In Commissione Agricoltura la crisi del settore lattiero caseario lombardo

Il Presidente Massardi: “E’ necessario capire quali misure mettere in atto in un momento delicato per uno dei settori più strategici della Lombardia"

La situazione del settore lattiero caseario lombardo al centro della seduta odierna della Commissione Agricoltura presieduta da Floriano Massardi (Lega).
Dopo il repentino crollo del prezzo del latte alla stalla che crea una situazione di emergenza per il settore delle aziende zootecniche lombarde, sono state convocate d’urgenza le audizioni in Consiglio regionale, su richiesta di alcuni Consiglieri del Partito Democratico: Marco Carra, Matteo Piloni, Pietro Ponti e Miriam Cominelli.

“Il settore lattiero caseario lombardo sta attraversando una delle fasi più critiche degli ultimi anni – sottolinea il Presidente della Commissione Floriano Massardi -. Come Commissione siamo vicini a tutto il comparto in questo momento estremamente delicato e con le audizioni di oggi abbiamo voluto approfondire le cause di questa crisi e capire con gli attori coinvolti le misure di sostegno che potremmo intraprendere a livello regionale per il settore”

Per arginare la crisi, a fine 2025 al Ministero dell’Agricoltura era stata raggiunta un’intesa per il primo trimestre 2026 che prevedeva un prezzo medio del latte di 53 centesimi al litro. Il prezzo però è crollato a 23 centesimi al litro e si registra un continuo crollo delle quotazioni, che si accompagna però anche alla disdetta di contratti di conferimento e all’aumento dei costi di produzione con il conseguente rischio di chiusura per numerose stalle.

“La situazione è drammatica. L’accordo sul prezzo del latte siglato a dicembre è stato disatteso da molti acquirenti e la crisi sta mettendo in difficoltà i produttori” spiega il Consigliere Matteo Piloni (PD), tra i richiedenti l’audizione odierna. “Una dinamica che è riconducibile a una sovrapproduzione non governata e all’arrivo sul mercato italiano di grandi quantità di latte di origine estera. I prezzi attuali non coprono le spese di produzione. Sempre più stalle in Lombardia rischiano di chiudere”.

Una situazione confermata da tutti i soggetti intervenuti all’audizione che ha visto la presenza dei rappresentanti delle principali categorie di settore: Assolatte, Coldiretti Lombardia, Confagricoltura Lombardia, Cia Lombardia, Copagri Lombardia, Legacoop Lombardia, Confcooperative Lombardia, Slow Food. Tutti gli intervenuti hanno ribadito la forte preoccupazione del momento che scaturisce dalla concomitanza di numerosi fattori: un’eccedenza di produzione di latte che ha fatto registrare a gennaio un aumento di quasi il 2% rispetto allo scorso anno e che, a causa della domanda rimasta invariata, ha portato a un surplus di latte difficile da smaltire; il mercato è inoltre inondato da latte proveniente dall’estero (in particolare Francia e Germania) a prezzi inferiori, che ha invaso il mercato nazionale;  i costi di produzione rimangono comunque elevati, rendendo così difficile la copertura delle spese per molte aziende, soprattutto quelle più giovani, dove sono stati fatti molti investimenti che ora sono diventati difficilmente sostenibili.

Secondo il parere di tutti gli attori coinvolti in Commissione Agricoltura, per aiutare un comparto strategico per la Regione che produce una quota che varia tra il 40% e oltre il 45% del latte nazionale è necessario riaprire con urgenza un Tavolo ministeriale che ristabilisca regole chiare e che crei le basi per un patto di filiera.
Tra le proposte avanzate quella di individuare delle misure che fermino la speculazione in essere, tutelino maggiormente il “made in Italy” e la sua competitività all’estero, mettendo a punto un sistema di etichettatura dei prodotti che ne identifichi la qualità per fare ripartire le esportazioni. Altre azioni sarebbero auspicabili anche a livello europeo, dove è stata avanzata l’ipotesi di costituire un OCM, ovvero un’Organizzazione Comune di Mercato, che è uno strumento di carattere europeo in grado di indirizzare il prezzo e fare in modo che gli allevatori non vivano situazioni come quella attuale.
Utile, secondo il parere degli auditi, anche un piano di riordino di mercato a livello europeo che, attraverso un monitoraggio costante, possa controllare i livelli di produzione del latte e, nel caso di quotazioni in discesa rispetto ai costi di produzione, possa intervenire con delle misure compensative.

Nel corso del dibattito sono intervenuti anche i Consiglieri Paola Bulbarelli (FdI), Maira Cacucci (FdI), Marco Carra (PD), Barbara Mazzali (FI) e Alberto Mazzoleni (FdI).