Via libera in Commissione Sostenibilità sociale, Casa e Famiglia al Piano quadriennale 2026-2029 per le politiche di parità, prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne, che detta le linee programmatiche che Regione Lombardia intende seguire per affrontare il fenomeno della violenza di genere.
“Con il voto favorevole di oggi – ha spiegato la relatrice del documento, Silvia Scurati (Lega) – la Lombardia conferma il proprio impegno nelle politiche di prevenzione e contrasto alla violenza di genere: complessivamente, dall’inizio della legislatura, la nostra regione ha stanziato 39 milioni di euro per sostenere e rafforzare la rete antiviolenza. Il nuovo Piano rappresenta non solo una programmazione di lungo periodo, ma un passo concreto verso il rafforzamento strutturale del sistema di supporto alle donne”.
I principi su cui si fondano le nuove norme sono quelle del Piano Nazionale approvato lo scorso settembre: pari opportunità, diritto di ogni donna di vivere libera dalla violenza, effettiva inclusione della prospettiva di genere in ogni ambito della vita economica, sociale e politica, adeguata presa in carico delle vulnerabilità e delle discriminazioni.
Il Piano si integra, inoltre, con le indicazioni del Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile (PRSS), che richiama la necessità di attivare soggetti con competenze multidisciplinari per migliorare la capacità di riconoscere il fenomeno in tutte le sue forme, promuovere la parità superando gli stereotipi, costruire un sistema di competenze utili alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne.
Il documento valorizza le esperienze positive maturate negli scorsi anni, sancisce l’importanza delle reti interistituzionali, quale strumento fondamentale per garantire alla donna una presa in carico completa e multidisciplinare, qualifica i servizi offerti all’interno delle reti territoriali antiviolenza.
“Il cosiddetto modello lombardo – ha continuato Scurati – si rafforza ulteriormente, mettendo a sistema le 27 reti interistituzionali, i 56 Centri antiviolenza e le 173 Case rifugio presenti sul territorio. I numeri del Piano confermano una visione chiara: rafforzare la sicurezza e l’autonomia delle donne attraverso interventi concreti. Abbiamo stanziato 3,6 milioni di euro per la misura Vicini a ogni donna, 1,5 milioni di euro per l’autonomia abitativa e 1 milione di euro per il sostegno agli orfani di femminicidio. A queste si aggiungono gli oltre 24 milioni di euro già programmati per il funzionamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio e gli interventi per il reinserimento lavorativo. La vera sfida di questo Piano – ha concluso la relatrice – è rafforzare un approccio integrato e multidisciplinare: non solo protezione, ma anche prevenzione, formazione degli operatori e percorsi di autonomia”.
Durante il dibattito in Commissione sono intervenute i Consiglieri Paola Bocci (PD), Lisa Noja (Italia Viva) e Paola Bulbarelli (FdI).