Rafforzare la sanità territoriale lombarda e rispondere in modo più efficace alle esigenze di una popolazione sempre più anziana. È questo l’obiettivo della Risoluzione per l’istituzione della figura del “Geriatra di Comunità”, approvata all’unanimità nella seduta di oggi del Consiglio regionale.
“Con questa Risoluzione poniamo le basi per una sanità di prossimità sempre più moderna, capace di rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia e di offrire servizi sempre più vicini ai cittadini, investendo con decisione sulla prevenzione e sulla presa in carico territoriale – sottolinea la relatrice del provvedimento, Paola Bulbarelli (Fratelli d’Italia). L’introduzione del Geriatra di Comunità rappresenta un tassello strategico per intercettare precocemente le situazioni di fragilità, favorire la permanenza degli anziani al proprio domicilio e garantire un’assistenza multidimensionale e continuativa. Allo stesso tempo, il rafforzamento delle Frailty Unit nei Pronto Soccorso consentirà di assicurare percorsi dedicati agli over 65, migliorando la qualità delle cure e offrendo un supporto concreto anche alle famiglie, spesso chiamate a gestire situazioni particolarmente complesse”.
“L’invecchiamento della popolazione richiede un cambio di paradigma che vada oltre il tradizionale modello ospedaliero – aggiunge il relatore Davide Casati (PD). È necessario rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, valorizzando le professionalità già presenti nel sistema sanitario e costruendo percorsi assistenziali sempre più efficaci. L’obiettivo è ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, garantire una presa in carico più adeguata delle persone anziane e offrire un sostegno concreto anche alle loro famiglie, contribuendo così a migliorarne la qualità della vita”.
Il documento prende atto dell’evoluzione demografica in corso: in Lombardia si contano oggi 177 persone over 65 ogni 100 under 15, un dato destinato a crescere nei prossimi decenni ed entro dieci anni gli over 80 cresceranno del 41%. Una trasformazione che richiede strumenti innovativi per garantire continuità assistenziale, prevenzione e qualità delle cure e nuovi modelli organizzativi per la presa in carico delle persone anziane fragili.
La Risoluzione impegna la Giunta ad avviare percorsi sperimentali nelle Case di Comunità e nelle reti territoriali delle ASST, introducendo la figura del “Geriatra di Comunità” come specialista di riferimento per la valutazione precoce della fragilità, il supporto ai medici di assistenza primaria e la costruzione di percorsi personalizzati di cura. Tra le misure previste figurano, inoltre, lo screening proattivo della fragilità, il potenziamento delle “Frailty Unit” nei Pronto Soccorso, la creazione di una rete dedicata alla fragilità e l’istituzione di percorsi di aggiornamento per favorire una maggiore integrazione tra i diversi professionisti coinvolti nella presa in carico della popolazione anziana.
La Risoluzione prevede, infine, l’istituzione di un Gruppo di lavoro regionale sulla geriatria con funzioni consultive e di supporto alla Direzione Generale Welfare, chiamato a monitorare l’attuazione delle sperimentazioni e a valutarne i risultati.
Nel corso del dibattito sono intervenuti Patrizia Baffi (Fratelli d’Italia), Marco Carra (PD), Claudia Carzeri (Forza Italia), Marisa Cesana (Forza Italia) e Gigliola Spelzini (Lega) che hanno espresso soddisfazione per l’approvazione della Risoluzione, sottolineando che “la mozione integra territorio e ospedale nel quadro di un percorso di promozione delle politiche di invecchiamento attivo. puntando a un modello di sanità più sostenibile, personalizzato e orientato alla prevenzione”.
Il Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale Mauro Piazza ha sottolineato come la mozione affronti “un tema centrale per evoluzione del sistema socio sanitario regionale. Il testo valorizza la figura del Geriatra di comunità come punto di riferimento per la gestione proattiva delle fragilità in coerenza con gli indirizzi di potenziamento della sanità territoriale”.