Sanità:

in Consiglio il question time sulle procedure relative alla morte medicalmente assistita

All’interrogazione, promossa da Matteo Forte (FDI), ha risposto l’Assessore Guido Bertolaso


Milano, 15 settembre 2026
– Nella seduta di questa mattina il Consiglio regionale della Lombardia, presieduto da Federico Romani, ha aperto il question time con un’interrogazione, promossa dal Consigliere Matteo Forte (FDI), che ha riguardato il primo caso in Lombardia di suicidio medicalmente assistito gestito interamente dal Servizio Sanitario Regionale, avvenuto il 25 agosto 2026.
Nell’interrogazione si sollevavano dubbi sulla coerenza tra le procedure regionali adottate e i principi deontologici della professione medica, che impongono la difesa della vita e la continuità della cura.

Nella sua risposta Guido Bertolaso, Assessore al Welfare, ha ricordato che il supporto tecnico del personale medico durante la procedura avviene “a titolo volontario, come sancito da sentenza della Corte Costituzionale, e quindi non è in contrasto con il Giuramento d’Ippocrate. Le indicazioni procedurali, emanate dall’assessorato che amministro, e di cui mi assumo ogni responsabilità, servono a dare uniformità alle diverse ASST, garantendo certezze agli operatori e tutelando i diritti dei cittadini. Le indicazioni procedurali si pongono esclusivamente sul piano organizzativo”.
Per quanto riguarda le precedenti decisioni assunte dal Consiglio regionale in materia, Bertolaso ha specificato che “non c’è alcuna contrapposizione”.
Pur non potendo entrare nello specifico del caso citato nel question time, l’Assessore ha precisato che “l’autosomministrazione è stata avviata in modo autonomo, mediante l’utilizzo di capacità funzionali residue del paziente”.

Nella replica il Consigliere Forte ha ribadito che “da un punto di vista giuridico il sistema sanitario regionale non ha competenza in merito alle procedure relative alla morte medicalmente assistita, materia che è di competenza esclusiva dello Stato. La procedura e le Linee guida sono quindi giuridicamente infondate, opinabili eticamente ma soprattutto contrarie alla deontologia medica” e ha chiesto alla Giunta di fermare ulteriori procedure.

Nel documento presentato si riporta che l’intero percorso attuativo ed esecutivo dello scorso agosto è stato posto a carico del SSR della Lombardia, nello specifico tramite l’ASST Ovest Milanese, che aveva ricevuto la richiesta da parte del Sig. D.Z., e sulla base di Linee guida predisposte lo scorso maggio dall’Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso.
Il documento ha sottolineato come il medico sia chiamato a non abbandonare il paziente, anche nella fase terminale e a non compiere atti finalizzati a provocare la morte. Nell’interrogazione sono richiamate, inoltre, le sentenze della Corte Costituzionale che chiedono una disciplina nazionale chiara sul tema e mette in evidenza il conflitto tra le Linee guida regionali e l’indirizzo politico del Consiglio regionale, che aveva già dichiarato la materia di competenza statale.