Più efficacia e qualità nei controlli; raccolta, analisi e monitoraggio dei dati sugli incidenti; maggiori strumenti di prevenzione e formazione. Questo quanto contenuto nel nuovo progetto di legge in materia di attività a rischio di incidenti rilevanti, che mira a disciplinare in modo organico le funzioni di Regione Lombardia in attuazione del novo quadro normativo nazionale (direttiva Seveso III), illustrata oggi dal Presidente Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale) durante la seduta della Commissione Ambiente.
“L’obiettivo – ha spiegato il Presidente Cantoni – è rafforzare la prevenzione degli incidenti industriali, la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, attraverso un sistema integrato di raccolta e gestione delle informazioni. La normativa riconosce alle Regioni importanti competenze amministrative, soprattutto per gli stabilimenti di soglia inferiore, le attività ispettive, la pianificazione territoriale e la collaborazione con le altre autorità competenti. La precedente disciplina regionale del 2001 risulta ormai superata e non più coerente con l’attuale assetto normativo. In Lombardia questa esigenza è particolarmente rilevante per l’elevata concentrazione di impianti soggetti alla normativa Seveso, tra cui 116 stabilimenti di soglia inferiore e 135 di soglia superiore. Questo nuovo assetto normativo garantisce una maggiore coerenza e chiarezza nelle procedure di controllo e gestione: l‘obiettivo complessivo è offrire riferimenti chiari e un approccio proporzionato basato sulla qualità del controllo, con tempistiche certe, conciliando sviluppo produttivo, sicurezza industriale, protezione del territorio e trasparenza amministrativa”.
Tre le direttrici principali: migliorare la capacità di prevenzione, aumentare la conoscenza dei rischi e rafforzare la cultura della sicurezza industriale. Tra le novità si prevede l’istituzione di un Registro regionale degli incidenti per raccogliere informazioni utili e sostenere il miglioramento continuo. Inoltre, la sicurezza industriale sarà maggiormente integrata con la pianificazione urbanistica e la Protezione civile.
Un ruolo centrale è attribuito alle ispezioni sui Sistemi di Gestione della Sicurezza, considerate lo strumento principale per verificare l’adeguatezza delle misure di prevenzione e imporre eventuali correttivi.
La proposta punta, quindi, a riordinare le competenze regionali, rafforzare le capacità amministrative e valorizzare i flussi informativi, riconoscendo che dati aggiornati e condivisi sono essenziali per un’efficace gestione del rischio. L’obiettivo finale è consolidare un modello regionale integrato che, garantendo maggiore certezza operativa e livelli più elevati di sicurezza per cittadini, imprese e istituzioni.
Alla seduta ha partecipato in collegamento on line anche Giorgio Maione, Assessore regionale all’Ambiente, che ha sottolineato come “la nuova normativa ha come obiettivo aggiornare e rendere più organica la disciplina regionale sugli impianti a rischio di incidente rilevante, rispondendo all’esigenza di superare la precedente normativa e migliorare il coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni”.