I trattamenti estetici dermatologici devono essere a tutti gli effetti parte integrante della medicina di genere e valorizzati anche come strumento di prevenzione. E’ quanto emerso dal Convegno “Segni e segnali: il codice della pelle”, organizzato dal Consiglio per le Pari opportunità e che si è tenuto questa mattina nella Sala Biagi di Palazzo Lombardia.
“Come Consiglio per le Pari opportunità rilanciamo il tema della medicina di genere – ha dichiarato la Presidente del CPO Luce Meola -. L’estetica sociale rappresenta un tema essenziale perché le patologie devono essere trattate in maniera diversa tra uomini e donne. Oggi abbiamo dato spazio al mondo delle estetiste, le prime che possono aiutare le donne a capire i segnali che il corpo, la pelle e le unghie in particolar modo, possono manifestare, evidenziando patologie da non sottovalutare. Per questo le operatrici del settore necessitano di una formazione adeguata su cui anche le istituzioni devono essere coinvolte”.
In un’aula gremita da operatori del settore, professionisti e formatori provenienti da tutta la regione, sono stati affrontati i temi della analisi del sintomo e dell’integrazione degli interventi con la parte sanitaria.
“Un tema molto importante – ha sottolineato Esther Lanfranchi, componente del CPO – che abbiamo affrontato anche con interventi di esperti sanitari. Il convegno ha un duplice scopo: da una parte, informare sia chi già lavora nel settore sia, soprattutto, chi intende formarsi; dall’altra, sensibilizzare le istituzioni sul grande ruolo dell’estetica sociale come strumento di prevenzione. Per questo lanciamo un appello perché sarebbe opportuno che la figura dell’estetista venisse inserita nel Piano socio sanitario regionale”.
Il desiderio di bellezza come aspetto del prendersi cura è stato al centro dell’intervento del professor Antonino Di Pietro, Direttore dell’Istituto Dermoclinico “Vita Cutis”, il quale partendo da uno studio dell’ISPLAD – International Society of Plastic-Regenerative and Oncologic Dermatology – ha sottolineato come negli ultimi dieci anni si sia registrato un aumento del 60% di richieste di cure dermatologiche per ringiovanire.
“Restare giovane equivale a essere sano, perché bellezza e salute coincidono – ha spiegato il professor Di Pietro -. Convegni come questo sono importanti perché mettono al primo posto la salute e la bellezza. L’estetista è da sempre il punto di riferimento più importante per le donne, iniziando dalla cura della qualità della pelle, come primo passo per la cura dalla propria salute personale”.
Macchie cutanee, smagliature, forma e colore delle unghie sono da considerare con particolare attenzione per una corretta valutazione non solo della bellezza, ma soprattutto delle condizioni di salute della persona. In particolare, l’intervento estetico per la correzione di imperfezioni cutanee è fondamentale, ma occorre partire da una corretta analisi dei segnali fisici, spesso campanelli d’allarme di importanti patologie metaboliche, come il diabete di tipo 2 o anche per problematiche oncologiche. Per questo, l’operatore deve rimandare a trattamenti sanitari specifici per analisi più dettagliate, anche per ottenere risultati efficaci dal trattamento.
Hanno partecipato al convegno anche gli studenti dell’istituto AFOL di San Donato Milanese (MI), del Centro di formazione professionale ESPAM e dell’Accademia UNASAS di Milano: presente anche la Consigliera regionale Paola Pollini (M5Stelle).
In Italia, le imprese di estetica sono oltre 42.600 (ultimi dati Infocamere disponibili 2023). Si tratta di realtà di dimensione ridotta (2,1 addetti per impresa) che nell’ultimo decennio, al netto della contrazione corrispondente al periodo della pandemia, hanno conosciuto uno sviluppo superiore rispetto a quello dell’intero sistema produttivo nazionale per crescita del numero di imprese.
Per quanto riguarda l’industria cosmetica italiana, l’ultimo Rapporto annuale del settore segnala che la produzione tocca i 16,5 miliardi di euro, con una crescita del 9,1% e un’incidenza sul PIL nazionale prossima al 2%; l’export rappresenta il 47,9% della produzione e cresce del 12%, con un valore complessivo di quasi 8 miliardi di euro. Infine, il mercato interno conferma la sua solidità nei consumi con un +6,9% che sfiora i 13,4 miliardi di euro.
Nella foto allegata l’intervento della Presidente CPO Meola e il tavolo dei relatori con Gisberto Caccia, Chimico farmaceutico, Direttore AFPelle ed Emozioni, Lanfranchi (CPO) e il professor Di Pietro