Innovazione e ricerca per frenare la fuga dei cervelli

La Lombardia è attiva per contrastare il fenomeno della “fuga dei cervelli” e per creare sinergie fra mondo produttivo e ricerca. Fra risorse europee e risorse autonome erogate da Regione Lombardia, si può calcolare uno stanziamento  di oltre 70milioni di euro, per il periodo
2014 – 2020,
utilizzabili  proprio per favorire lo scambio di competenze nell’ambito dell’innovazione.
Si apre infatti  a gennaio il bando per la ricerca e l’innovazione approvato dalla giunta di Regione Lombardia su proposta del Vice Presidente Fabrizio Sala.  Alla “Call hub Ricerca e innovazione”, anche le Università potranno essere attori principali nella presentazione dei progetti che potranno aggiudicarsi fino a un massimo di 5 milioni di euro a fondo perduto. La Call, che si chiuderà a marzo, si rivolge a organismi di ricerca, Università e imprese aggregati in forma di partenariati, composti da un minimo di tre fino a un massimo di otto soggetti, di cui uno dovrà essere una PMI e uno un Organismo di Ricerca.
I partenariati dovranno presentare un progetto che interessi una delle sette aree di Specializzazione Intelligente: Aerospazio, Agroalimentare, Eco-industria, Industrie creative e culturali, Industria della Salute, Manifattura avanzata, Mobilità Sostenibile ,oppure potranno ricadere nel driver trasversale di sviluppo Smart Cities and Communities.
Nelle Università lombarde si viene a studiare non solo dal resto d’Italia ma anche spesso dall’estero. L'intento è dunque  valorizzare i migliori cervelli e rendere la Lombardia ancora più competitiva. Gli Atenei lombardi sono già tra i migliori. Ne sono una testimonianza i dati: ogni anno i nostri istituti accolgono migliaia di studenti sia italiani che esteri. Per fare un esempio, dall'inizio del programma Erasmus nel 1987 e fino a tutto il 2013, gli studenti universitari italiani coinvolti a livello europeo sono stati oltre 300mila. L’anno accademico 2013/2014, ultimo censito in modo completo, ha segnato un record per la regione. La Lombardia infatti è la prima Regione in Italia per quanto riguarda il numero di studenti universitari Erasmus in mobilità all’estero: sono stati 4.712 gli universitari in uscita (17,8% di tutti gli studenti italiani in Erasmus), di questi 4.123 sono partiti per studio e 545 per tirocinio in imprese europee. Nel complesso sono stati 21 gli istituti di istruzione superiore della Lombardia coinvolti: innanzitutto l’Università degli Studi di Milano con 858 studenti in uscita (788 per Studio e 70 per tirocinio); seguita dal Politecnico di Milano con 810 studenti (767 per Studio e 43 in tirocinio), dalla Bocconi con 666 studenti (574 per studio e 92 tirocinio) e dall’Università degli Studi di Pavia con 557 studenti (412 studio145 in tirocinio). Identikit dello studente in Erasmus ha un’età media di 22 anni e mezzo e in 6 casi su 10 è una studentessa.
Il 60% degli studenti sceglie Spagna, Francia, Germania come destinazione per studio, dove resta per 6 mesi, mentre il Regno Unito viene privilegiato per svolgere tirocini in impresa che in media durano 4 mesi e mezzo.
Se si guarda all’accoglienza, la Lombardia è un grande polo di attrazione per gli studenti europei, in quanto ospita ogni anno accademico circa 2.868 stranieri. Di questi, il 79% sceglie Milano e 1/3 di oro studia al Politecnico. Al contempo però occorre offrire ai giovani opportunità lavorative di alto livello, stabili e proiettate a grandi progetti, sostenere l’impresa e favorire la formazione di poli produttivi avanzati che richiedano professionalità del futuro, infine incoraggiare l’insediamento dei centri di ricerca, attrarre investimenti aziendali dall’estero, puntare sull’innovazione, le start up e le industrie 4.0.

Tra gli strumenti strategici per sostenere la propensione all’innovazione dell’intero territorio lombardo, figurano gli Accordi per la Ricerca lo sviluppo e l’innovazione che, di fatto, superano la logica del bando per stringere un vero e proprio patto negoziale tra PA e aggregazioni di imprese, Università e Centri di ricerca, al fine di generare un importante effetto leva sul territorio.
Testimonianza dii queste best practice, anche il Premio internazionale "Lombardia è Ricerca" consegnato nel 2017 al direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Parma Giacomo Rizzolatti per la scoperta dei neuroni specchio.
L’edizione 2018 del premio è andata invece ai professori Michele De Luca, Graziella Pellegrini e Tobias Hirsch per la terapia genica ex-vivo per la cura della “Sindrome dei Bambini Farfalla”.

Maurizio Pavani