Sanità, dal Consiglio regionale un riconoscimento a Nepios

Da 25 anni l’associazione bergamasca promuove attività e di progetti dedicati alla tutela dell’infanzia in collaborazione con l’ASST Papa Giovanni XXIII

Un riconoscimento a Nepios ODV, associazione che da 25 anni affianca l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo sostenendo progetti innovativi per bambini, adolescenti e famiglie: questo pomeriggio a Palazzo Pirelli il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani e il Consigliere Michele Schiavi (Fratelli d’Italia) che ha promosso l’iniziativa, hanno consegnato la medaglia di bronzo ufficiale del Consiglio regionale dedicata alla provincia di Bergamo a Tullia Vecchi, fondatrice e presidente dell’associazione bergamasca.

“Quello di Tullia Vecchi e di Nepios è un esempio concreto di come la collaborazione tra pubblico e privato sociale possa fare la differenza nella sanità – ha sottolineato il Presidente Romani -. Quando istituzioni, ospedali, associazioni e professionisti condividono risorse e competenze, il sistema sociosanitario è in grado di dare risposte innovative e più vicine ai bisogni delle persone. Sostenere chi costruisce queste reti significa investire nella qualità della cura e nella capacità dei territori di non lasciare sole le famiglie più fragili”.

In un quarto di secolo, dal 2001 al 2026, Nepios ha raccolto e devoluto oltre 2 milioni di euro per cura, prevenzione e ricerca in partnership con l’ASST Papa Giovanni XXIII.

“Abbiamo voluto riconoscere il valore di una realtà che da 25 anni dimostra quanto il volontariato organizzato possa essere un partner prezioso del sistema sanitario – dichiara il Consigliere regionale Michele Schiavi, promotore del riconoscimento -. Nepios non si limita a sostenere economicamente singoli progetti: crea relazioni, porta innovazione, finanzia ricerca e intercetta le fragilità prima che diventino emergenze. È questo il valore delle associazioni radicate nei territori: trasformare la solidarietà in risposte concrete e costruire comunità più forti”.

“I progetti sostenuti da Nepios – ha spiegato Tullia Vecchi – sono diversi tra loro, ma hanno un obiettivo comune: prendersi cura delle persone nelle situazioni di maggiore fragilità e intervenire il più precocemente possibile. L’associazione opera su più livelli: sostiene le famiglie, aiuta gli adolescenti in difficoltà, interviene nei primi anni di vita, finanzia la ricerca scientifica e favorisce l’innovazione tecnologica e chirurgica. Un aspetto particolarmente importante è la collaborazione con l’ASST Papa Giovanni XXIII: in questo modo Nepios non si limita a finanziare singoli interventi, ma contribuisce alla costruzione di una rete di cura, ricerca e sostegno. Il filo conduttore di tutti i progetti è la volontà di trasformare le risorse disponibili in interventi concreti, con particolare attenzione ai bambini, agli adolescenti e alle famiglie”.

Sono cinque, in particolare, i progetti oggi sostenuti da Nepios insieme all’ASST Papa Giovanni XXIII. Il primo è dedicato al sostegno alla genitorialità dei detenuti della Casa circondariale “Don F. Resmini” di Bergamo, con colloqui psicologici, gruppi di sostegno e incontri protetti tra genitori e figli. Il progetto ha coinvolto 148 genitori e 38 bambini e ragazzi.

Il secondo riguarda la prevenzione dei comportamenti autolesivi e suicidari negli adolescenti, attraverso un percorso multidisciplinare per intercettare precocemente il disagio psicologico dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni.

Il progetto “I primi mille giorni” accompagna bambini e famiglie nelle prime fasi dello sviluppo, puntando sulla diagnosi precoce delle difficoltà e sul rafforzamento della relazione genitori-figli. Il progetto ha visto già portato oltre 1.600 prestazioni, tra cui nuclei famigliari presi in carico e bambini valutati.

Sul fronte della ricerca, Nepios sostiene la neurochirurgia pediatrica, con un progetto per lo sviluppo di un registro scientifico sulle patologie vascolari, i tumori, i traumi e l’idrocefalo in età pediatrica e il sostegno di tecniche mini-invasive e un altro progetto di ricerca sulla vascolarizzazione cerebrale dei neonati con cardiopatie congenite, attraverso l’utilizzo di un ecografo di ultima generazione.

Nel solo 2026 il contributo dell’associazione a favore dell’ospedale bergamasco ammonta complessivamente a 135mila euro.

Erano presenti alla consegna del riconoscimento il Consigliere Segretario Jacopo Scandella (PD), la Presidente della Commissione Sanità Patrizia Baffi (Fratelli d’Italia), i Consiglieri regionali Roberto Anelli (Lega), Davide Casati (PD), Giovanni Malanchini (Lega) e Alberto Mazzoleni (Fratelli d’Italia).

Sono interventi il Direttore generale della ASST Papa Giovanni XXIII Francesco Locati e la Direttrice della Casa Circondariale “Don Fausto Resmini” di Bergamo Antonina D’Onofrio.