Seduta pomeridiana di Consiglio regionale dedicata alla discussione di alcune mozioni: di seguito la sintesi.
Condanna degli episodi di intolleranza, antisemitismo e violenza verificatisi in occasione delle manifestazioni del 25 aprile 2026
L’Aula ha approvato a maggioranza (la minoranza non ha partecipato al voto) la mozione presentata da Christian Garavaglia (Fratelli d’Italia) che condanna con fermezza gli episodi di intolleranza, antisemitismo e violenza verificatisi durante le manifestazioni del 25 aprile.
Nel documento si ricostruiscono i fatti avvenuti in occasione dell’81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, in particolare quanto accaduto a Milano, dove la delegazione della Brigata Ebraica è stata contestata e costretta a lasciare il corteo per ragioni di sicurezza. Segnalati anche episodi di aggressione verbale e fisica nei confronti di altri partecipanti, tra cui esponenti di Forza Italia Giovani, oltre a casi di ostilità verso chi esponeva simboli legati a Israele, Ucraina e Iran libero e l’episodio di Roma con i colpi di pistola soft air esplosi contro due esponenti dell’Anpi.
“Con questo provvedimento riaffermiamo il valore fondante del diritto di manifestare, ma non possiamo tollerare che una ricorrenza simbolo della libertà venga trasformata in occasione di divisione e odio, impedendo ad altri la volontà di partecipare. La condanna dell’antisemitismo e di ogni violenza nei confronti degli agenti delle Forze dell’ordine deve essere netta e condivisa, nel rispetto della nostra storia e dei valori costituzionali. Questa mozione è dunque, prima di tutto, un richiamo a un maggiore senso di responsabilità degli organizzatori di queste manifestazioni che devono riuscire ad arginare queste frange di violenti”, ha sottolineato Christian Garavaglia.
La mozione impegna la Giunta regionale a esprimere solidarietà alle comunità colpite e a promuovere iniziative contro ogni forma di odio e discriminazione.
Nel corso del dibattito sono intervenuti Alessandro Corbetta (Lega) che ha sostenuto che “la sinistra in questi anni ha egemonizzato il concetto di liberazione, rendendolo divisivo, e la festa del 25 Aprile, decidendo chi può scendere in piazza e chi no e dando patentini di fascismo a tutte le forze politiche non allineate al loro pensiero. Questa mozione non è un testo di ricostruzione storica, ma è solo un atto di solidarietà nei confronti della Brigata Ebraica e di tutti quelli esclusi dai cortei”; Nicola Di Marco (Movimento 5 Stelle) che ha parlato di “mozione strumentale, che amplifica il clima di tensione del corteo del 25 Aprile, e lacunosa perché non parla di ciò che è il 25 Aprile, cioè la liberazione dal nazifascismo e le radici dei valori fondanti della nostra Costituzione. Inoltre, manca un coinvolgimento diretto del Presidente della Giunta regionale nella costruzione di un nuovo clima di pacificazione”; Matteo Forte (Fratelli d’Italia) che ha sottolineato che “in questi anni c’è stato un sequestro del 25 Aprile da parte di alcune culture politiche che decidono chi può e che non può partecipare ai cortei. Non possono esistere verità da tutelare, non possono esistere ‘liste di proscrizione’. Solo la libertà tutela la verità”; Fabrizio Figini (Forza Italia) che ha ricordato che “non è una mozione strumentale. È un testo che esprime solidarietà alle persone che non hanno potuto partecipare alla manifestazione del 25 Aprile, come la Brigata Ebraica e i giovani di Forza Italia. Nessuno ha la patente per decidere chi può entrare in un corteo del 25 Aprile e chi no”; Giulio Gallera (Forza Italia) che ha sottolineato la necessità di “uno scatto in avanti: sostenere che solo una parte politica è depositaria del monopolio culturale del 25 Aprile amplifica il clima di tensione nelle piazze e alimenta l’intolleranza. Il 25 Aprile deve essere la Festa della Liberazione dell’Italia, della riconquista della libertà e delle istituzioni democratiche. Una festa aperta a chiunque”; Pierfrancesco Majorino (PD) che ha definito come “inaccettabili gli episodi di violenza, di intolleranza e antisemitismo accaduti il 25 Aprile. Ma il testo di questa mozione è parziale e strumentale perché non c’è alcun riferimento alle ragioni profonde del 25 Aprile che celebra la liberazione ricordando il valore dell’antifascismo, della resistenza e della lotta partigiana che hanno portato la democrazia nel nostro Paese. Gli sforzi di tutti devono andare in questa direzione: tornare al senso e allo spirito del 25 aprile”; Lisa Noja (Italia Viva) che ha sottolineato che “impedire alla Brigata ebraica è un’aberrazione culturale: non ci può essere nessuno spazio di odio per le persone di fede ebraica. La mozione, però, è un racconto parziale di quanto accaduto con l’obiettivo di svuotare il significato del 25 Aprile che è la pietra fondante della nostra Costituzione e della Repubblica democratica e antifascista”; Luca Paladini (Patto Civico) che ha ricordato che “non inserire nella mozione il riferimento al nazifascismo o ai partigiani, valori espliciti del 25 Aprile, è una precisa scelta politica. La nostra condanna nei confronti degli episodi di antisemitismo è totale, ma trasformare 100 mila partecipanti al coreo milanese del 25 Aprile in 100 mila antisemiti è un’operazione politica strumentale”; Onorio Rosati (AVS) che ha affermato che “il centro destra non può accusare il popolo del 25 Aprile di antisemitismo perché nessuno ha messo in discussione la presenza della Brigata Ebraica all’interno del corteo. Confondere l’antisemitismo e governo israeliano è una mistificazione. Ciò che è stato contestato è la presenza di bandiere e simboli che con i valori della Resistenza e della nostra Costituzione non hanno nulla a che vedere. La mozione decontestualizza il contesto e vuole smontare il significato del 25 Aprile”; Massimo Vizzardi (Gruppo Misto) che ha sottolineato che “il 25 Aprile è patrimonio di tutti e un Momento di testimonianza e rilancio dei valori della democrazia. Deve essere permesso di partecipare alle manifestazioni a tutti coloro che condividono questi valori. Ma il testo della mozione è strumentale perché confonde l’antisemitismo, che va respinto con forza e decisione, con la ferma condanna dell’azione del Governo israeliano in Palestina”.
Il Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale Mauro Piazza ha definito l’aggressione alla Brigata Ebraica e ad altri partecipanti al corteo come “incompatibile con i valori fondanti della nostra democrazia e un segnale grave da non sottovalutare. Il 25 Aprile deve essere un patrimonio fondante della nostra democrazia”.
Iniziative per il miglioramento delle attività della Rete Regionale dei Centri per la prevenzione, diagnosi e cura del Piede Diabetico e revisione dei rimborsi dei DRG correlati, anche ai fini della sostenibilità nell’utilizzo di device e tecniche chirurgiche finalizzate alla prevenzione delle amputazioni maggiori
Un’emergenza sanitaria silenziosa, ma dai numeri allarmanti al centro della mozione presentata da Marisa Cesana (Forza Italia) e approvata all’unanimità dall’Aula: il piede diabetico.
In Lombardia si stima ci siano circa 700mila persone affette da diabete e una quota significativa (il 30% dei pazienti diabetici cin età superiore ai trent’anni) sviluppa nel tempo lesioni agli arti inferiori, una condizione clinica complessa che, se non trattata tempestivamente, può portare ad amputazioni e, nei casi più estremi, al decesso del paziente.
Ogni anno si registrano oltre 6 mila ricoveri per piede diabetico distribuiti tra circa 90 strutture sanitarie sul territorio regionale dove dal 2022 è stata istituita la Rete regionale per i centri del piede diabetico e nel 2023 sono stati attivati i Centri di secondo e terzo livello con competenze multidisciplinari, ma il sistema assistenziale appare ancora frammentato: oltre il 40% dei pazienti (circa 2.500 persone) viene trattato in strutture prive di team multidisciplinari specializzati, elemento ritenuto invece decisivo dalle linee guida internazionali per ridurre il rischio di amputazioni.
“Numeri che dimostra come sia necessario intervenire subito per rafforzare la rete regionale e garantire cure appropriate e tempestive – spiega Marisa Cesana –. È necessario rafforzare un modello di integrazione che preveda un approccio strutturato, tempestivo e multidisciplinare. Ridurre le amputazioni non è solo un obiettivo sanitario, ma anche sociale ed economico: significa migliorare la qualità della vita dei pazienti e rendere più sostenibile l’intero sistema sanitario”.
La mozione evidenzia, inoltre, come quasi il 10% dei ricoveri sia associato ad amputazioni maggiori (gamba o coscia), eseguite in circa 50 strutture: un dato che sottolinea criticità nell’accesso ai centri di secondo e terzo livello della rete regionale, istituita negli ultimi anni proprio per migliorare prevenzione, diagnosi e cura.
Altro nodo centrale riguarda la sostenibilità economica: gli attuali rimborsi previsti dai DRG risultano insufficienti a coprire i costi delle tecnologie avanzate e delle tecniche chirurgiche necessarie al salvataggio dell’arto. Una situazione che rischia di compromettere l’efficacia del sistema, aumentando liste d’attesa e peggiorando gli esiti clinici.
La mozione impegna, quindi, la Giunta ad aprire un confronto con il Ministero della Salute per valutare la revisione dei rimborsi associati ai DGR, a monitorare l’adeguatezza dei meccanismi di remunerazione già previsti per i centri di terzo livello della rete regionale e a rafforzare l’attività del Tavolo tecnico regionale già attivo nell’ambito della rete endocrino-diabetologica.
Nel corso del dibattito sono intervenuti Patrizia Baffi (Fratelli d’Italia) che ha sottolineato come “i numeri del diabete sono in forte crescita, anche per i comportamenti alimentari, e hanno un impatto socio economico sul sistema sanitario e sulla qualità della vita di migliaia di persone. Un sistema a rete integrata, con il coinvolgimento dei centri territoriali, è centrale per la prevenzione e la tempestività dei trattamenti”; Carlo Borghetti (PD) ha espresso un giudizio positivo della mozione senza dimenticare “l’importanza dell’azione di screening e di prevenzione sui territori, la necessità di rafforzare l’attività del tavolo tecnico e di promuovere una revisione dei DRG che può agevolare anche una presa in carico multidisciplinare dei pazienti”; Nicolas Gallizzi (Noi Moderati) ha ricordato come nella prevenzione della patologia diabetica sia “fondamentale lo stile di vita e l’alimentazione”; Luca Paladini (Patto Civico) ha messo in evidenza l’importanza della mozione “che pone al centro prevenzione e consapevolezza come strumenti per arginare la malattia”; Silvia Scurati (Lega) ha ricordato il lavoro dell’Intergruppo consiliare “Diabete, obesità e stili di vita” che ha portato lo scorso marzo all’approvazione di una mozione bipartisan per la prevenzione e il contrasto di diabete e obesità e la promozione di corretti stili di vita.
Sostegno alla candidatura della città di Cremona a “Capitale italiana della cultura 2029”
Regione Lombardia si muove a sostegno della candidatura di Cremona a Capitale Italiana della Cultura 2029. È quanto prevede la mozione, presentata in Consiglio regionale da Marcello Ventura (Fratelli d’Italia) e approvata all’unanimità, che impegna la Giunta a sostenere il percorso avviato dal Comune di Cremona e ad attivare forme di collaborazione con la Provincia di Cremona, le istituzioni del territorio e con il Ministero della Cultura per rafforzare la candidatura.
“Questa candidatura rappresenta un’occasione concreta per valorizzare le eccellenze di Cremona: dalla tradizione liutaria, patrimonio immateriale dell’umanità Unesco, alla rete museale con il Museo del Violino, fino a una consolidata offerta musicale e teatrale di respiro internazionale con il Teatro Ponchielli o il ‘Monteverdi Festival’. Un patrimonio capace di mettere a sistema cultura, formazione e sviluppo economico – ha dichiarato Marcello Ventura –. Il sostegno di Regione Lombardia è fondamentale per costruire un progetto credibile e competitivo, capace di generare ricadute durature in termini di sviluppo e interesse, capace di coniugare promozione turistica, rigenerazione urbana e crescita economica. Sostenere la candidatura di Cremona è una scelta strategica: significa investire in cultura come leva di sviluppo e coesione”.
La mozione evidenzia anche il percorso già intrapreso dall’Amministrazione comunale, con l’avvio dell’iter per la predisposizione del dossier di candidatura e la costruzione di una rete di partnership che coinvolge istituzioni, fondazioni e realtà del territorio. Un progetto che punta su inclusione, innovazione e sostenibilità, con particolare attenzione alla partecipazione delle comunità locali e al coinvolgimento dei giovani.
Tra gli obiettivi indicati, anche il rafforzamento del ruolo di Cremona come hub culturale, promuovendo non solo il patrimonio storico e artistico, ma anche le tradizioni enogastronomiche e il sistema formativo legato alla musica e ai beni culturali.
Nel corso del dibattito sono intervenuti Matteo Piloni (PD) che ha ricordato che “la mozione non nasce da una richiesta di una parte politica, ma è il risultato del lavoro di una rete territoriale, formata da soggetti pubblici e privati, e rappresenta un’occasione straordinaria e un progetto strategico per l’intera regione”; Riccardo Vitari (Lega) che ha sottolineato che “questa mozione riconosce Cremona come un sistema culturale e produttivo complesso, capace di creare crescita economica e sociale. La cultura è economia reale, lavoro e sviluppo e Cremona è una città che, partendo dalla propria identità, compete a livello internazionale come dimostra la liuteria, considerata da regione Lombardia un settore strategico di sviluppo”.
Completamento della trasversale ferroviaria alpina (AlpTransit) con il potenziamento delle linee di accesso alle gallerie di base del Lötschberg, del Gottardo e del Ceneri, quale parte integrante del corridoio Mare del Nord-Reno-Mediterraneo
Approvata all’unanimità la mozione presentata da Giovanni Malanchini (Lega) e illustrata dalla collega di partito Silvana Snider, che impegna la Giunta ad attivarsi nelle sedi istituzionali nazionali e internazionali più opportune affinché il completamento di AlpTransit e il potenziamento delle linee di accesso meridionali alle gallerie di base del Lötschberg, del Gottardo e del Ceneri continuino a costituire una priorità strategica per la Lombardia, per il sistema infrastrutturale nazionale e per i collegamenti europei.
Nel documento si sottolinea la necessità di strutturare in modo sempre più efficace un territorio transfrontaliero, crocevia dell’asse pedemontano e dei collegamenti ferroviari e stradali transalpini.
“Va riaffermato un indirizzo politico chiaro. Opere del genere hanno un ruolo fondamentale e possono essere realizzati solo all’interno di una visione politico-strategica di ampio respiro, capace di integrare il livello europeo, quello nazionale e quello regionale, tenendo insieme sviluppo economico, assetto territoriale, relazioni transfrontaliere e sostenibilità ambientale” ha detto la Snider, chiedendo al Consiglio regionale di rinnovare e rafforzare il sostegno politico-istituzionale al completamento di AlpTransit, nel pieno rispetto delle sovranità svizzere e nel quadro della cooperazione infrastrutturale tra Italia e Svizzera.
Durante il dibattito l’Assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche Claudia Terzi ha elencato i vari interventi, ribadendo l’importanza dell’opera ritenuta “prioritaria per la Lombardia” e a sostegno della mozione sono intervenuti anche Gigi Ponti (PD) e Giacomo Zamperini (FdI).
Riqualificazione degli stabili di via Lulli e via Porpora di proprietà di ALER Milano
Respinta dall’Aula del Consiglio regionale la mozione con oggetto “Riqualificazione degli stabili di via Lulli e via Porpora di proprietà di ALER Milano” illustrata dal Consigliere Onorio Rosati (AVS) e sostenuta dai gruppi di minoranza.
Con il programma REPowerEU sono stati finanziati i lavori di riqualificazione del quartiere Lulli-Porpora in zona piazzale Loreto di proprietà di Aler Milano che comporteranno un investimento di quasi 1 milione di euro.
Un intervento che mira ad aumentare la sicurezza, ristrutturare alloggi danneggiati da incendi, combattere il degrado, le occupazioni abusive e portare un efficientamento energetico.
“Sono lavori importantissimi e necessari, tuttavia sembrano non esserci garanzie riguardo al destino, durante e dopo i lavori, delle persone che vi abitano– ha sottolineato il primo firmatario Rosati -. Si parla di circa 160 famiglie tra cui anziani e bambini che frequentano le scuole della zona per cui chiediamo un percorso partecipato che veda il coinvolgimento degli abitanti e la loro compartecipazione alle decisioni”.
Nel testo della mozione si chiedeva infatti alla Giunta regionale l’elaborazione di un piano di mobilità condiviso tenendo conto delle esigenze territoriali delle famiglie coinvolte e che si garantisse “l’addebito delle spese del trasloco anche per il rientro a lavori ultimati a carico di Aler Milano così da garantire il diritto di rientro, finiti i lavori di riqualificazione, al proprio alloggio per gli inquilini che lo vorranno”.
La replica è arrivata dall’Assessore alla Casa e Housing sociale Paolo Franco che ha commentato che “nonostante il parere contrario alla mozione, è stata utile comunque per approfondire e chiarire aspetti già presenti in un protocollo sottoscritto con Aler che prevede che tutte queste garanzie richieste verranno rispettate”.
Durante il dibattito è intervenuta la Consigliera Carmela Rozza (PD) che ha dichiarato che “un atto formale depositato dall’Aula dell’assemblea lombarda avrebbe avuto un peso diverso e sarebbe stato un’ulteriore garanzia perché certe condizioni vengano rispettate a lavori conclusi rincuorando gli inquilini”.
Il Consigliere Marco Bestetti (FdI) ha sottolineato che “i milioni di euro investiti in questi anni da Regione Lombardia per interventi migliorativi delle condizioni abitative di molti milanesi effettuati tramite Aler sono già la garanzia che ciò che chiede l’opposizione è stato e sarà fatto anche a seguito di questi interventi. Si tratta quindi – ha aggiunto Bestetti – di una mozione superflua”.
Ripristino delle agevolazioni tariffarie sul trasporto pubblico per gli invalidi civili tra il 67% e il 99%, senza limiti d’età
È stata ritirata la mozione presentata da Gigi Ponti (PD) e Lisa Noja (Italia Viva) che chiedeva di ripristinare le agevolazioni tariffarie per il trasporto pubblico regionale e locale a tutti gli invalidi civili tra il 67% e il 99%, eliminando il vincolo anagrafico dei 66 anni, introdotto nel 2025 da una delibera regionale.
La mozione è stata ritirata a seguito della richiesta dell’Assessore ai Trasporti e Mobilità, Franco Lucente, di studiare un percorso condiviso per affrontare in modo unitario la questione e risolvere la problematica.
Impatti della Zona Logistica Semplificata nella zona dell’Adda Martesana e sul Parco Agricolo Sud Milano
È stata respinta la mozione presentata da Simone Negri (PD) sul tema della Zona Logistica Semplificata (ZLS) Porto e Retroporto di Genova.
La mozione nasceva sullo sfondo di una bozza di progetto di ampliamento di Contship (gruppo leader nel business dei terminal container marittimi e nel trasporto intermodale) che prevede un’espansione sull’hub di Melzo nel territorio di Vignate, all’interno del Parco Agricolo Sud Milano.