Il relatore Giuseppe Licata (FI): “Serve una formazione mirata e strutturata
per affiancare scuole e famiglie e rendere i giovani più consapevoli dei rischi della rete”
Milano, 26 maggio 2026 – Promuovere un uso consapevole, responsabile e sicuro della rete, dei social network e degli smartphone per contrastare non solo bullismo e cyberbullismo, ma anche il fenomeno della dipendenza digitale e del disagio giovanile.
Questi gli obiettivi della prima legge regionale per l’istituzione di un “Patentino digitale”, presentata dal Consigliere Giuseppe Licata (Forza Italia) e approvata oggi dall’Assemblea lombarda (41 voti a favore e 20 astenuti)
Il testo, che modifica la legge regionale n. 1/2017 (Disciplina degli interventi regionali in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno delle baby gang, del bullismo e del cyberbullismo), prevede un percorso formativo strutturato ed omogeneo nei contenuti da rendere disponibile per tutti gli studenti lombardi, con priorità per le scuole secondarie di primo grado.
“Il nostro intento non è demonizzare il digitale – sottolinea il relatore Giuseppe Licata –, ma offrire ai ragazzi gli strumenti per utilizzarlo in modo sicuro e responsabile. Stiamo assistendo a una pericolosa anticipazione dell’età in cui si manifestano certi comportamenti e questo ci impone di intervenire con urgenza con una formazione mirata, che sappia affiancare famiglie e scuole nel compito educativo e che produca maggiore comnsapevolezza”.
L’iniziativa si basa sulla diffusione del “Patentino digitale”, un’attestazione simbolica che viene consegnata al termine di un percorso formativo per confermare il raggiungimento di una adeguata consapevolezza digitale, iniziativa già avviata grazie a precedenti interventi regionali e che viene ora estesa in modo uniforme su tutto il territorio. Il progetto prevede percorsi formativi accessibili, volti a sviluppare competenze digitali essenziali.
Tra i principali obiettivi, si intende garantire la diffusione sistematica dei percorsi formativi nelle scuole, definire standard regionali condivisi, aggiornando i contenuti con temi emergenti come l’intelligenza artificiale e assicurare adeguate risorse economiche. Prevista anche la realizzazione di una piattaforma informatica regionale per lo sviluppo omogeneo e diffuso di percorsi formativi di cittadinanza digitale per gli studenti, di aggiornamento del personale docente, nonché di percorsi informativi rivolti alle famiglie, la predisposizione dei contenuti didattici ed eventuali aggiornamenti dei relativi moduli.
La proposta si inserisce nel quadro normativo nazionale e regionale già esistente in materia di prevenzione del bullismo e cyberbullismo, valorizzando il ruolo educativo della scuola e delle famiglie.
Alla Giunta regionale spetta promuovere la stipulazione di un Protocollo di intesa con il Corecom Lombardia e con l’Ufficio scolastico regionale, al fine di definire i requisiti minimi della piattaforma informatica e le modalità di realizzazione, di organizzazione e di fruizione dei percorsi formativi e di rilascio del Patentino digitale, tenuto conto anche delle esperienze già avviate sul territorio lombardo dagli istituti scolastici e da altri soggetti pubblici e privati e del Terzo settore.
Gli articoli della legge definiscono finalità e modalità di attuazione, prevedendo il coinvolgimento di studenti, docenti e genitori, strumenti per facilitare la formazione e iniziative di sensibilizzazione come il “Patentino Day” che si celebra il 12 maggio di ogni anno, con la consegna dell’attestato agli studenti. La legge prevede infine la promozione di iniziative di informazione e sensibilizzazione sui fenomeni più diffusi legati alla rete e su quelli emergenti come l’intelligenza artificiale, i deepfake e la cyberviolenza.
Il progetto è sostenuto da risorse finanziarie che prevedono, a partire dal 2027, uno stanziamento di 60mila euro per incrementare il numero di progetti attivabili (da 2 a 3) nell’ambito del bando emanato dall’Ufficio scolastico regionale per la presentazione di progetti da parte delle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado, in scadenza il prossimo 30 maggio.
Per quanto riguarda la realizzazione della piattaforma regionale il Bilancio regionale pluriennale 2026-2028 apposta una spesa in conto capitale per l’esercizio 2027 di 200.000 euro.
Approvati anche due ordini del giorno; uno, a firma di Fabrizio Figini (FI) per l’istituzione di un Tavolo composto da esperti e su proposta di Paola Bocci (PD) con la presenza di “rappresentanze studentesche”. L’altro documento proposto da Marisa Cesana (FI) prevede la sperimentazione di percorsi formativi anche in ambiti sociali complessi, come ad esempio gli istituti di detenzione minorile.
Apprezzamento per il provvedimento è stata espresso, anche a nome dell’Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini, assente per motivi di salute, da Simona Tironi, Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, che ha sottolineato come “il provvedimento accompagni il percorso formativo con un attenzione educativa e valoriale, prevenendo i fenomeni disagio giovanile con un investimento rilevante”.
Convinto sostegno anche da Anna Dotti (FdI), Presidente della Commissione Cultura e, in dichiarazione di voto, da Fabrizio Figini (FI) il quale ha sottolineato come il provvedimento segni “un passo importante fornendo una risposta concreta a un’emergenza sociale che mette a rischio i nostri giovani”.
Voto favorevole anche dalla Lega che, come dichiarato da Riccardo Vitari, ha evidenziato il valore educativo, culturale e politico della legge “che si inserisce in un percorso aperto da Regione Lombardia, apripista nel 2027 con la prima legge sul cyberbullismo”, mentre il Consigliere Luca Marrelli (Lombardia Ideale) ha legato la tematica delle baby gang e del cyberbullismo alle organizzazioni criminali che reclutano on line.
Alcuni rilievi sono stati mossi dalla Consigliera Paola Bocci, che motivando il voto di astensione del gruppo PD, ha ribadito la necessità di rispettare l’autonomia degli istituti scolastici nella scelta dei percorsi formativi, la preferenza a percorsi educativi in presenza e non solo a distanza, e il contrasto alle fome di odio generate dall’AI.
I dati; Gli ultimi dati Eurostat mostrano che, sebbene l’Italia abbia registrato alcuni progressi, il Paese continua a evidenziare un divario significativo nelle competenze digitali della popolazione. Solo la metà della popolazione possiede competenze digitali di livello base o avanzato (54,3%), confermando l’Italia al di sotto della media europea (60,4%) e segnando valori inferiori nelle competenze di base e quote superiori nelle competenze scarse, limitate o nulle. Dall’altro lato, emerge un elemento incoraggiante: rispetto al 2023, si registra un incremento di circa nove punti percentuali nel livello complessivo delle competenze digitali, un segnale che indica un significativo miglioramento nella capacità dei cittadini di utilizzare strumenti e servizi digitali: più persone in grado di utilizzare in autonomia strumenti complessi, gestire impostazioni di sicurezza e interagire con servizi.
Anche sul fronte dell’uso dell’IA generativa, la prima rilevazione conferma che su una media UE del 35% dii utenti Internet, la popolazione italiana che si avvale dei nuovi strumenti è ferma al 22%.