Il convegno promosso dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale ha messo al centro la presa in carico precoce e integrata dei pazienti non autosufficienti e affetti da patologie croniche
Presidente Baffi: “Dobbiamo rafforzare ulteriormente un’assistenza globale che contempli la complessità clinica, i bisogni assistenziali, piscologici e sociali dei pazienti e delle loro famiglie”
Milano, 12 marzo 2026 – Sviluppare una maggiore flessibilità attraverso una presa in carico precoce e integrata: è quanto merso dal convegno promosso dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale “Il valore delle cure palliative nel sistema sanitario regionale” che si è svolto oggi pomeriggio in Sala Biagi a Palazzo Lombardia.
“Le cure palliative – ha sottolineato la Presidente della Commissione Sanità Patrizia Baffi (Fratelli d’Italia) – rappresentano un ambito delicato e qualificante del nostro sistema sanitario, perchè riguardano la dignità della persona nella fase più fragile della vita. Il nostro obiettivo è garantire a ogni paziente un’assistenza adeguata, competente e umana. Regione Lombardia ha costruito, negli anni, una rete articolata e strutturata che coinvolge ospedali, hospice, assistenza domiciliare e volontariato, rafforzando l’offerta di cure e avvicinando i servizi ai bisogni concreti dei pazienti e delle loro famiglie. Come Presidente della Commissione Sanità, ho voluto questo momento di incontro e confronto tracciare un bilancio del percorso compiuto dalla legge 38/2010 ad oggi e per condividere strategie utili a rafforzare un’assistenza globale che contempli la complessità clinica, i bisogni assistenziali, psicologici e sociali di chi è coinvolto in un percorso di cure palliative, monitorando la qualità e l’adeguatezza di tutte le reti e delineando prospettive future in cui cura multidisciplinare e presenza siano un diritto garantito ai pazienti e alle loro famiglie”.
Partendo dai motori del cambiamento, la formazione dei professionisti, l’evoluzione dei modelli organizzativi e il valore del volontariato, il convegno ha messo al centro lo sviluppo della Rete delle Cure Palliative attraverso una presa in carico precoce e integrata dei pazienti non autosufficienti e affetti da patologie ad andamento cronico a domicilio, presso le strutture ospedaliere, gli ambulatori o i servizi residenziali.
La Lombardia dispone oggi di una delle reti di cure palliative più sviluppate del Paese: 74 hospice con 840 posti letto (6 dedicati alle cure palliative pediatriche), circa un quinto dell’offerta nazionale, e una rete sempre più articolata di assistenza domiciliare palliativa con 120 Unità di Cure Palliative Domiciliari (UCP-Dom). Complessivamente ogni anno quasi 40 mila pazienti vengono presi in carico dalla rete regionale. In Lombardia circa il 40–45% dei pazienti in cure palliative viene assistito a domicilio, un dato che rafforza il modello territoriale.
Dal 2019 al 2025 gli investimenti di Regione Lombardia sulla rete delle cure palliative sono aumentati del 53%: da 102 milioni di euro nel 2019 a 158 milioni di euro nel 2025.
Nella nostra Regione ci sono quattro scuole di specializzazione in medicina delle cure palliative all’Università degli Studi di Milano, all’Università degli Studi di Brescia, all’Università degli Studi di Pavia e all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
L’Assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso, che ha annunciato che sarà realizzata una struttura dedicata alle cure palliative pediatriche presso ASST degli Spedali Civili di Brescia, ha posto l’attenzione sull’importanza delle cure palliative che “accompagnano le persone nei momenti più delicati e finali della vita, garantendo assistenza, tutela, conforto e supporto a chi ha bisogno di un aiuto concreto. Per noi la parola d’ordine resta sempre la speranza e dare speranza significa garantire una cura e una presa in carico adeguata anche in questi casi. La rete di cure palliative costruita in Regione Lombardia rappresenta un modello per tutto il Paese: disponiamo di oltre 24 strutture complesse dedicate, numerosi centri di ricovero, quattro scuole di specializzazione e un’attività di assistenza domiciliare che supera gli standard indicati dalle principali strutture nazionali e internazionali, proprio per rispondere in modo completo ai bisogni delle persone. Partiamo da una base di eccellenza, con servizi e professionalità di altissimo livello, ma crediamo che sia una realtà che deve continuare a crescere e migliorarsi, in particolare puntiamo a sviluppare l’ambito le cure palliative pediatriche”.
Maria Rozza (PD), Consigliere Segretario della Commissione Sanità, ha sottolineato l’importanza del ruolo del personale sanitario che, oltre a somministrare le terapie necessarie, “deve prendersi carico del dolore e della sofferenza di chi si trova in un percorso verso la fine della propria vita. Si tratta di un compito che deve prevedere anche il coinvolgimento della famiglia e, per questo, è molto impegnativo sul piano emotivo”.
Nel suo intervento di apertura dei lavori il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani ha ricordato come i cambiamenti demografici ed epidemiologici rendano le cure palliative sempre più centrali nel sistema sociosanitario: in Lombardia oltre il 23% della popolazione ha più di 65 anni e cresce il numero di persone che convivono per molti anni con patologie croniche e degenerative.
“In un contesto caratterizzato da invecchiamento della popolazione e aumento delle patologie croniche e degenerative, dobbiamo intervenire prima, quando emergono bisogni complessi legati alla gestione dei sintomi, al supporto psicologico e alla pianificazione delle cure e rafforzare il coordinamento tra ospedale e territorio – ha sottolineato il Presidente Romani -. E’ esattamente questa la direzione nella quale anche il sistema sociosanitario lombardo ? chiamato a continuare a investire. Perchè il tema delle cure palliative non riguarda soltanto l’organizzazione dei servizi sanitari. Riguarda il modo in cui una comunità e le sue istituzioni scelgono di prendersi cura delle persone nei momenti di maggiore fragilità”.
Dopo l’introduzione della Presidente Baffi, del Presidente Romani e dell’Assessore Bertolaso, sono intervenuti il Presidente Nazionale FCP (Federazione Cure Palliative) Tania Piccione, il Presidente Nazionale SICP (Società Italiana di Cure Palliative) Gianpaolo Fortini e il Presidente UNEBA (Unione Nazionale Enti e Istituzioni di Assistenza Sociale) Lombardia Luca Degani.
Luca Moroni, coordinatore regionale della Federazione Cure Palliative e di UNEBA Lombardia, ha evidenziato che “la Lombardia ha compiuto passi significativi nello sviluppo della rete delle cure palliative, ma la sfida dei prossimi anni sarà quella di raggiungere una copertura sempre più ampia dei bisogni, migliorando l’integrazione tra assistenza domiciliare, hospice e servizi territoriali“.
Il convegno si è sviluppato in sei panel: “Cure Palliative Lombarde: traguardi e criticità del sistema” a cura di Massimo Pizzuto (Coordinatore Regionale SICP); “Obiettivo 100%: evolvere il modello per rispondere ai nuovi bisogni” a cura di Luca Moroni (Coordinatore Regionale FCP); “Risorse Professionali e Formazione: costruire le competenze per il futuro delle cure palliative” a cura di Furio Zucco (Presidente Associazione “Presenza Amica” e Direttore della Rivista Italiana Cure Palliative); ”Analisi delle Unità d’Offerta Lombarde: Hospice e UCP-DOM” a cura di Antonio Sebastiano (Direttore Osservatorio Cure Palliative della LIUC Business School); “La risposta ai bisogni di cure palliative nei bambini” a cura di Giada Lonati (Direttrice Sociosanitaria Vidas); “Il valore della presenza. Esperienza di volontariato in cure palliative” a cura di Roberto Franchi (Presidente Associazione “Il Samaritano”).
Le conclusioni sono state affidate al Direttore Generale Welfare di Regione Lombardia Mario Melazzini.
Presenti i Consiglieri regionali Carlo Borghetti (PD), Davide Casati (PD), Nicolas Gallizzi (Noi Moderati), Giuseppe Licata (Forza Italia) e Jonathan Lobati (Forza Italia).