In Commissione Attività Produttive

concluse le audizioni sul progetto di legge per valorizzare la cucina lombarda

Il critico gastronomico Edoardo Raspelli: “Un progetto di legge straordinario, credo addirittura l’unico che sia mai stato promosso direttamente da una Regione, che mi ha emozionato e commosso”

 


Milano, 5 maggio 2026 –
In Commissione Attività Produttive prosegue l’iter del progetto di legge “Disposizioni regionali per la valorizzazione e la promozione della cucina tipica lombarda” che ha visto concludersi il ciclo di audizioni con la partecipazione di numerose voci esperte della cucina lombarda.

Un testo di legge a firma Alessandro Corbetta (Lega) che, con uno stanziamento iniziale di 600mila euro, si propone di dare un riconoscimento regionale ai piatti tipici della tradizione gastronomica lombarda, custodi dei sapori e dell’identità culturale della Regione.

 

“Le audizioni che si sono svolte in Commissione sono state molto utili – ha sottolineato la Vice Presidente e relatrice Silvia Scuratie rappresentano uno spunto prezioso per affinare e produrre un testo di legge che sia veramente in grado di riconoscere il valore inestimabile di questo patrimonio per la nostra Regione. Questo progetto di legge non ha infatti solo una valenza culturale, ma è anche strategico dal punto di vista economico e turistico”.

Credo che i pareri autorevoli di esperti del settore ci aiutino maggiormente nella ricerca di un dispositivo di legge – ha commentato il Presidente della Commissione Attività produttive Marcello Ventura – che possa nel concreto far raggiungere gli obiettivi di valorizzazione e difesa della cucina tipica lombarda, a partire dalle materie prime sino alla loro trasformazione e lavorazione. Non si tratta solo della difesa del Made in Italy, ma anche della salubrità e tipicità dei piatti delle nostre tradizioni che rappresentano la memoria storica delle comunità locali e del Paese”.

“Noi lombardi siamo sempre stati bravi a puntare sul business e sul nostro tessuto industriale – ha dichiarato il Consigliere Alessandro Corbettama spesso ci siamo dimenticati di valorizzare la nostra cultura e le nostre tradizioni anche gastronomiche. Il consenso che sta raccogliendo questo progetto di legge da chi la cucina lombarda la vive ogni giorno dimostra che c’era la necessità di dare una cornice normativa ad una filiera abituata a valorizzarsi da sola, ma che ha bisogno di essere sostenuta anche a livello istituzionale”.

 

L’obiettivo del testo normativo non è solo quello di valorizzare la cucina lombarda come un elemento distintivo del territorio, ma anche come strumento di aggregazione sociale, di sviluppo economico e di attrattività turistica. Per raggiungere questo scopo sono state previste una serie di misure come l’istituzione di un riconoscimento ufficiale di “Cucina tipica lombarda”, la nomina di una Consulta con i rappresentanti delle principali categorie del settore chiamata a codificare le ricette lombarde e a coadiuvare la Giunta regionale nel conferimento del riconoscimento, l’identificazione di un mese dedicato ai piatti e ai prodotti tipici regionali e la valorizzazione dei prodotti regionali DOP, IGP, PAT e DE.CO. Previsti inoltre anche interventi per incentivare il passaggio generazionale garantendo così che le tradizioni tipiche territoriali continuino a essere tramandate.

Iniziative che hanno raccolto il pieno consenso delle associazioni che sono intervenute alle audizioni come l’Unione Cuochi Lombardia che ha definito questo progetto di legge che coinvolge il patrimonio gastronomico regionale “il più completo nel panorama nazionale”. Molti i suggerimenti proposti dalle altre associazioni di categoria presenti, come Slow Food Lombardia Aps che ha consigliato di “riconoscere il valore per la cucina lombarda anche dei prodotti meno affermati e a rischio estinzione dei piccoli produttori locali, imprescindibile risorsa per la cucina lombarda”. Claudio Bizzozzero, Presidente dell’Associazione che organizza ogni anno a gennaio il Festival de la Cazoeula a cui aderiscono 51 ristoranti tra le province di Como Lecco Monza e Brianza e Milano ha suggerito di “prevedere anche la valorizzazione degli eventi e delle rassegne già esistenti sul territorio lombardo dedicati ai piatti tipici e di pensare a piani di marketing che facciano conoscere le ricette della cucina lombarda anche ai turisti”. Per Paolo Francesco Mandelli, editorialista del blog Gastrodelirioil progetto di legge non deve solo riconoscere il valore dei prodotti e dei cibi lombardi, ma anche quello dei vini delle nostre terre, una ricchezza che spesso poco conosciuta anche da chi vive in Lombardia”.

“Un progetto di legge straordinario, credo addirittura l’unico che sia mai stato promosso direttamente da una Regione, che mi ha emozionato e commosso” ha detto il gastronomo, giornalista e conduttore televisivo Edoardo Raspelli. Nel merito, Raspelli ha evidenziato la necessità di integrare il testo con un riferimento più esplicito al comparto vitivinicolo, includendo non solo le denominazioni ufficiali ma anche le produzioni meno strutturate, ritenute parte integrante dell’identità gastronomica lombarda. Ha inoltre sottolineato l’importanza delle denominazioni comunali e della valorizzazione delle specificità locali.

Il provvedimento, che nelle prossime settimane concluderà il suo esame in Commissione, è stato calendarizzato per il voto finale in Aula nella seduta prevista il 23 giugno.