Milano, 9 aprile 2026 – L’attivazione della procedura di licenziamento collettivo di una quarantina di lavoratori di Syneos Health Italy, che ha sede legale nel capoluogo milanese, è stata al centro dele audizioni in Commissione Attività Produttive, presieduta da Marcello Ventura (FdI).
All’incontro, richiesto da Luca Paladini (Patto Civico), erano presenti le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori della multinazionale farmaceutica statunitense, il responsabile delle Risorse Umane dell’azienda Enrico Tonelli e l’avvocato Federico Strada, oltre a Francesco Biglieri delegato dal Comune di Milano e Michele Sebastiano Barca per Regione Lombardia.
La procedura di licenziamento collettivo ha coinvolto 49 dipendenti su 319, tra donne e uomini. Durante la seduta, le organizzazioni sindacali hanno espresso forte preoccupazione per il processo di delocalizzazione che la multinazionale starebbe perseguendo e hanno ribadito di aver richiesto il ritiro della procedura per poter aprire un confronto serio e trasparente con l’azienda, per provare a individuare soluzioni alternative.
“Questi licenziamenti – hanno spiegato le organizzazioni sindacali – sono inaccettabili perché il gruppo risulta in espansione a livello internazionale e sta parallelamente avviando piani di assunzione. Ci è stato detto che si trattava di una scelta di razionalizzazione globale ma invece riguarda solo il perimetro occupazionale italiano. Dimostra la volontà di delocalizzare: c’è in ballo il futuro del lavoro, delle competenze e della qualità occupazionale nel nostro Paese”.
L’azienda ha spiegato che si tratta di un’operazione di ristrutturazione globale che riguarda il settore industriale e che è conseguenza di diversi modelli e logiche organizzative, introdotti dopo l’emergenza Covid.
“Parliamo – hanno spiegato Enrico Tonelli e l’avvocato Federico Strada – di un’operazione di controllo di costi per rendere più solida l’impresa e di un efficientamento per stare al passo con il mercato”.
I responsabili hanno infine ricordato di aver già recuperato 5 posizioni sulle 49 iniziali e che c’è la volontà di diminuire ulteriormente il numero dei lavoratori coinvolti, prevedendo la possibilità di studiare strumenti, come la “ricertificazione”, per facilitare il rientro nel mondo del lavoro dei lavoratori che saranno licenziati.