Un piano d’azione strutturato per invertire la rotta sulla carenza di personale infermieristico: l’Aula ha approvato un ordine del giorno presentato dal Capogruppo di Fratelli d’Italia Christian Garavaglia e sostenuto dai gruppi di centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Lombardia Migliore) che impegna la Giunta a varare il “Piano Lombardia Infermieri 2026-2028“, una strategia che punta su formazione, borse di studio e un monitoraggio trimestrale dei posti vacanti nei reparti più critici, come i Pronto Soccorso.
Tra le misure più rilevanti il consolidamento degli incentivi economici per arginare la fuga dei professionisti verso la Svizzera, un piano di welfare abitativo in collaborazione con ALER per offrire alloggi a canone sostenibile nelle aree metropolitane ad alto costo della vita. Spazio anche al reclutamento internazionale, che sarà strutturato su partnership stabili, formazione linguistica e verifica rigorosa delle competenze, evitando soluzioni “spot”.
Inserita nell’ordine del giorno la proposta di Carmela Rozza (PD) che prevede l’individuazione di indirizzi regionali vincolanti per l’impiego, presso le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e accreditate, di personale infermieristico e di supporto fornito da cooperative, agenzie o altri soggetti esterni e quella di Massimo Vizzardi (Gruppo Misto) che sollecita, in sede di Conferenza Stato-Regioni, una rapida conclusione delle trattative in corso per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Sanità 2025-2027.
“La carenza di infermieri – ha spiegato Christian Garavaglia – è una sfida globale che in Lombardia subisce anche la forte pressione dei mercati esteri confinanti. Con questo piano investiamo in modo strutturale sul futuro del nostro sistema sanitario. Vogliamo attrarre i giovani rimettendo al centro la professione, ma anche trattenere chi già lavora nei nostri ospedali attraverso aiuti concreti sul costo della casa, asili nido aziendali e valorizzazione economica, specialmente nelle zone di confine e nelle grandi città“.
L’ordine del giorno è stato approvato nell’ambito di una seduta straordinaria sulla “grave carenza di personale infermieristico in Lombardia” richiesta dalle opposizioni (prima firmataria Lisa Noja,)
“La scarsità di infermieri è una vera e propria emergenza strutturale del sistema sanitario lombardo e la Lombardia non può limitarsi a rincorrere l’emergenza – ha spiegato la prima firmataria della richiesta di seduta straordinaria Lisa Noja (Italia Viva) –. I dati dimostrano che la professione infermieristica sta perdendo attrattività e che sempre più professionisti scelgono di lasciare il servizio pubblico o di trasferirsi all’estero. Servono interventi strutturali su stipendi, condizioni di lavoro, sostegno professionale e formazione. Garantire un numero adeguato di infermieri significa garantire il diritto alla salute dei cittadini e la qualità dell’assistenza su tutto il territorio regionale”.
Secondo i dati richiamati nella richiesta di seduta urgente, nel 2024 il Servizio sanitario regionale avrebbe registrato la perdita di 3.523 infermieri, a fronte di appena 947 uscite dovute al raggiungimento dell’età pensionabile. Un fenomeno che si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da una carenza stimata di circa 175 mila infermieri rispetto agli standard europei.
Tra le principali cause dell’abbandono della professione sono indicati i bassi livelli retributivi, le limitate prospettive di carriera, i carichi di lavoro sempre più pesanti e la difficoltà di conciliare i turni con la vita privata. Nel settore pubblico, evidenzia il documento, gli stipendi netti si attestano mediamente tra i 1.700 e i 1.800 euro mensili, mentre le retribuzioni risultano inferiori di circa il 23% rispetto alla media dei Paesi Ocse.
Preoccupante anche la situazione sul fronte della formazione. In alcune università lombarde, infatti, i posti disponibili nei corsi di laurea in Infermieristica superano il numero delle domande presentate. All’Università Statale di Milano, ad esempio, a fronte di 815 posti disponibili si sono iscritti 567 candidati, segnale di una professione che fatica ad attrarre le nuove generazioni.
Nel documento si richiama, infine, la strategia regionale di reclutamento di personale sanitario dall’estero, prevista anche negli indirizzi di programmazione sanitaria per il 2026. Una soluzione che, secondo le opposizioni, non può rappresentare l’unica risposta a una carenza ormai strutturale.
L’Aula ha respinto a maggioranza l’ordine del giorno promosso da Carmela Rozza del PD (“Misure per contrastare la carenza di personale infermieristico in Lombardia”) che proponeva un pacchetto articolato di misure per contrastare la carenza di personale infermieristico in Lombardia. Tra le proposte contenute nell’atto figuravano l’istituzione di una piattaforma regionale per la mobilità del personale sanitario, la creazione di Dipartimenti delle Professioni Sanitarie nelle ASST lombarde, campagne di orientamento per rilanciare l’attrattività dei corsi di laurea in Infermieristica e un piano straordinario di formazione e reclutamento in collaborazione con Università e Ministero dell’Università e della Ricerca. Particolare attenzione viene riservata agli studenti, con la richiesta di finanziare borse di studio aggiuntive e voucher legati al superamento degli esami di tirocinio
“La carenza di infermieri rappresenta oggi una delle principali emergenze del nostro sistema sanitario. Servono interventi concreti per rendere questa professione più attrattiva, sostenere i giovani durante il percorso di studi e valorizzare chi ogni giorno garantisce cure e assistenza ai cittadini. Investire sugli infermieri significa investire nella qualità della sanità lombarda e nella capacità del sistema di rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e fragile” ha sottolineato Carmela Rozza.
In dichiarazione di voto sono intervenute Lisa Noja (Italia Viva) e Carmela Rozza (PD) che hanno espresso soddisfazione per il Consiglio regionale straordinario che ha segnato un passo avanti sul tema, chiedendo che gli impegni presi con il documento approvato trovino poi adeguate risorse in Bilancio.
Durante il dibattito della mattinata sono intervenuti Patrizia Baffi (Fratelli d’Italia), Nicola Di Marco (M5Stelle), Barbara Mazzali (Forza Italia), Emanuele Monti (Lega), Luca Paladini (Patto Civico), Onorio Rosati (AVS) e Massimo Vizzardi (Gruppo Misto).
L’Assessore al Welfare Guido Bertolaso ha ricordato come in Lombardia il deficit negativo sul numero degli infermieri delle strutture sia contenuto: “nel 2018 nella nostra regione c’erano 38 mila infermieri, oggi sono 37.523 e ogni anno ne entrano circa 2.900 nel sistema sanitario lombardo. Stiamo lavorando con il Governo sulla possibilità di indicizzazione dello stipendio degli infermieri al costo della vita, abbiamo promosso un nuovo percorso di formazione e abbiamo monitorato reparto per reparto tutte le strutture sanitarie lombarde per formulare bandi mirati di assunzione che ci hanno permesso di invertire la rotta già nel primo trimestre del 2026”.
L’Assessore Bertolaso ha dedicato un passaggio del suo intervento anche al reclutamento di personale sanitario dall’estero citando il progetto di Regione Lombardia con l’Uzbekistan che ha consentito di formare 150 infermieri uzbeki e aprire a Tashkent un ufficio regionale dedicato al rapporto con le autorità locali per reclutare personale.