da Gigliola Spelzini (Lega) che mira a semplificare la burocrazia per agricoltori e allevatori che operano in aree svantaggiate, particolarmente fragili e difficili, come quelle montane, prealpine, pedemontane e dove in pianura non arriva il sistema irriguo.
Il documento impegna la Giunta a sollecitare il Governo a dare piena attuazione alla normativa nazionale che prevede per alcuni territori e ai fini delle agevolazioni fiscali per il carburante agricolo, di attestare la disponibilità del terreno attraverso dichiarazioni sostitutive dell’atto notorio. Un aspetto, questo, particolarmente importante, perché evita iter burocratici eccessivamente gravosi.
La mozione è strettamente collegata a un’interrogazione del luglio scorso, a seguito della quale la Giunta aveva confermato di essere in attesa di un intervento del Ministero che individuasse formalmente i Comuni interessati: atto essenziale per poter godere delle misure economiche e fiscali.
Si tratta – ha spiegato Spelzinidi dare seguito alla question time discussa nel 2025 e relativa in particolare all’applicazione della normativa nazionale in materia di assegnazione di carburante agricolo agevolato a favore di affittuari e comodatari di terreni ubicati in aree svantaggiate, come quelle montane, prealpine, pedemontane o in pianura dove non arriva il sistema irriguo. In quell’occasione l’Assessore ci aveva detto che si doveva attendere un’indicazione dal Ministero, che però a distanza di un anno ancora manca. Non chiediamo benefici e risorse ma solo che una legge dello stato diventi operativa”.
Mi spiace – ha detto Angelo Orsenigo (PD) – che si dica che la Regione è vicina agli agricoltori e poi non riesce a ottenere dal Governo l’emanazione di decreti attuativi necessari per ottenere le risorse”.
Per Giacomo Zamperini (FDI) il Consiglio regionale deve far sentire la sua voce in un’ottica di collaborazione e con uno spirito costruttivo: “Il governo ha preso un’ottima iniziativa semplificando gli adempimenti in queste aree. Ora è tempo che questa innovazione venga attuata e faremo la nostra parte per favorirne l’accelerazione e trasformare la norma in un’opportunità concreta per le aziende agricole”.
Durante il dibattito sono intervenuti anche Giovanni Malanchini (Lega) e Christian Garavaglia (FDI).
L’Assessore all’Agricoltura Alesandro Beduschi, nel ribadire l’importanza della normativa che ha l’obiettivo di semplificare le procedure burocratiche, ha annunciato di aver avuto rassicurazioni dal Ministero che il decreto sia in dirittura d’arrivo.

Piano casa
L’Aula ha respinto a maggioranza la mozione sul “Piano casa” presentata da Carmela Rozza (PD) che impegnava la Giunta lombarda a intervenire durante l’iter parlamentare di conversione del decreto-legge 66/2026. L’obiettivo del testo era rafforzare il ruolo delle Regioni e dei Comuni nelle politiche abitative e garantire maggiori risorse per sostenere famiglie e inquilini in difficoltà.
Regioni e Comuni devono tornare a essere protagonisti delle politiche per la casa, perché sono gli enti che conoscono meglio i bisogni dei territori – ha spiegato Carmela Rozza –. Occorrono, inoltre, risorse adeguate a recuperare gli alloggi sfitti, sostenere le famiglie in difficoltà e preservare il patrimonio pubblico. Solo così sarà possibile garantire il diritto all’abitare e dare risposte concrete a una domanda abitativa sempre più ampia e diversificata“.

Rafforzamento delle politiche regionali per l’housing sociale e valorizzazione del Terzo settore nell’utilizzo delle risorse comunitarie
L’Aula ha respinto a maggioranza la mozione presentata da Massimo Vizzardi (Gruppo Misto) che intendeva introdurre strumenti per garantire i proprietari di immobili e facilitare l’incontro tra domanda e offerta abitativa, con particolare attenzione alle giovani famiglie.
L’emergenza abitativa non può essere affrontata esclusivamente attraverso la costruzione o la riqualificazione degli alloggi – ha sottolineato Massimo Vizzardi –. Occorre sviluppare modelli innovativi che mettano al centro le persone soprattutto i più giovani. Le risorse europee rappresentano un’opportunità importante per sostenere le giovani famiglie e offrire risposte concrete ai giovani che faticano a costruire un percorso di autonomia. Investire nelle politiche per la casa significa investire nella coesione delle nostre comunità e nel futuro della Lombardia”.