“#nessunafase”:

a Palazzo Pirelli le immagini dalle terapie intensive del lockdown di Fabio Oriani

In mostra i mesi del Covid vissuti negli ospedali dove il tempo non aveva calendari, ma soltanto turni, gesti ripetuti, fatica e concentrazione

 

 

Milano, 3 marzo 2026 – Sono foto scattate nelle terapie intensive del capoluogo lombardo durante la pandemia, quelle esposte a Palazzo Pirelli nella mostra inaugurata oggi,  “#nessunafase” di Fabio Oriani. Si tratta di un lavoro nato dalla permanenza dell’autore a contatto diretto con le unità Covid all’interno di due strutture ospedaliere della Asst Santi Paolo e Carlo di Milano. Un viaggio tra i medici che hanno combattuto senza sosta tra le terapie intensive, i volti dei pazienti e del personale sanitario impegnato nei primi mesi della lotta contro il covid-19.

La mostra – ha spiegato il fotografo Fabio Orianimette al centro una memoria che Milano porta ancora addosso: i mesi del Covid vissuti dove il tempo non aveva calendari né step, ma soltanto turni, gesti ripetuti, fatica e concentrazione. Il nome stesso deriva dalla consapevolezza che il personale sanitario non ha avuto e non ha “fasi” in uscita dalla pandemia. Non perché mancassero i cambiamenti, ma perché la traiettoria quotidiana dei sanitari non conosceva interruzioni nette. Era un cerchio che si riavviava ogni volta, con lo stesso carico di responsabilità e lo stesso bisogno di lucidità. Mentre fuori ci furono assegnate vere e proprie “fasi” veri e propri step da seguire, i sanitari vissero quelle ore e quei mesi in un continuo e incessante cerchio scandito dalle medesime gesta. Mattine, pomeriggi e notti, senza nessuna fase”.

Il progetto fu terminato nel mese di maggio 2020 con la consegna del materiale ai primari e con il desiderio di consegnarlo alla collettività documentando dall’interno ciò che fuori poteva essere solo immaginato o raccontato per frammenti. In quei reparti, mentre la città viveva per “fasi” (regole, aperture, restrizioni) il lavoro sanitario seguiva un’altra metrica: una continuità senza tregua, fatta di procedure identiche ripetute giorno e notte, con l’urgenza sempre uguale e la pressione sempre alta.

 

Mi è molto difficile parlare di questo periodo storico perché per me è stata l’esperienza emotivamente più drammatica della mia vita, affrontare quelle settimane è davvero molto faticoso anche a distanza di sei anni. Sono della Val Seriana, l’epicentro di questa drammatica vicenda, e il ricordo di quei giorni ha riportato alla mente il pensiero di tutte quelle persone che mi hanno chiesto aiuto, chi per un letto d’ospedale chi per una bombola d’ossigeno, e che poi non ho più visto perché ho saputo essere decedute nell’arco di pochi giorni. Penso sia giusto raccontare un evento così traumatico per mantenere viva la memoria di quello che è stato e dell’impegno delle persone che hanno lavorato mettendosi al servizio di tutti” ha dichiarato il Consigliere Segretario Jacopo Scandella.

 

Durante l’inaugurazione Pietro Bussolati (PD) ha spiegato che “la mostra rappresenta lo sforzo di chi è stato definito eroe. Quando la Regione Lombardia si è dovuta chiudere, medici, infermieri e personale sanitario hanno continuato a lavorare e a salvare molte vite. Ricordarlo con questa mostra, in un’epoca in cui la nostra memoria selettiva ci porta a rimuovere il periodo Covid, è importante perché ci risbatte in faccia quello che è stato e ci ricorda quanto è importante la medicina territoriale”.

 

È una mostra che richiama il passato ma che deve essere vissuta nel presente, si tratta di un periodo che ci siamo lasciati alle spalle, un’esperienza tanto tragica che abbiamo vissuto ma che ci ricorda che ci sono persone che hanno perso la vita, persone che hanno lavorato per aiutare chi non stava bene e che si sono date da fare tanto in quel periodo molto complesso” ha precisato Angelo Orsenigo (PD).

 

Le fotografie di Fabio Oriani ci riportano indietro nel tempo. Nella fase più drammatica della nostra storia recente, quella dell’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia di Covid-19. La Lombardia è stata il centro di uno tsunami che ha travolto il mondo. In quello scenario drammatico sono emerse le energie, la determinazione, il coraggio, la professionalità e il cuore delle donne e degli uomini della sanità lombarda. Queste immagini sono, innanzitutto, un documento storico che racconta direttamente dal ‘fronte’ la battaglia che si stava combattendo nei reparti di terapia intensiva degli ospedali lombardi. Ma sono, soprattutto, un presidio di memoria per ricordare chi non ce l’ha fatta e ringraziare i nostri medici e in nostri infermieri” ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani a margine dell’inaugurazione.

 

La mostra potrà essere visitata fino a venerdì 13 marzo nei seguenti orari: da lunedì a giovedì dalle 9 alle 18 e venerdì dalle 9 alle 13. Ingresso libero.

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Fabio Oriani è un fotografo professionista che si è misurato in generi diversi, dalla fotografia sportiva al ritratto, dalla street photography al reportage, con una spiccata propensione per le storie delle persone raccontate con approccio empatico e umanistico. L’artista si forma presso la scuola grafica Ricardo Bauer di Milano. A metà degli anni ’80 lavora come stampatore e successivamente muove i primi passi da fotografo free lanceTra le sue specialità lo sport innanzitutto: Hockey, Basket e Football Americano. Ad oggi ha all’attivo diversi servizi in collaborazione con varie realtà dello sport, dell’industria e dello spettacolo.