Presenza del lupo nella Comunità montana “Triangolo Lariano”

Illustrati in Commissione Agricoltura lo studio e gli esiti del monitoraggio condotto su un branco di quattro individui

I risultati del progetto “Monitoraggio specie lupo” nella Comunità montana Triangolo Lariano sono stati al centro dell’audizione congiunta della Commissione Agricoltura e della Commissione speciale Valorizzazione e tutela dei territori montani e di confine.

L’incontro, presieduto da Floriano Massardi (Lega), era stato sollecitato dal Consigliere regionale di Forza Italia Marisa Cesana: “Con questa audizione – ha detto – ho voluto portare all’attenzione della Commissione l’operato di un piccolo territorio. Lo studio non vuole essere un progetto che va bene per tutti, piuttosto un esempio virtuoso che dimostra come anche in realtà di piccole dimensioni sia possibile sviluppare buone pratiche e ottenere risultati concreti”.

La ricercatrice Claudia Facchini ha spiegato dettagliatamente come sta avvenendo lo studio, che al momento fa registrare la presenza di un branco composto da quattro individui. Ha inoltre affermato che nei primi mesi del 2026 ci sono stati 6 eventi predatori (gennaio-luglio) e ha precisato che questo miglioramento rispetto allo scorso anno (18 eventi nello stesso periodo) è dovuto “alla modifica delle modalità allevatoriali e all’uso corretto e adeguato dei sistemi preventivi”.

Perplessità è stata sollevata dal Presidente regionale di “Wilderness”, Giancarlo Bosio, che ha replicato che le predazioni sono in generale in aumento e come la situazione non possa essere affrontata e gestita esclusivamente con studi limitati a una parte del territorio. “Serve conoscere – ha spiegato – il quadro complessivo lombardo. La soluzione non può essere sempre a carico degli allevatori e non può passare esclusivamente attraverso fototrappole, reti e cani da guardiania. La Regione deve affrontare questo problema con una politica di gestione seria, se necessario basata sull’abbattimento”.
Anche il Presidente dell’Associazione nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita rurale, Michele Corti, ha sollevato la necessità di non scaricare tutti gli oneri sugli allevatori, “al solo scopo di non scontentare la sensibilità animalista”.

Intanto, nei giorni scorsi sono stati resi noti i dati del rapporto annuale sui “Grandi carnivori 2025”, dal quale emerge che in Lombardia cresce la presenza del lupo sia in ambito alpino sia in zone di pianura, con almeno 40 unità riproduttive distribuite sul territorio lombardo (32 branchi e 4 coppie, oltre a 2 branchi e 2 coppie in fase di accertamento). Allo stesso tempo, però, si evidenzia nel rapporto, aumenta l’efficacia delle misure di prevenzione dai danni causati dai predatori.