In Commissione Attività produttive

In Commissione Attività produttive

Al centro dell’audizione il futuro industriale e occupazionale degli stabilimenti di Abbiategrasso e Cusago

 

Vice Presidente Scurati (Lega): “È un marchio storico da rilanciare, ma il tempo stringe e servono soluzioni concrete”

 

 

Milano, 5 novembre 2026 – “Oggi siamo tornati a parlate di un marchio storico del Made in Italy che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per la meccanica agricola e per il tessuto produttivo dell’Abbiatense. L’audizione ha confermato la volontà comune di tutte le parti di perseguire l’unitarietà dell’impresa, ma siamo in una fase estremamente delicata in cui il tempo non gioca a nostro favore. È fondamentale che la proprietà collabori con la massima determinazione di fronte a ipotetici investitori”.

Così la Vice Presidente della Commissione Attività Produttive, Silvia Scurati (Lega), ha introdotto i lavori dell’audizione sulla grave crisi del Gruppo BCS di Abbiategrasso e Cusago (MI), promossa da lei unitamente ai Consiglieri regionali del Partito Democratico Paola Bocci, Simone Negri, Paolo Romano e Roberta Vallacchi.

 

La seduta, convocata con urgenza dopo il fallimento dell’intesa dell’azienda con il Gruppo Fulchir e il recente stallo sulle procedure di salvaguardia, è stata presieduta dal Presidente della Commissione Marcello Ventura (FdI): “BCS rappresenta un patrimonio industriale e occupazionale che il territorio non può permettersi di perdere – ha sottolineato il Presidente Ventura –. La Commissione continuerà a seguire con attenzione ogni sviluppo della vertenza, favorendo il dialogo tra tutte le parti coinvolte e sostenendo ogni percorso utile a garantire il rilancio dell’azienda, la salvaguardia delle competenze e la tutela dei lavoratori”.

 

La storica realtà della meccanica agricola italiana BCS attraversa una grave crisi che mette a rischio oltre 400 lavoratori e il relativo indotto. La situazione economico-finanziaria del Gruppo era già stata affrontata nei mesi scorsi dalla Commissione e da diversi Tavoli presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

“C’è l’interessamento di un fondo di investimento italiano, che è anche il maggior creditore della società. Questa opportunità è attualmente al vaglio della proprietà, ma non pensiamo che vada in porto – hanno dichiarato i vertici del Gruppo BCS, presenti al Tavolo odierno –. Quanto allo stallo del processo di amministrazione straordinaria, sono stati completati i passi interni all’azienda per predisporre la domanda, anche se non è ancora stata presentata in considerazione delle interlocuzioni in corso. In assenza di alternative concrete, la tutela dei dipendenti rappresenta sempre per noi la priorità”.

 

Pronta la replica delle sigle sindacali presenti (Fiom Cgil Ticino Olona, Fim Cisl Milano e Rsu aziendali) che hanno espresso forte preoccupazione e delusione, anche alla luce del mancato perfezionamento della procedura di amministrazione straordinaria.

“Proviamo forte rabbia e profonda delusione per il comportamento della proprietà: è inaccettabile e irresponsabile che l’azienda continui a non comunicare con le parti sociali e che si debba apprendere solo oggi in Commissione dell’interessamento di un ipotetico fondo, o leggere gli aggiornamenti sui giornali. Non si può più perdere tempo né inseguire chimere che stanno solo impoverendo il gruppo: serve subito la messa in protezione attraverso l’amministrazione straordinaria per tutelare lavoratori, attività produttiva e fornitori. All’incontro di domani in Assolombarda non guardiamo con grande fiducia – proseguono i rappresentanti dei lavoratori –, ma con il forte sospetto che dietro le facciate, l’azienda stia solo temporeggiando. Chiediamo con forza un intervento deciso delle istituzioni per esercitare ogni pressione possibile su una proprietà che deve finalmente assumersi la propria responsabilità sociale, abdicando per il bene dei lavoratori e del territorio”.

 

A rimarcare la necessità di un intervento tempestivo è il Comune di Abbiategrasso che ha anche evidenziato il rischio di dispersione delle competenze: “Durante la fiera del lavoro organizzata lo scorso 21 ottobre in collaborazione con AFOL, si sono presentati molti dipendenti di BCS; diversi colloqui hanno avuto esito positivo e i profili sono stati segnalati alle aziende del territorio. Senza un’azione immediata, il rischio concreto è un progressivo e irreversibile impoverimento del patrimonio umano e produttivo dell’azienda”.

 

Per Simone Negri (PD), Paolo Romano (PD) e Paola Pizzighini (Movimento 5 Stelle) “è inaccettabile apprendere solo oggi, in una sede regionale, della trattativa con un fondo, senza alcuna trasparenza né coinvolgimento verso i sindacati e i lavoratori, che stanno dimostrando un attaccamento straordinario all’azienda. Se questa nuova opportunità esiste – sottolineano – deve avere tempi strettissimi e servono risposte chiare prima che lo stallo diventi irreversibile”.

 

A fine seduta, i funzionari regionali della Direzione Generale Sviluppo Economico e della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro hanno confermato la massima attenzione sulla vertenza, specificando che “è necessario andare verso l’amministrazione straordinaria. Dichiarato lo stato di insolvenza e prese le redini da parte di un commissario straordinario, si potrà avere un piano di cessione che ripulisca l’azienda dai debiti, offrendo una straordinaria occasione per nuovi investitori”.