Consiglio regionale: le mozioni discusse nella seduta del 15 settembre

Utilizzo del taser, danni derivati questa estate dagli eventi calamitosi, emergenza climatica e servizi educativi extrascolastici i temi trattati

Seduta pomeridiana di Consiglio regionale dedicata alla discussione di alcune mozioni: di seguito la sintesi

Utilizzo del Taser per tutte le forze di polizia
Estendere la dotazione del Taser alla Polizia Penitenziaria, alle Polizie Locali e in generale a tutti i corpi di Polizia impegnati nei servizi di ordine pubblico.
Approvata a maggioranza la mozione presentata da Giacomo Cosentino e illustrata da Luca Marrelli (Lombardia Ideale), che invita la Giunta a promuovere questa richiesta al Governo, sottolineando come il Taser costituisca un efficace metodo di dissuasione e di contenimento di soggetti pericolosi, anche a parere degli stessi operatori di polizia.
I sindacati e i funzionari delle forze di polizia – ha spiegato Marrelli ritengono che il Taser sia uno strumento equilibrato e pratico, ma né la Polizia Penitenziaria né la Polizia Locale dei Comuni sotto i 20.000 abitanti ne sono ancora dotati. Questo crea una disparità di condizioni lavorative in contesti ugualmente difficili e pericolosi”.
Ottima iniziativa per Marco Bestetti (FDI) che ha auspicato l’estensione della sperimentazione: Il Taser è uno strumento efficace, sia pure accompagnato dalla giusta e adeguata formazione e usato in determinate situazioni e in presenza di soggetti pericolosi”.
Le forze dell’ordine sono tutte uguali – ha continuato Silvia Scurati (Lega) – e il Taser va garantito in modo omogeneo in tutti i territori: giusto che diventi uno strumento a disposizione di tutte le forze di polizia perché garantisce sicurezza ai cittadini e tutela gli operatori, dando un’alternativa all’uso delle armi”.
Fortemente contrario alla mozione il Consigliere Luca Paladini (Patto Civico): “È un’arma, non soltanto uno strumento di dissuasione, e può avere conseguenze potenzialmente letali, per esempio per le persone cardiopatiche”.
Per Pietro Macconi (Futuro Nazionale) “serve sicuramente regolarne l’utilizzo e prevedere una formazione adeguata. Sono due aspetti che dovranno essere realizzati, ma l’uso generalizzato del Taser resta un utile deterrente”.
“È vero che può creare problemi ai cardiopatici – ha detto Nicholas Gallizzi (Noi Moderati) – ma è una deterrenza che serve alla polizia per contenere situazioni pericolose ed evitare il ricorso alle armi da fuoco. Siamo favorevoli a questa mozione, pur nel rispetto dell’autonomia dei Comuni”.
Dimentichiamo che il Taser – ha concluso Christian Garavaglia (FDI) – viene usato contro i delinquenti e non senza motivo. Essere contrari è ideologico. Al centro dell’attenzione ci deve essere la sicurezza dei cittadini”.
Il Consigliere del Pd Gianmario Fragomeli, che chiedeva alcune modifiche al testo, non accettate poi dai proponenti, ha sottolineato che sarebbe stato importante approfondire il tema in Commissione per accompagnare i Comuni in questo nuovo processo. “Non liquidiamo la questione a una mozione – aveva detto nel suo intervento – ma lavoriamo su degli indirizzi da offrire alla Giunta”.
Il Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, Mauro Piazza, nel dare parere favorevole, ha ricordato che la Lombardia ha investito 6,3 milioni di euro per fornire alle polizie locali attrezzature all’avanguardia come droni, Taser e sniffer per la droga.

Iniziative a sostegno dei territori lombardi colpiti dagli eventi calamitosi dell’estate 2026 e attuazione delle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in materia di Protezione civile
Ricognizione dei danni e dei fabbisogni conseguenti agli eventi calamitosi verificatisi nel corso della scorsa estate in molte province della Lombardia e un tavolo permanente di coordinamento con gli enti locali interessati per condividere gli esiti, definire le priorità e programmare gli interventi di ripristino e messa in sicurezza.
Approvata la mozione presentata dalla Lega (primo firmatario Gigliola Spelzini), che chiede inoltre di proseguire il percorso per l’attribuzione alla Regione di ulteriori forme di autonomia in materia di Protezione Civile e di valorizzare il ruolo degli enti locali, delle Comunità montane, del volontariato, delle strutture e delle professionalità presenti sul territorio nella definizione di procedure per la prevenzione, la gestione dell’emergenza e il ritorno alle normalità.
Una maggiore autonomia regionale velocizzerebbe le decisioni, semplificherebbe i procedimenti e renderebbe più efficace il coordinamento delle attività di prevenzione, pianificazione, gestione delle emergenze e ripristino” ha detto Spelzini, sottolineando che la conoscenza diretta delle caratteristiche del territorio e delle esigenze delle comunità consentirebbe alla Regione di programmare interventi mirati e di coordinare con maggiore tempestività le risorse e le strutture disponibili.
Paola Bulbarelli (FdI) e Alessandra Cappelari (Lega) hanno entrambe espresso sostegno alla mozione e vicinanza ai Comuni colpiti, in particolare a quelli della provincia di Mantova, che hanno subito ingenti danni e ora necessitano di risorse per ripartire.
Vicinanza alle comunità locali è stata espressa anche dall’altro Consigliere mantovano Marco Carra (PD), che ha rimarcato la necessità, sul tema dei cambiamenti climatici, di cominciare a ragionare in un’ottica di lungo periodo.
Barbara Mazzali (FDI) ha sottolineato che “i Comuni non riescono a farcela con le sole risorse ordinarie: servono contributi straordinari, tempi certi e un piano di coordinamento”.
Durante il dibattito sono intervenuti anche Angelo Orsenigo (PD) e Giacomo Zamperini (FdI).
Il Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, Mauro Piazza, ha assicurato massima attenzione alle esigenze dei territori e garantito rapidità ed efficacia degli interventi in sinergia con tutti i livelli istituzionali.

Cambiamenti climatici, dare subito seguito al Fondo regionale per la lotta all’emergenza climatica
Ritirata la mozione a prima firma Pierfrancesco Majorino (PD) che chiedeva di dare seguito al Fondo regionale per la lotta all’emergenza climatica approvato a luglio dal Consiglio regionale.
La discussione sui contenuti della mozione è stata rinviata e trasferita in Commissione Sanità su proposta dell’Assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione a seguito dell’illustrazione in Aula del capogruppo del Partito Democratico.
Con questa mozione chiedevamo di mettere il prima possibile in campo un cronoprogramma chiaro e misure efficaci per contrastare la crisi climatica, per sostenere i soggetti fragili, incentivare la piantumazione e la sostenibilità” ha spiegato Pierfrancesco Majorino.
“La Giunta è già concretamente al lavoro sull’attuazione delle politiche di sostenibilità e sulla programmazione delle risorse – ha replicato l’Assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione . Riteniamo tuttavia prezioso il contributo del Consiglio e per questo proponiamo di trasferire il confronto in un contesto più produttivo e costruttivo come quello della Commissione”.
Il Presidente Majorino, accogliendo la proposta, ha ribadito che “dovrà trattarsi di un confronto rapido e fattivo poiché il Fondo c’è già ed è necessario un piano attuativo concreto che ci dica esattamente come e quando verranno utilizzate queste risorse”

Attivazione di una sperimentazione regionale di servizi educativi e ricreativi extrascolastici nei plessi scolastici nel periodo antecedente l’avvio delle lezioni sul modello dell’intervento promosso dalla Regione Emilia-Romagna
Respinta la mozione del Pd (primo firmatario, Miriam Cominelli) che chiedeva, sulla falsariga di quanto portato avanti dalla Regione Emilia-Romagna, di stanziare risorse in bilancio per sperimentare servizi extrascolastici nel periodo che precede l’apertura delle scuole.
Il documento, in particolare, sollecitava la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, di concordare linee guida regionali per la co-progettazione dei servizi con gli enti del Terzo Settore e di garantire la priorità alle famiglie in situazioni di fragilità socio-economica. Tutto questo senza comportare obblighi in capo al personale docente e ATA e modifiche al calendario scolastico.
In Emilia-Romagna – ha spiegato Cominelli – la sperimentazione ha coinvolto circa 8000 bambini. Riteniamo che anche in Lombardia si possa attivare con successo un simile percorso, che deve essere ad adesione volontaria, con orari e costi decisi dai singoli Comuni e prevedere tariffe agevolate o gratuite in base all’ISEE per aiutare le famiglie più fragili nel periodo critico tra fine agosto e inizio settembre”.
Sostegno al documento era arrivato anche da Paola Pizzighini (M5S): “Questa mozione promuove l’idea di una scuola come bene pubblico e presidio di socialità e inclusione. Pone le basi per un investimento strategico sul benessere dei minori e delle famiglie e rappresenta un primo passo nella direzione di una riforma del welfare”.
Il Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, Mauro Piazza, ha elencato le misure e le risorse introdotte dalla Regione per sostenere le esigenze di conciliazione famiglia-lavoro e ha dato parere negativo per il rischio di sovrapposizione di iniziative molto simili a quelle già messe in campo.