In Commissione Bilancio presentata la proposta di risoluzione su politiche UE

Chiara Valcepina: “Le scelte dell’Unione europea devono tenere conto delle esigenze dei territori, tutelando la competitività delle imprese"

Presentata questa mattina in Commissione Bilancio la proposta di risoluzione sul “Programma di lavoro della Commissione europea – anno 2026 e le politiche dell’Unione europea di maggiore interesse per il tessuto socio-economico lombardo” che definisce le priorità e gli indirizzi di Regione Lombardia nella formazione delle politiche europee che incidono maggiormente sul tessuto socioeconomico lombardo.

Con questa proposta di risoluzione – ha sottolineato la Vice Presidente della Commissione Bilancio Chiara Valcepina, che ha presentato il provvedimento – il Consiglio ribadisce la volontà di essere protagonista nel confronto sulle politiche europee. È fondamentale che le scelte dell’Unione europea tengano conto delle esigenze dei territori, tutelando la competitività delle nostre imprese, il valore dell’agricoltura e il ruolo strategico delle Regioni nella politica di coesione e nello sviluppo sostenibile”.

Il documento si inserisce nell’ambito della Sessione europea annuale del Consiglio regionale e rappresenta uno strumento di indirizzo per orientare l’azione della Regione nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee.

La risoluzione richiama il ruolo delle Regioni nella partecipazione ai processi decisionali dell’Unione europea, sottolineando l’importanza di garantire un coinvolgimento diretto degli enti territoriali nella definizione delle politiche comunitarie e nella programmazione delle principali iniziative legislative. In questo quadro, il Consiglio regionale evidenzia la necessità di tutelare gli interessi del sistema produttivo lombardo, promuovere politiche europee in grado di sostenere competitività, innovazione e sviluppo sostenibile e assicurare un adeguato supporto ai territori e alle imprese.

Particolare attenzione viene dedicata alle prospettive della futura politica di coesione, rispetto alla quale la risoluzione ribadisce la centralità delle Regioni e delle autonomie locali nella programmazione e nell’attuazione degli interventi. Il documento richiama, inoltre, l’importanza di salvaguardare il ruolo della Politica agricola comune, riconosciuta come strumento strategico per la competitività del comparto agroalimentare, la sicurezza alimentare e la coesione territoriale.

In particolare, nella relazione Chiara Valcepina sottolinea le principali criticità. Innanzitutto, il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 riduce le risorse stanziate per la Politica di coesione (FESR e FSE) e per la Politica Agricola Comune (PAC).

I Fondi per la Coesione scendono dal 30% al 22%, quelli per la Pac dal 30% al 15%. Complessivamente dunque queste risorse, che hanno storicamente costituito i due pilastri dell’azione europea, assorbendo il 65% del bilancio, scendono a meno del 40%. Per Regione Lombardia si prospetta, rispetto agli 3,5 miliardi di euro del Piano Pluriennale 2021/2027, una perdita fino a un miliardo di euro, risorse indispensabile che non arriveranno ai nostri territori, alle nostre imprese, alle nostre comunità. Per questo la Risoluzione ne chiede con forza il ripristino secondo una percentuale almeno pari a quella attualmente prevista dal Piano 2021/2027.Più in generale, si sottolinea la necessità di un significativo incremento delle risorse destinate al bilancio 2028/2034. I circa 2.000 miliardi previsti in 7 anni rappresentano in percentuale l’1,26% del PIL dell’UE, che fra l’altro, considerando la quota destinata al rimborso dei prestiti per il Next Generation Eu, scende al 1,15%.

Si tratta di risorse irrisorie rispetto a quelle, incomparabilmente superiori, messe in campo dai nostri competitori sui mercati globali– sottolinea Valcepina. Il richiamo al ‘Rapporto Draghi’ sulla competitività europea diventa un puro esercizio retorico se poi l’entità degli investimenti previsti dal bilancio dell’UE risultano essere meno di un decimo degli 800 miliardi annui che il “Rapporto” ha indicato come necessari per colmare il divario di produttività, innovazione e sviluppo con i nostri maggiori competitori sui mercati internazionali. Centralizzare le risorse, svuotare il ruolo delle Regioni, ridurre i fondi per le politiche di coesione e per la Pac, non significa semplificare, né tantomeno riformare l’UE, significa smantellare il principio di sussidiarietà”.

Un altro aspetto critico riguarda l’architettura della nuova governance europea che rischia di non garantire alle regioni un ruolo centrale nella programmazione e definizione priorità strategiche dell’Unione europea.

I numeri sono impietosi. Abbiamo bisogno – conclude Chiara Valcepinadi riconoscere e valorizzare la capacità delle Regioni di indentificare i bisogni dei territori e di attuare politiche di sviluppo mirate ed efficaci. Di fronte alle sfide che attendono l’Unione europea nei prossimi anni, attraverso la risoluzione, che mi auguro che troverà un consenso bipartisan, intendiamo promuovere, nelle sedi istituzionali competenti, posizioni coerenti con le esigenze del territorio lombardo, rafforzando il dialogo con il Governo e con le istituzioni europee”.