Cambiamenti climatici, Consiglio regionale boccia Risoluzione

Il Consiglio regionale ha bocciato la Risoluzione sui cambiamenti climatici (relatore il Presidente della Commissione Ambiente Riccardo Pase, Lega). Sul documento, che è stato oggetto di un lungo dibattito,  la votazione a scrutinio segreto ha espresso 33 voti a favore, 40 contrari, mentre 1 consigliere non ha votato. 

La Risoluzione illustrata in apertura di seduta

Il Presidente della Commissione Ambiente, Riccardo Pase (Lega) aveva aperto i lavori della sessione dedicata al cambiamento climatico illustrando il senso della Risoluzione posta al voto del Consiglio affermando di aver lavorato per obiettivi di largo respiro, per ottenere il massimo della condivisione possibile.“E’ necessario – aveva detto il Presidente della Commissione Ambiente – accompagnare un percorso di crescita sostenibile, di cui la Lombardia deve essere protagonista e, al tempo stesso, produrre un adattamento ai cambiamenti climatici e gestire al meglio i cambiamenti”.

Nel suo intervento, l’assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo ha detto che "La Lombardia deve essere la Regione che assume la leadership in Europa e nel mondo per le politiche di contrasto al cambiamento climatico e per l'impegno nella tutela dell'ambiente".  "È un tema serio che riguarda il nostro futuro – ha spiegato – da cui dipende anche lo sviluppo economico del nostro Paese. La Lombardia può già essere la Regione traino per innovazione e nuove tecnologie sulla sostenibilità ambientale e lo sviluppo di una economia della decarbonizzazione".

Le sfide della Regione

Cattaneo ha ricordato gli obiettivi 'sfidanti' che attendono il territorio: ridurre del 40% entro il 2030 le emissioni di Co2 e gas serra, arrivare oltre il 30% di energia prodotta attraverso le rinnovabili (superando il 17% attuale), efficientare i consumi energetici riducendoli del 32%. L'obiettivo finale è arrivare ad una Regione a emissioni zero entro il 2050. "Tutto questo – ha aggiunto Cattaneo – ha bisogno della sensibilità di ogni cittadino e di politiche regionali su cui Regione Lombardia vuole essere all'avanguardia".

Il dibattito in Aula consiliare

Per il gruppo PD  la Risoluzione è debole e in qualche misura “in ritardo” sull’evoluzione della situazione. “Entro il 2030 -ha ricordato il capogruppo Fabio Pizzul –  dovremmo poter ridurre del 40% l’emissione dei gas serra rispetto al 1990. Ed entro il 2050 dovremmo arrivare a zero emissioni nette. Nella situazione data, con già 1,2 gradi di aumento della temperatura mondiale a oggi ed eventi atmosferici sempre più devastanti, non si tratta di così tanto tempo”, anche perché , ha sostenuto Pizzul, “scontiamo lunghi anni di sottovalutazione del problema”.

Quanto si sta facendo è considerato insoddisfacente in campo internazionale”, ha affermato per il Movimento 5Stelle Massimo De Rosa. Il consigliere si è soffermato anche sulle criticità che derivano dall’allevamento intensivo. De Rosa ha poi richiamato un orizzonte temporale ampio, sostenendo, fra l’altro, che i grandi cambiamenti climatici che si stanno profilando avranno influenza anche sui flussi migratori. De Rosa ha annunciato diversi emendamenti molto concreti che, nella sua intenzione, dovranno creare dei punti di partenza per cambiamenti virtuosi.

La consapevolezza dell’accelerazione dei cambiamenti e la necessità di dialogare con i livelli nazionali e internazionali è stata al centro dell’intervento di Francesca Ceruti (Lega), che ha ricordato che “solo facendo squadra si potranno ottenere risultati”. La consigliera Ceruti ha anche sostenuto la necessità di destinare risorse alle amministrazioni locali per sostenere azioni concrete capillari che potrebbero avere molta efficacia.

Per Michele Usuelli (+ Europa) la lotta al cambiamento climatico dovrebbe essere anche come volano di progresso economico e si potrebbe, per cominciare, introdurre principi di fiscalità ambientale, anche per concretizzare azioni di giustizia sociale.

Per Luca del Gobbo (Noi con l’Italia) i temi della vivibilità del pianeta e un corretto sviluppo economico si intrecciano e “le risposte che possono venire dalla scienza devono essere sostenute dalle istituzioni con azioni legislative e di governo”. L’obbiettivo di raggiungere le zero emissioni nel 2050 può essere raggiunto attraverso graduali transizioni, che si fondino su una condivisione di responsabilità e su un profondo cambiamento culturale.

Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti) ha ricordato che “Il tema è enorme e il cambiamento già in atto”. Secondo Carretta bisogna intervenire sui processi di combustione, sull’agricoltura, sugli allevamenti, sulla deforestazione e anche sul ciclo dei rifiuti. “Il punto politico – ha detto Carretta – è che la sostenibilità ambientale deve essere vista come un’opportunità”.

Sul tema dell’agricoltura e degli allevamenti intensivi, Simone Verni (M5S) ha precisato che il Movimento non intende mettere a repentaglio un settore produttivo importante, ma che bisogna comunque porre attenzione ad un  comparto così critico e cruciale.

Sul problema della qualità dell’aria, il consigliere Andrea Monti (Lega) ha affermato che i provvedimenti che vengono presi dalle amministrazioni locali non devono mettere in difficoltà quelle fasce di popolazione che hanno una ridotta capacità  economica e che non riescono a cambiare repentinamente il proprio stile di vita.

Lo stesso tema è stato richiamato da Marco Alparone (FI) il quale, dopo aver ricordato che la sfida è forte ed ha a che fare con il fattore tempo, ha espresso “una critica forte a quelle amministrazioni comunali che bloccano accessi, che creano muri, piuttosto che ponti.”“Bisogna educare alla sostenibilità e la risposta a queste problematiche va costruita insieme”,  ha detto Alparone.

Un richiamo alla sostenibilità è venuto anche da Paolo Franco (FI) che ha fatto riferimento in particolare al tema delle mitigazioni ambientali. Nel corso del dibattito sono intervenuti anche Antonella Forattini, Matteo Piloni, Gianni Girelli, Paola Bocci, Giuseppe Villani e Pietro Bussolati (per il PD), Marco Mariani (per la Lega), Marco Degli Angeli e Raffaele Erba (per il Movimento 5 Stelle) ed Elisabetta Strada (per Lombardi Civici Europeisti).

L’approvazione degli emendamenti

Prima del voto segreto, chiesto dal PD, la Risoluzione era stata integrata con gli emendamenti presentati dai Gruppi. Il documento aveva così recepito due emendamenti presentati rispettivamente dalla Lega (primo firmatario Andrea Monti) e dal PD (primo firmatario Fabio Pizzul) che sostanzialmente sottolineavano la necessità di puntare sullo sviluppo infrastrutturale per incentivare il trasporto merci su gomma anche ad alta capacità -accompagnato da una rete stradale più efficiente nelle aree oggi più congestionate- individuando il treno ad alta velocità come mezzo di trasporto efficiente e sostenibile per merci e persone.
Via libera anche a un emendamento del Movimento 5 Stelle (primo firmatario Massimo De Rosa) che chiedeva di investire sull’efficientamento energetico degli uffici pubblici.