Question time: tra gli argomenti sanità, commercio e crisi Electrolux 

La sintesi delle interrogazioni e delle interpellanze discusse e affrontate in Aula consiliare nella seduta del 9 giugno  

Nella seduta odierna il Consiglio regionale della Lombardia, presieduto da Federico Romani, ha svolto il question time. Di seguito una sintesi del dibattito.

Criticità nell’erogazione dell’assistenza sanitaria ai cittadini stranieri temporaneamente presenti e senza dimora

Quali iniziative Regione Lombardia intende assumere per garantire la continuità dei servizi forniti dall’ambulatorio medico gestito dall’Associazione “Sanità di Frontiera Varese” ai pazienti STP (Straniero Temporaneamente Presente) e ai senza dimora? Come la Giunta regionale pensa di assicurare la fornitura stabile dei ricettari regionali per evitare l’interruzione di servizi essenziali di tutela della salute pubblica, con particolare riferimento alle fasce più vulnerabili, ed evitare il rischio di un sovraffollamento delle strutture di emergenza-urgenza del territorio? Queste sono le richieste del question time illustrato da Lisa Noja (Italia Viva) in cui si fa riferimento al diritto dei cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, ad accedere a cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali e continuative, per malattia e infortunio così come previsto dal Testo Unico sull’Immigrazione.

L’Ambulatorio “Sanità di Frontiera” (SDF) di Varese, presidio fondamentale di medicina di base nel territorio varesino, opera dal marzo 2009 per garantire assistenza sanitaria gratuita a persone in condizioni di grave marginalità, inclusi cittadini extracomunitari non in regola con il permesso di soggiorno e persone senza dimora. La popolazione assistita è composta prevalentemente da donne (circa 60%) e vede una significativa presenza di soggetti vulnerabili, inclusi minori non accompagnati e utenti ultraottantenni. L’attività è svolta esclusivamente da personale volontario (medici, infermieri, psicologi e volontari all’accoglienza ed all’accompagnamento). Nel solo 2025 sono state effettuate 492 visite per un totale di 169 utenti (di cui 101 nuovi accessi) e sono state diagnosticate 273 patologie, con una prevalenza di problematiche legate alla ginecologia (14,3%), all’ortopedia (12,1%) e alle malattie cardiovascolari (8,8%). Sono state gestite 163 richieste di codice STP, erogate 141 prescrizioni farmaceutiche e richieste 84 visite specialistiche e 71 esami strumentali” ha spiegato Lisa Noja.

Regione Lombardia è a conoscenza di queste criticità. Si tratta di un problema di utilizzo del ricettario riservato ai medici dipendenti e non ai volontari. Non è in discussione il servizio di assistenza sanitaria alle persone, ricordo che le Case di Comunità prestano assistenza anche ai cittadini stranieri senza permesso di soggiorno. Nel frattempo, Ats Insubria e ASST Sette Laghi stanno verificando una situazione giuridica idonea a risolvere questo stallo, al fine di garantire la continuità assistenziale” ha risposto l’Assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.
“Mi auguro che venga trovata una soluzione strutturale, un percorso applicabile in tutti i territori in modo da dare uniformità territoriale ed evitare che ogni Ats operi in autonomia nello svolgimento di questo servizio” ha precisato Lisa Noja.

 

Richiesta di rinvio a giudizio per 13 ex-operatori sanitari dell’Istituto “Villa Santa Maria” di Tavernerio (CO)

Chiara Valcepina (FdI) ha presentato un question time relativo all’Istituto “Villa Santa Maria” (Società Cooperativa Sociale accreditata presso la Regione Lombardia). L’istanza fa seguito alle indagini della Procura e dei NAS su presunti episodi di maltrattamenti ai danni di minori ricoverati nella struttura tra il 2018 e il 2021. A fronte dell’avviso di conclusione delle indagini, l’interrogazione mira a conoscere quali provvedimenti Regione Lombardia intende adottare nei confronti della struttura, anche in merito al mantenimento del suo accreditamento, e se ha intenzione di costituirsi parte civile nel relativo procedimento penale. A conclusione delle indagini preliminari la Procura della Repubblica di Como ha chiesto il rinvio a giudizio, per il reato di “maltrattamenti aggravati” di 13 ex-operatori sanitari di “Villa Santa Maria”.

In una precedente interrogazione l’Assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso aveva segnalato che dalle attività di ispezione e verifica realizzate nei mesi di marzo e luglio da parte della Commissione di Vigilanza dell’ATS Insubria non erano emerse situazioni di criticità e la struttura è risultata conforme agli “indicatori di appropriatezza” stabiliti da Regione Lombardia.

Nel rispondere al question time di oggi l’Assessore Bertolaso ha precisato che “l’avviso della conclusione delle indagini è giunto solo attraverso i canali informativi ma non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale a conferma di questa notizia. Quando Regione Lombardia avrà la possibilità di esaminare gli atti ufficiali e in caso dovessero emergere ulteriori gravi comportamenti, adotteremo opportuni provvedimenti e valuteremo la possibilità di costituirci parte civile. In merito ai criteri di accreditamento, la legge regionale in vigore interviene su carenze relative al mantenimento dei requisiti strutturali, tecnologici organizzativi o gestionali. A seguito dei sopralluoghi effettuati da ATS Insubria non risultano elementi idonei a comprovare il mancato mantenimento di questi requisiti” ha concluso l’Assessore.

 

Iscrizione al SSR dei dipendenti delle istituzioni europee residenti in Lombardia

Nel question time a firma di Emanuele Monti (Lega) si interroga la Giunta regionale per sapere se intende confermare il diritto all’iscrizione obbligatoria al SSR per tutti i dipendenti delle istituzioni europee residenti in Lombardia, garantire la continuità assistenziale e assicurare il mantenimento della tessera sanitaria, per chi già la possiede, e il rilascio immediato per i nuovi richiedenti tramite le ATS.

Nel documento si chiede anche se c’è la volontà di superare la nota ministeriale del 2019 chiarendo che non è più applicabile alla luce delle recenti sentenze e per evitare costosi contenziosi legali. La nota del Ministero della Salute ha limitato le iscrizioni basandosi sull’errata equivalenza tra il regime UE “JSIS” il sistema di copertura sanitaria dedicato ai dipendenti dell’Unione Europea, e il Sistema Sanitario Nazionale.

Secondo l’Assessore al Welfare Guido Bertolaso la competenza è in capo al Ministero della Salute che ha invitato le istituzioni a mantenere lo status quo. Il tema è oggetto di interlocuzioni istituzionali tra il Ministero della Salute e la Commissione Europea. Regione Lombardia non ritiene possibile assumere iniziative autonome o introdurre soluzioni transitorie senza indicazioni statali chiare e definitive”. 

Liste d’attesa e attuazione del CUP unico regionale

Chiarire, alla luce delle persistenti criticità tecniche e organizzative e delle modifiche al cronoprogramma, il reale stato di avanzamento del progetto del CUP unico regionale. Questa la richiesta avanzata dal Consigliere Samuele Astuti (PD) che ha chiesto, inoltre, all’Assessore di spiegare le motivazioni alla base delle interlocuzioni o collaborazioni avviate con Poste Italiane S.p.A.

Il documento presentato dall’esponente del PD ha riportato quanto emerso dagli organi di stampa e dalle stime di settore secondo cui “entro il mese di dicembre il sistema sanitario lombardo è chiamato a recuperare un volume complessivo di circa 3,5 milioni di visite ed esami diagnostici – di cui circa 1,5 milioni nella sola area metropolitana milanese – ripartiti tra circa 2,1 milioni di prestazioni da erogarsi presso le strutture pubbliche e 1,4 milioni presso il privato accreditato. Si registrano volumi di eccezionale rilevanza con riferimento ad alcune prime visite specialistiche quali, a titolo esemplificativo, 74.786 prestazioni dermatologiche, 65.286 oculistiche e 66.156 ginecologiche”.

Nella sua risposta Guido Bertolaso, Assessore al Welfare, ha ricordato quanto già esposto durante il Consiglio straordinario della settimana scorsa, confermando che “entro la fine dell’anno è previsto il completamento delle attività delle strutture pubbliche e la piena disponibilità del CUP unico regionale”.

Nel dettaglio, l’Assessore ha illustrato le prossime scadenze, a partire dal passaggio, nei giorni scorsi, al CUP unico dell’ASST Sette Laghi. “Nel corso del mese corrente sono previste l’apertura del CUP di Mantova ed è iniziato il trasferimento delle procedure per il Grande Ospedale Niguarda. A fine mese è previsto il lancio della ASST Rhodense, mentre è attesa per il mese di luglio l’avvio del servizio nelle ASST dei Santi Paolo e Carlo e della ASST Lariana, mentre seguiranno a settembre a ASST Ovest Milanese e della Nord Milano. Verso ottobre partiranno tutte le altre strutture, tra cui Melegnano, Papa Giovanni, Besta, Pini, Istituto Tumori e San Gerardo di Monza”.

Per quanto riguarda le strutture private convenzionate l’Assessore Bertolaso ha confermato che, per quanto riguarda il gruppo Humanitas “a luglio verranno anticipate le strutture del gruppo Pio X e dell’Humanitas Medical Care di Milano e Domodossola. A novembre è stato riprogrammato l’avvio dell’istituto di Rozzano”. Per le altre strutture private, Bertolaso ha confermato che il Centro Diagnostico Italiano (CDI) ha di fatto avviato le attività lo scorso mese di maggio. mentre sono già attivi Tavoli tecnici con tutti gli altri principali gruppi privati, tra cui San Donato, Don Gnocchi, MultiMedica, l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), il Monzino, l’Auxologico e la Maugeri.

Per quanto riguarda il coinvolgimento di Poste italiane, l’Assessore ha spiegato che l’operatore “non ha sostituito il CUP regionale, ma è stata coinvolta per realizzare una torre di controllo per monitorare le liste d’attesa. La convenzione ha l’obiettivo di usare gli uffici postali come canale fisico aggiuntivo per le prenotazioni, facilitando così l’accesso ai cittadini meno digitalizzati. Inoltre, Regione Lombardia è l’unica Regione in Italia che sta cercando di applicare la legge sulle liste d’attesa, prevedendo un CUP unico sia per il pubblico che per il privato”.

 

Ampliamento dell’ospedale Sant’Anna di Como e futuro dell’ex ospedale di via Napoleona

Il Consigliere Angelo Orsenigo (PD) ha chiesto all’Assessore al Welfare di confermare il progetto di ampliamento dell’ospedale Sant’Anna di Como, tramite il cosiddetto “quinto dito” (progetto destinato ad ampliare reparti e ambulatori del presidio ospedaliero di San Fermo della Battaglia, intervento ritenuto necessario in considerazione del fatto che l’ospedale presenta da anni una capacità ricettiva e una dotazione di posti letto non più adeguate rispetto all’evoluzione dei bisogni assistenziali del territorio comasco). Per il progetto risultano, infatti, programmati 100 milioni di euro nel Piano regionale degli investimenti sanitari 2025-2031 ma nulla si sa circa le tempistiche previste. Il question time ha riguardato, inoltre, l’opportunità di convocare il tavolo richiesto da ASST Lariana per valutare l’adeguatezza dell’Accordo di Programma del 2003 (e successive integrazioni) rispetto alle esigenze attuali del territorio, precisando con quali obiettivi si intenda eventualmente procedere.

L’Assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha illustrato la programmazione degli interventi infrastrutturali e sanitari per i prossimi anni, richiamando le decisioni assunte e tracciando le prossime fasi operative sulla base della delibera numero 4939 dello scorso agosto 2025, che definisce gli indirizzi per il dimensionamento del presidio. “Allo stato attuale, il progetto del cosiddetto “quinto dito” non ha ancora ricevuto una decisione definitiva, configurandosi al momento come un’ipotesi programmatica. Nel breve termine – ha dichiarato Bertolaso – si prevede la riattivazione degli organismi di governance previsti dall’Accordo di programma, tra cui la Segreteria tecnica e il Collegio di vigilanza. Una volta ottenuti gli esiti delle verifiche sul fabbisogno sanitario, sull’assetto organizzativo e sulle risorse finanziarie, si procederà con la definizione del quadro di coordinamento. Questo definirà sia il potenziamento del presidio di San Fermo della Battaglia, sia la riqualificazione dell’area dell’ex ospedale di Como, fornendo una programmazione coerente, un utilizzo razionale delle risorse e valorizzando in patrimonio immobiliare esistente”.

 

Servizi sanitari durante il periodo estivo

Il Consigliere Nicola Di Marco (M5Stelle) ha rivolto un question time all’Assessore al Welfare per conoscere la situazione circa il numero e la tipologia di reparti, le unità operative e i servizi sanitari interessati per il periodo estivo 2026 da accorpamenti, riduzioni o sospensioni per carenza di personale.

Guido Bertolaso ha chiarito che la rimodulazione estiva delle attività sanitarie “è una programmazione ordinaria e non una misura emergenziale”. Ha spiegato che le aziende predispongono annualmente i piani ferie per garantire la continuità assistenziale, assicurando i livelli di assistenza e permettendo al personale di fruire dei congedi previsti dal contratto. Ha poi precisato che “non tutte le rimodulazioni dei posti letto derivano dalla carenza di personale”, pur non nascondendo le reali difficoltà nel reperire nuove figure, come dimostrato da un recente bando per infermieri andato parzialmente deserto. Bertolaso ha, inoltre, esposto i dati della prima analisi dei piani pervenuti dalle strutture: le rimodulazioni programmate hanno interessato 59 unità operative. A fronte di 6.000 posti letto attivi, la riduzione ha riguardato circa 400 posti, ossia meno del 7% della dotazione totale. Infine, ha rassicurato che gli interventi non hanno previsto la soppressione di servizi o l’interruzione dei percorsi assistenziali, mantenendo sempre garantite tutte le attività prioritarie, oncologiche, i trapianti, i percorsi nascita e la chirurgia d’urgenza.

 

Frequenza centri ricreativi estivi per bambini e ragazzi con necessità di sostegno intensivo elevato e molto elevato

Quali sono i tempi previsti per adottare il nuovo Programma Operativo Regionale (ora che lo Stato ha sbloccato il Decreto) e quali sono i piani per sostenere i Comuni per garantire da subito un numero sufficiente di educatori specializzati per l’estate? Questo è il contenuto del question time a firma di Davide Casati (PD) rivolto alla Giunta.

Il grave ritardo del Governo nell’approvazione del Piano Nazionale Non Autosufficienza 2025-2027 ha costretto la Regione Lombardia a bloccare le nuove domande per le misure di disabilità grave e gravissima (B1 e B2), mettendo a rischio l’imminente avvio dei centri estivi di metà giugno per i minori con disabilità. Senza una tempestiva disponibilità di risorse, i Comuni e gli Ambiti territoriali non possono assumere gli educatori specializzati necessari, limitando di fatto le ore di assistenza e i posti disponibili, con gravi ripercussioni sul diritto all’inclusione dei ragazzi e sul supporto alle loro famiglie” ha segnalato Davide Casati.

“Il Decreto sul Piano Nazionale Non Autosufficienza è stato registrato dalla Corte dei Conti lo scorso 27 maggio ed è ora in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’iter appena raggiunto consente di avviare gli adempimenti regionali senza attendere ulteriormente. La volontà è quella di procedere con massima tempestività all’approvazione del programma triennale regionale. In questi giorni è in corso il confronto conclusivo con le associazioni delle persone con disabilità, passaggio doveroso affinché la programmazione sia il risultato non solo di un percorso amministrativo ma anche di un reale coinvolgimento dei soggetti rappresentativi” ha sottolineato il Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio regionale Mauro Piazza.

 

Stato del commercio di vicinato in Lombardia e iniziative a sostegno dei territori, con particolare riferimento alla provincia di Mantova

Paola Bulbarelli (FdI) ha rivolto alla Giunta un question time per conoscere il quadro aggiornato del commercio di vicinato in Lombardia, con particolare riferimento alla provincia di Mantova e quali iniziative si possono adottare per contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale e sostenere il commercio di prossimità, in particolare nei centri storici e nei piccoli comuni.

Secondo i dati dell’Osservatorio Nomisma, tra il 2015 e il 2025, l’Italia ha perso oltre 86.000 negozi di vicinato, con la Lombardia che registra una flessione di circa 13.000 unità, colpendo duramente province come Mantova (-19,9%) e Brescia (-13,7%). Le cause principali risiedono nell’aumento dei costi fissi, nell’e-commerce e nel cambiamento delle abitudini d’acquisto. Il fenomeno, che evidenzia una crescente desertificazione a danno di piccoli comuni e centri storici, richiede il potenziamento dei Distretti del commercio e di politiche integrate per il sostegno alla prossimità” ha commentato Paola Bulbarelli.

“Il miglioramento del commercio rappresenta un obiettivo strategico di Regione Lombardia in quanto l’attività imprenditoriale è capace di generare economia e si rivela anche un fattore di valorizzazione di risorse territoriali, di coesione dal punto di vista sociale, di servizio e presidio della qualità urbana, elemento essenziale per l’attrattività dei centri urbani e delle piccole comunità. Sono diversi gli strumenti messi in campo dalla Regione per sostenere il commercio, anche a livello finanziario. Tra i diversi interventi sottolineo i bandi regionali, il sostegno alle attività storiche e il bando nuova impresa per aiutare sin da subito chi intende aprire una nuova attività. Proseguiremo nel sostegno delle piccole attività nella consapevolezza che il supporto diretto alle imprese riguarda anche l’attrattività dei luoghi in cui sono insediate e consentono l’afflusso di nuove persone, di nuovi consumatori” ha precisato l’Assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi

 

Iniziative a salvaguardia della realtà produttiva Electrolux di Solaro (MI)

Quali azioni urgenti propone Regione Lombardia da avviare immediatamente per esercitare la necessaria pressione politica sulla dirigenza di Electrolux, salvaguardare i 217 posti di lavoro a Solaro (MI) e tutelare l’indotto produttivo del territorio, in vista del tavolo convocato il 15 giugno 2026 presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Questo è il contenuto del question time a firma di Michela Palestra (Patto Civico) a seguito dell’annuncio di Electrolux, azienda svedese produttrice di elettrodomestici con numerose realtà produttive in Italia, di un piano industriale che, a fronte di un ipotetico e limitato rilancio della produzione, prevede il licenziamento di 1.700 lavoratori su circa 4.500 totali (il 40% della forza lavoro nazionale) e la chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi (AN).

“Come denunciato dalle rappresentanze sindacali, l’entità dei tagli non sembra rispondere a una reale necessità di riorganizzazione aziendale e pare delineare una precisa strategia di progressiva dismissione e delocalizzazione delle attività. Il Gruppo Electrolux ha beneficiato negli ultimi anni di ingenti risorse pubbliche, tra cui oltre 12 milioni di euro per ricerca e sviluppo, 131 milioni in agevolazioni per i poli produttivi e un finanziamento BEI di 200 milioni di euro nel 2024” ha precisato Michela Palestra.

“Regione Lombardia ha già espresso la netta contrarietà al piano presentato da Electrolux, un piano di tagli più che industriale. Siamo in attesa di avere riscontri da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo l’incontro con i vertici dell’azienda. Abbiamo bisogno di chiarezza in quanto la situazione lombarda differisce notevolmente da quella nazionale: a Solaro la produzione è aumentata negli ultimi mesi passando da 680mila unità produttive (lavastoviglie) a 690 mila unità. Auspichiamo che dal tavolo di confronto emergano gli elementi di chiarezza che abbiamo chiesto, solo in seguito Regione Lombardia potrà affermare la propria posizione” ha precisato l’Assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi

 

Dotazioni tecnologiche innovative per gli Istituti Tecnici Agrari e Professionali a indirizzo agrario

I Consiglieri del gruppo Misto, Massimo Vizzardi, Luca Ferrazzi e Pietro Macconi, hanno chiesto all’Assessore competente se sia prevista l’attivazione, nel breve o medio periodo, di un nuovo bando per il potenziamento delle dotazioni tecnologiche innovative e delle attrezzature tecnico scientifiche per gli Istituti Tecnici Agrari e per gli Istituti Professionali a indirizzo agrario, con indicazione delle tempistiche e delle risorse economiche disponibili. L’atto ha richiamato l’approvazione, nel 2023, degli esiti di un bando che ha finanziato 24 progetti degli Istituti tecnici agrari e professionali a indirizzo agrario lombardi, per un totale di oltre 5 milioni di euro. Come spiegato nell’illustrazione dell’atto dal Consigliere Vizzardi “l’evoluzione delle tecnologie in agricoltura, la digitalizzazione, la sostenibilità e intelligenza artificiale, rende necessario un costante aggiornamento delle dotazioni didattiche, rafforzando il collegamento tra sistema formativo e mondo produttivo, già perseguito con iniziative analoghe negli anni precedenti”.

Nella sua risposta il Sottosegretario con delega all’Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, Mauro Piazza, ha specificato che “non sono state previste misure di finanziamento per potenziare le dotazioni tecnologiche degli istituti agrari lombardi, come avvenuto con la Legge 9/2020”. Piazza ha spiegato che, dai dialoghi con i referenti, è emersa piuttosto l’esigenza di valorizzare i rapporti con gli attori del sistema regionale della conoscenza e dell’innovazione. A tale scopo, nel 2024 è stato istituito un Tavolo di coordinamento dell’AKIS regionale, Agricultural Knowledge and Innovation System, il sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura. Infine, è stato evidenziato il caso virtuoso dell’Istituto Gallini di Voghera, che è diventato partner del progetto “Cernat”, programma per la gestione, il monitoraggio e la prevenzione dei danni causati da grandi carnivori. “Questa esperienza – ha spiegato Piazza – ha rappresentato uno dei primi casi in cui una scuola, tramite la propria azienda agraria, ha partecipato direttamente alla generazione di innovazione in collaborazione con l’Università di Pavia”.

 

Fondi destinati al recupero dei beni confiscati
La Presidente della Commissione Antimafia, Paola Pollini (M5Stelle) ha rivolto un’interpellanza alla Giunta per chiedere se, quando e con quali modalità siano avvenute interlocuzioni con il Governo e quali risultati concreti abbiano prodotto rispetto alla distribuzione dei fondi statali destinati al recupero dei beni confiscati. In una nota del 16 luglio 2025, la Commissione speciale Antimafia aveva inviato, infatti, una Nota a Romano La Russa, Assessore alla Sicurezza e Protezione civile, e al Presidente di Regione Lombardia segnalando l’insufficienza e la disomogenea distribuzione dei fondi statali, chiedendo un incremento delle risorse e criteri più equi e sollecitando, inoltre, un intervento di Regione presso Governo e Parlamento per ottenere un maggiore riconoscimento del fenomeno mafioso nel Nord Italia e per il recupero dei beni confiscati “come valore simbolico di restituzione alla società civile”.
Nella sua risposta Mauro Piazza, Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, ribadendo l’impegno della Regione Lombardia nel recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata, ha comunicato che “è stata avviata un’interlocuzione con il Sottosegretario al Ministero dell’interno, Wanda Ferro, per richiedere una quota adeguata di risorse nazionali per il territorio lombardo. Il Governo ha fornito aggiornamenti confermando la propria attenzione sul tema, sebbene i 300 milioni di euro della programmazione 2021-2027 siano stati destinati a otto Regioni del Centro-sud, manifestando l’impegno a individuare nuovi strumenti finanziari a livello nazionale. Parallelamente, l’Agenzia Nazionale per i beni confiscati ha avviato iniziative per coinvolgere altri soggetti, come le fondazioni, mentre la Regione ha confermato la volontà di proseguire la collaborazione istituzionale”.

 

Piano strategico operativo di preparazione e risposta a pandemie da patogeni respiratori (2025-2029)
Il Consigliere Massimo Vizzardi (Gruppo Misto) ha interpellato il Presidente della Regione e l’Assessore competente per conoscere gli aggiornamenti sullo stato di avanzamento dell’iter di approvazione del Piano pandemico 2025-2029, nonché le eventuali criticità che ne hanno ritardato l’adozione.
La bozza, aggiornata nell’agosto 2025 – si sostiene nel documento – mira a rafforzare la resilienza del sistema sanitario contro patogeni respiratori ad alto potenziale pandemico, la cui approvazione è richiesta con urgenza da molti specialisti, operatori, medici e lavoratori del comparto sanitario, che ne evidenziano l’importanza proprio a fronte di quanto successo durante la pandemia di SARS-CoV-2 e di prevedere una migliore preparazione per il futuro.
Rispondendo al question time, Mauro Piazza, Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, ha annunciato che la Conferenza Stato-Regioni del 30 aprile 2026 ha approvato il nuovo Piano pandemico 2025-2029, della durata di cinque anni e basato sulle linee guida dell’OMS. “Il piano ha dichiarato Piazza – adotta un approccio metodologico flessibile per affrontare pandemie con diverse caratteristiche epidemiologiche, ponendosi cinque obiettivi principali: ridurre l’impatto sanitario, assicurare risposte rapide e coordinate, limitare l’impatto sui servizi sociali e sanitari, tutelare gli operatori e responsabilizzare la popolazione attraverso l’informazione. Per sostenere gli adeguamenti regionali, lo Stato ha stanziato un fondo crescente che partirà da 50 milioni di euro nel 2025 fino a raggiungere i 300 milioni annui nel 2027”. In questo contesto, ha proseguito il Sottosegretario Piazza “Regione Lombardia sta aggiornando il proprio piano regionale. Entro la fine di luglio trasmetterà al Ministero della Salute la delibera di recepimento insieme al cronoprogramma delle prime azioni, mentre il piano pandemico regionale definitivo sarà presentato entro la fine dell’anno. La normativa lombarda si fonda sulla legge regionale 33/2009, che prevede anche un piano influenzale triennale. A livello operativo, un ruolo strategico di sorveglianza e monitoraggio virologico è affidato al CEREMI, Centro Regionale per la Prevenzione delle Malattie Infettiv, in collaborazione con la DG Welfare, l’ASST Sacco e l’IRCCS Pavia”.

 

Testi a cura di Benedetta Caruso e Titti Arena