In Commissione Attività Produttive audizioni sull’azienda Carcano Antonio

Nonostante la cessione della società a un’azienda cinese, ancora incerto il futuro dei lavoratori collocati nei tre impianti tra le province di Lecco e Sondrio

Al centro della seduta odierna della Commissione Attività Produttive presieduta dalla Vice Presidente Silvia Scurati (Lega), le sorti dei lavoratori della storica azienda metalmeccanica Antonio Carcano che dà lavoro a quasi 500 dipendenti (700 con l’indotto) fra le sedi di Mandello del Lario (LC), Andalo Valtellino (SO) e Delebio (SO).
Una delle realtà più rilevanti in Europa nel settore della produzione e trasformazione di laminati di alluminio per imballaggi destinati all’industria dolciaria, alimentare e farmaceutica che, a fine 2024, è entrata in crisi a causa di un devastante incendio che ha colpito la macchina di laminazione dello stabilimento di Delebio, evento che ha portato a un 2025 critico sotto il profilo economico e produttivo e alla cassa integrazione ordinaria in rotazione per i suoi dipendenti.
Lo scorso 23 gennaio, ai sensi della disciplina Golden Power, il Governo ha autorizzato la cessione di Carcano a una realtà di Hong Kong, Luminovo Aluminium Ltd, che entrerà nel capitale della Antonio Carcano SpA al 51,58% del capitale.

“L’audizione di oggi purtroppo non ha sgomberato le preoccupazioni in merito ai livelli occupazionali dell’azienda – commenta il Consigliere Gian Mario Fragomeli (PD), che ha richiesto la convocazione dei soggetti auditi -. La situazione sul piano societario si è sbloccata, ma c’è ancora nebbia fitta sul piano industriale e sul futuro dei lavoratori. Sarà necessario quindi continuare ad attenzionare l’evolversi della questione in attesa che si chiudano definitivamente le pratiche di acquisizione. In questo senso, oltre agli strumenti messi a disposizione da Regione Lombardia, la costituzione di un Tavolo nazionale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy come richiesto dai sindacati, può essere una forte leva per avere chiarimenti prima possibile dai nuovi azionisti sulle loro strategie future”.

 Preoccupazioni e dubbi condivisi da tutti i soggetti che sono intervenuti durante la Commissione.
Le rappresentanze sindacali di Fiom Cgil Lecco, di Fim Cisl Monza Brianza Lecco, di Fim Cisl Sondrio, di Fiom Cgil Sondrio e della Uilm Lario hanno spiegato che “dopo un 2025 difficile a causa dell’incendio, una parte dell’azienda sembrava aver ripreso a lavorare con una certa normalità, mentre l’area della lavorazione dell’alluminio è invece rimasta in cassa integrazione”. “Si auspicava una soluzione con l’inizio del nuovo anno – proseguono i sindacati –, ma questo non si è verificato e l’arrivo del nuovo acquirente cinese non ci dà nessuna garanzia sul futuro dei lavoratori dei tre impianti”.

I Sindaci dei tre Comuni coinvolti di Mandello del Lario, Andalo Valtellino e Delebio hanno ribadito “il legame profondo tra la Carcano e il territorio e il fatto che questa crisi abbia implicazioni che vanno oltre i confini aziendali, toccando un pezzo importante della storia industriale del territorio e coinvolgendo centinaia di famiglie”. Un parere condiviso anche dai rappresentanti della Provincia di Lecco e Sondrio presenti alla seduta.

Il 2025 è stato un anno sicuramente difficile che ha messo a dura prova la nostra azienda – ha replicato la proprietà -. La Carcano ha sempre mantenuto i suoi impegni con fornitori, banche e con i lavoratori e non smetteremo di farlo. L’obiettivo di quest’anno è stabilizzare e rafforzare l’equilibrio operativo e finanziario della società. È troppo prematuro parlare di piano industriale, prima bisogna attendere che si concluda l’iter di acquisizione e che si insedi il nuovo acquirente e questo non avverrà prima della fine del mese di marzo”.

Sul futuro dell’azienda metalmeccanica, sono intervenuti anche i Consiglieri Onorio Rosati (AVS), Gigliola Spelzini (Lega), Roberta Vallacchi (PD) e Giacomo Zamperini (FdI).

Carlo Bianchessi della Direzione Generale Sviluppo Economico di Regione Lombardia e il Sottosegretario Mauro Piazza hanno ribadito “la necessità di avere delle risposte sul piano industriale della nuova proprietà quanto prima e l’urgenza di aprire un Tavolo di confronto che coinvolga anche il territorio per addivenire a una soluzione che possa dare nuovamente futuro e nuova vita a una realtà come la Carcano che rappresenta un vero e proprio patrimonio per la Lombardia”.