“Ottobre Rosa”: l’Aula inaugura il mese della prevenzione del tumore al seno

Presidente Romani: “Prevenzione, informazione e cura sono la strada per trasformare la speranza in una possibilità concreta di futuro”

“La prevenzione può salvare una vita. E per questo deve essere una responsabilità di tutti, tutto l’anno, non soltanto nel mese dell’Ottobre Rosa. In Lombardia ogni anno sono circa 7.500 i nuovi casi di tumore al seno, ma oggi abbiamo anche una speranza concreta: la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è arrivata all’88% e cresce ancora quando la malattia viene individuata precocemente. Investire negli screening significa allora offrire a una donna più possibilità di cura, di guarigione e di tornare a vivere pienamente la propria vita. La Lombardia può contare su una sanità di eccellenza, sulla ricerca, sulle Breast Unit e su una straordinaria rete di associazioni. È un gioco di squadra che dobbiamo continuare a rafforzare. Perché nessuna donna che riceve una diagnosi di tumore al seno deve sentirsi sola. Prevenzione, informazione e cura sono la strada per trasformare la speranza in una possibilità concreta di futuro”.

Con queste parole il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani ha aperto la cerimonia di inaugurazione dell’‘Ottobre Rosa’ dedicata alla sensibilizzazione sul tumore al seno, che si è svolta questa mattina nell’Aula consiliare prima dell’avvio dei lavori della seduta.

Da anni questo appuntamento rappresenta un’occasione significativa di confronto e testimonianza per valorizzare le iniziative promosse nel mese di ottobre, con l’obiettivo di sensibilizzare, facilitare l’accesso ai programmi di screening e rafforzare il legame con il sistema sanitario regionale.

Durante la cerimonia hanno portato il loro contributo le rappresentanti delle associazioni del territorio: Ilaria Malvezzi (Coordinatrice regionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – LILT), Adele Patrini (Europa Donna), Loredana Pau (Coordinatrice Rete Delegazioni Regionali di Europa Donna) e Rita Vetere (Vice Presidente di Salute Donna).

Nel suo intervento, la Presidente della Commissione Sanità Patrizia Baffi (FdI), promotrice dell’iniziativa, ha richiamato l’importanza di rafforzare la prevenzione e garantire percorsi di cura sempre più tempestivi e qualificati.

“Come Commissione Sanità siamo impegnati a rafforzare la rete dei servizi, ampliare l’accesso agli screening e garantire percorsi di cura tempestivi e di qualità. Dietro ogni diagnosi ci sono persone, famiglie, paure e speranze: il nostro compito è fare in modo che nessuna donna si senta sola e continuare a promuovere una maggiore adesione agli screening, perché intervenire prima significa aumentare le possibilità di cura e salute” ha sottolineato la Presidente Baffi.

A seguire è intervenuta la Consigliera regionale Paola Bocci (PD). Per la Giunta regionale le conclusioni sono state affidate all’Assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità Elena Lucchini.

Al termine della cerimonia, il Presidente Romani ha invitato Consigliere e Consiglieri a una foto istituzionale con il fiocchetto rosa, simbolo della campagna.

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Nel 2025, in Italia, sono state stimate 55.900 nuove diagnosi di tumore della mammella nelle donne, pari a circa il 31% di tutte le nuove diagnosi oncologiche femminili, confermando questa neoplasia come la più frequente tra le donne (Estimates of cancer incidence to 2025 in Italy: Numbers and rates, AIRTUM Working Group, 2026).

Le donne viventi dopo una diagnosi di tumore della mammella sono circa 925.000 e la sopravvivenza netta a cinque anni raggiunge l’88%, mentre la probabilità di vivere ulteriori quattro anni dopo aver superato il primo anno dalla diagnosi è del 91%. La probabilità complessiva di guarigione è stimata nel 73% (I numeri del cancro in Italia 2025, AIOM et al., 2025).

Sul fronte della prevenzione, nel 2025 l’adesione corretta allo screening mammografico è stata del 58,4%, con significative differenze territoriali: 66% al Nord, 55,9% al Centro e 47,9% al Sud e nelle Isole (La diffusione degli screening oncologici in Italia nel 2025, Osservatorio Nazionale Screening, 2026).

A testimoniare l’impatto concreto della prevenzione, un dato significativo: tra il 2007 e il 2019 si stimano 10.223 decessi in meno per tumore della mammella rispetto a quelli attesi, pari a una riduzione del 6%.