Specie aliene nel Garda: Consiglio approva legge a tutela della biodiversità

Relatore Floriano Massardi: “Lago di Garda patrimonio da tutelare. Serve un’assunzione di responsabilità e una presa di coscienza collettiva”

Il Consiglio regionale, presieduto da Federico Romani, ha approvato a larghissima maggioranza il progetto di legge (relatore Floriano Massardi, Lega) che prevede la sanificazione di carene e motori delle imbarcazioni per salvaguardare la pesca e la biodiversità del lago di Garda, messa a rischio dall’invasione di specie non autoctone importate da barche a motore provenienti da altri bacini.
Le nuove norme impongono di sottoporre le imbarcazioni, provenienti da bacini diversi da quello del Garda, a idropulitura e successiva applicazione di vernice antivegetativa, ottenendo così un particolare patentino che ne certifica la sanificazione e che ha validità di 12 mesi dal rilascio.
La legge, di carattere interregionale e frutto dell’intesa con le regioni che condividono il bacino in sinergia con la Comunità del GardaVeneto e Provincia Autonoma di Trento – prevede inoltre che tariffario ed eventuali sanzioni siano applicati su tutto il territorio in modo omogeneo.

Il provvedimento – ha detto Floriano Massardiè un modello innovativo di legislazione interregionale, primo in Italia, e vuole responsabilizzare cittadini e turisti per preservare con azioni concrete e mirate l’ecosistema del nostro lago, sempre più compromesso da organismi extra lacuali particolarmente invasivi. Registriamo un continuo calo della biodiversità, della quantità di pescato e il peggioramento della qualità dello stesso, fenomeni che preoccupano cittadini, amministratori e chi ha un’attività di pesca professionale o dilettantistica. Il lago di Garda è un patrimonio da tutelare e serve un’assunzione di responsabilità e una presa di coscienza collettiva su una realtà oramai da anni condivisa anche dalla comunità scientifica internazionale. Questa legge ha l’obiettivo di fermare la colonizzazione del Benaco da parte di specie alloctone, iniziata a partire dagli anni ’50 con le prime barche dei turisti stranieri. Il nostro scopo è quello di evitarne la diffusione e limitarne la proliferazione”.

Studi scientifici recenti hanno registrato un’escalation di specie aliene, con la presenza di 45 organismi alloctoni tra pesci, bivalvi, alghe e macrofite, provenienti da altri bacini nazionali o internazionali e spesso con una capacità di moltiplicazione molto rapida. Alcune di queste sono innocue, ma altre contaminano e uccidono le varietà autoctone, con il rischio di una vera e propria emergenza biologica.

La nuova legge stabilisce che navi, galleggianti e unità da diporto dovranno rivolgersi a officine autorizzate, con un costo che varierà dai 20 euro per imbarcazioni entro i 12 metri fino a un massimo di 70 euro per quelle oltre i 24 metri, e sottoporsi agli obblighi previsti in modo totalmente ecologico, quindi senza l’utilizzo di detergenti o prodotti chimici, così come già avviene in altre realtà d’Europa.
Il mancato rispetto delle norme comporterà una sanzione di 2.066 euro.
La legge entrerà in vigore quando tutte le Regioni interessate avranno approvato lo stesso provvedimento: in Trentino il via libera è arrivato lo scorso dicembre, mentre in Veneto l’iter è in fase conclusiva.

Per Carlo Bravo (FdI) “la legge è frutto del confronto in Commissione e del lavoro di coordinamento con altre Regioni e tutta la Comunità del Garda: si interviene in modo serio, con una disciplina chiara e obblighi e sanzioni efficaci. In questo modo responsabilizziamo i proprietari di imbarcazioni sulla necessità di tutelare il patrimonio ambientale ed economico del nostro lago, il più grande d’Italia”.
Dimostriamo – ha sottolineato Gigliola Spelzini (Lega) – che la politica è capace di tutelare i territori e di rappresentarne i problemi. Si tratta di un esempio concreto di cooperazione interregionale e di un percorso condiviso verso la salvaguardia di un patrimonio collettivo. Con questa legge, guardiamo all’ambiente, all’economia e all’identità culturale. Proteggiamo il lavoro, il turismo e l’immagine del Garda nel mondo. Traduciamo evidenze scientifiche in azioni politiche”.
Ha espresso perplessità, invece, Paola Pollini (M5Stelle), che ha evidenziato che “si tratta di una tassa occulta, si lasciano troppi poteri all’Autorità Interregionale del Garda e appare carente la possibilità di controllo da parte della Regione. Non vedo un reale impegno, piuttosto noto il disinteresse verso altre realtà: il lago di Garda è importantissimo, ma non andrebbero dimenticati gli altri laghi lombardi, meno grandi ma altrettanto a rischio”.

In merito a questo aspetto, è intervenuto il leghista Alessandro Corbetta, presentando un ordine del giorno. Il documento, approvato dall’Aula, impegna il Consiglio e la Giunta ad avviare interlocuzioni istituzionali per “estendere analoghe misure di prevenzione e sanificazione in tutti i bacini lacustri lombardi e a promuovere forme di confronto con i soggetti e gli enti coinvolti, anche mediante gli strumenti di cooperazione già istituiti”.