Continuare a investire sulla Rete Osteoporosi per renderla capillare e uniforme su tutto il territorio lombardo, incentivare l’attivazione su scala regionale della visita osteometabolica, promuovere la strutturazione delle Bone Fragility Unit, riconoscere la fragilità scheletrica come priorità di salute pubblica, trattandola con la stessa dignità clinica di altre patologie croniche ad alto impatto, rafforzare l’integrazione fra ospedali e territorio.
Sono le richieste della Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) e sollevate durante l’audizione di questo pomeriggio in Commissione Sanità, presieduta da Patrizia Baffi (FdI).
Nel 2022 la Regione ha istituito la Rete Regionale dei Centri per la prevenzione, diagnosi e cura dell’osteoporosi, fratture da fragilità e patologie osteometaboliche, prevedendo la classificazione dei centri in tre livelli, il censimento delle strutture idonee e la successiva approvazione, da parte della DG Welfare, dell’elenco ufficiale dei centri di primo, secondo e terzo livello.
“Nel corso dell’audizione è stato sottolineato con forza come le fratture da fragilità non possano più essere considerate semplici eventi traumatici, ma debbano essere riconosciute come il segnale clinico di una patologia cronica complessa, l’osteoporosi, che richiede una presa in carico strutturata e continuativa – ha detto la Presidente Baffi -. Il mancato riconoscimento della frattura come “evento sentinella” – ha continuato – comporta oggi una perdita di opportunità terapeutica e un aumento del rischio di nuove fratture, di peggioramento della qualità di vita dei pazienti e di costi evitabili per il sistema sanitario”.
Durante l’incontro, a cui hanno partecipato Laura Bogliolo e Cristina Eller-Vainicher (Coordinatore e Vicecoordinatore SIOMMMS) e, per la DG Welfare, Alessandro Scardoni, è emersa la necessità che al riconoscimento diagnostico e amministrativo della frattura da fragilità segua automaticamente l’attivazione di un percorso dedicato, con una valutazione osteometabolica e l’impostazione di una terapia anti frattura entro tempi certi.
“Sarà possibile migliorare i risultati clinici, ridurre il rischio di rifrattura e garantire una reale sostenibilità del servizio sanitario regionale solo attraverso il riconoscimento della fragilità ossea come patologia cronica, la presa in carico dei pazienti con frattura da fragilità, l’implementazione di Bone Fragility Unit, l’individuazione e la formazione di figure professionali dedicate, un monitoraggio sistematico dei percorsi di cura”, hanno sottolineato le dottoresse Bogliolo ed Eller, dopo aver presentato alla Commissione dati e riflessioni e posto l’accento sulla necessità di trasformare la Rete in un percorso continuo e reale, superando le barriere tra ospedale e territorio.
“Il riconoscimento formale della fragilità ossea come patologia cronica ad alta complessità e l’introduzione di indicatori di qualità e sistemi di monitoraggio dei percorsi di cura sono fondamentali affinché la prevenzione e la gestione dell’osteoporosi diventino una priorità strutturale del sistema sanitario regionale”, ha concluso Patrizia Baffi.
Durante l’audizione sono intervenuti i Consiglieri Nicolas Gallizzi (Noi Moderati), Giulio Gallera e Marisa Cesana, entrambi di Forza Italia, e Carmela Rozza (PD).