Il Presidente Romani al cinquantesimo anniversario del disastro dell’ICMESA

Federico Romani: “Sono passati cinquant'anni, ma Seveso ormai fa parte della nostra memoria. E lo sarà per sempre”

Per molti la nube dell’ICMESA non significò soltanto un incidente industriale. Significò paura. Incertezza. Case da abbandonare. Terreni contaminati. Domande senza risposta sulla salute dei propri figli e sul proprio futuro. Il nostro territorio, però, seppe reagire. La Brianza non rimase immobile. Si mise al lavoro. Lo fecero le istituzioni, i volontari, i medici, i tecnici, gli amministratori, migliaia di cittadini. Con errori, certo. Ma anche con una straordinaria capacità di reagire. Da quella tragedia nacque anche qualcosa che avrebbe cambiato l’Europa. Per la prima volta il rischio industriale entrò nell’agenda delle istituzioni europee con la ‘Direttiva Seveso’ che trasformò una tragedia locale in una tutela per milioni di cittadini europei. La Brianza imparò dal disastro della diossina di Seveso. Imparò che lo sviluppo economico e la tutela dell’ambiente non sono obiettivi in contrapposizione, ma devono camminare insieme. Imparò che la trasparenza delle istituzioni e la fiducia dei cittadini sono beni preziosi, soprattutto quando una comunità è chiamata ad affrontare una prova così dura. Sono passati cinquant’anni, ma Seveso ormai fa parte della nostra memoria. E lo sarà per sempre”.

Lo ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani in occasione dell’evento che si è svolto a Seveso questa mattina per ricordare il cinquantesimo anniversario del disastro dell’ICMESA, il più grave incidente ambientale della storia italiana.

Il Presidente Romani ha partecipato al flash mob presso il Bosco delle Querce, il parco pubblico nato sui terreni più contaminati, e al momento istituzionale con gli interventi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e del Sindaco di Seveso Alessia Borroni, proiezione di filmati d’epoca e dalle testimonianze dirette di chi visse quei drammatici giorni del 1976.

Presenti anche numerosi Consiglieri regionali.